l Cavaliere, nel corso della cena post-Telegatti, ha anche designato Fini
come suo successore. "E a sinistra è D'Alema il più autorevole"
Berlusconi: "Contro il ddl Gentiloni
porterò 5 milioni di persone in piazza"
Un progetto criminale, non troveranno 157 senatori che lo avallano
E sull'esecutivo Prodi: "Un comitato d'affari, se cade ci sarà un governo tecnico"
Silvio Berlusconi
ROMA - Silvio Berlusconi attacca il ddl Gentiloni sulla riforma televisiva definendolo un "piano criminale" e una "aggressione" contro Mediaset fatto "in odio al leader dell'opposizione", e minaccia di "portare in piazza 5 milioni di persone. Il presidente di Forza Italia lo ha detto nella tarda serata di ieri, conversando con i giornalisti questa notte al termine della cena di gala per i Telegatti. Un incontro in cui il Cavaliere ha toccato molti temi: compresa la designazione di Gianfranco Fini a suo erede.
Attacco alla Gentiloni. Il Cavaliere ha definito la proposta di legge "un intervento dirigista", per "togliere a Mediaset un posto nel mercato, perchè gli investitori vengono colpiti da un provvedimento in odio a un imprenditore". Ma, secondo il leader della Cdl, il governo "non troverà 157 complici in Senato...". Berlusconi ha aggiunto che a suo avviso "Mediaset debba difendersi, andando in televisione" con i suoi vertici. "Consiglio loro di raccontare cosa è veramente il disegno di legge Gentiloni, cioè un atto criminale. E non è un particolare trascurabile che la Rai decida di mandare sul digitale non la terza rete, che è l'equivalente di Retequattro di Mediaset, ma Raidue, cioè la rete che rimanda all'area liberale".
Fini, l'erede. "Penso che il candidato più prestigioso e autorevole, per succedermi alla guida del futuro partito unico dei moderati potrebbe essere Gianfranco Fini, che giustamente si sta imponendo con una certa autorevolezza". Lo ha detto Silvio Berlusconi, che ieri sera ha preso parte alla cena di gala organizzata a Roma, dopo la registrazione dei telegatti 2007. Aggiungendo che, se l'esescutivo di Romano Prodi - definito "un comitato d'affari - dovesse cadere, sarebbe sostituito da un governo tecnico.
Il partito unico liberale. Prima, bisogna prendere in esame l'idea di una federazione. "La federazione - ha detto il Cavaliere - sarebbe una prima e importante tappa, perchè eviterebbe tentazioni ostruzioniste tra gli alleati, che sarebbero chiamati per statuto a rispettare le decisioni della maggioranza interna". Ma quella della costituzione di "un fronte liberale" resta comunque per l'ex premier la strada da seguire, "così come si sta facendo a sinistra col partito democratico, nel quale non rientreranno i partiti con le posizioni più estreme".
Critiche al governo. Per Berlusconi "il collante" della maggioranza "è il potere, ma secondo me hanno una gran voglia di liberarsi di Prodi. Penso che se ci fosse un incidente ci sarà modo di fare un governo tecnico". Il giudizio sull'attuale esecutivo, comunque, è e resta totalmente negativo: "Hanno trasformato il governo in un comitato d'affari. Ogni ministro ha a disposizione due o tre miliardi di euro da spendere per le proprie clientele".
Il migliore avversario. Sempre sugli avversari, il leader di Forza Italia ha detto che a suo giudizio "D'Alema è certamente a sinistra il personaggio più autorevole". E Veltroni? "Ma no, certo... Io sono aperto a discutere con tutti i moderati".
(26 gennaio 2007)
Cosa ne pensate? Ce la farà il nostro eroe?




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