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pensiero
Il razzismo alla rovescia
di Michele Brambilla - venerdì 26 gennaio 2007, 07:00
Vorremmo qui fare un parallelo - che a molti potrà sembrare stravagante - tra due personaggi divenuti loro malgrado protagonisti della cronaca nera: uno è l’ingegner Elvo Zornitta, friulano; l’altro è Azouz Marzouk, tunisino. Entrambi sono vittime di errori giudiziari. Il primo, Zornitta, è stato accusato di essere il famigerato Unabomber. Il secondo, Azouz Marzouk, è stato indicato quale responsabile della strage di Erba: una tragedia di cui è, invece, vittima. Tra i due casi ci sono però alcune differenze. E non piccole.
Zornitta è stato messo alla gogna - mediatica quanto si vuole, ma pur sempre gogna - dal 2004 fino all’altro giorno. Due anni e mezzo durante i quali più di un magistrato lo ha indicato come indiziato numero uno, spingendosi al punto di dire che c’erano «prove formidabili». Per capire quanto fosse ingiustificata tanta certezza da parte degli inquirenti, il lettore rifletta solo su questo fatto: nei due anni e mezzo in cui Zornitta è stato pedinato, controllato, intercettato con microspie di ogni genere, Unabomber ha compiuto quattro attentati. Possibile che il super-sorvegliato sia riuscito a sfuggire a tanti controlli, fosse anche solo per dare disposizioni a un eventuale complice? Ma la cosa più scandalosa è che è ormai dimostrato al di là di ogni dubbio che la «prova regina» - la perizia su un lamierino usato dal vero Unabomber - è stata contraffatta da qualcuno degli inquirenti al fine di incastrare Zornitta. Capite bene che qui siamo ben oltre l’errore giudiziario. Qui c’è dolo, c’è la volontà criminale di costruire una prova falsa.
Ora Zornitta sembra fuori dai guai. Ma intanto ha passato due anni e mezzo d’inferno, ed è stato pure licenziato. E poi - siccome sappiamo quant’è diffuso il gusto della maldicenza - ci sarà sempre qualcuno che lo guarderà con l’ombra del sospetto.
Ben diverso, dicevamo, il caso di Azouz Marzouk. La sua condizione di «indiziato» è durata lo spazio di una notte. Il suo nome finì sui giornali perché la sera prima, subito dopo la strage, gli inquirenti dissero che sospettavano di lui. Certo parecchi titoli dei giornali hanno gravemente danneggiato Azouz, ma già dai tg di mezzogiorno tutta Italia
