(da altra lista)

> Hebron, la brutalità dei coloni
>
> Il filmato della colona israeliana di Hebron che
> molesta una ragazzina palestinese ha fatto il giro del
> mondo. Nel video, la colona insulta ossessivamente la
> ragazzina e la spinge dentro la sua casa, urlandole di
> non uscire dalla sua gabbia. Ma l'immagine che più
> disturba è forse quella del soldato israeliano che se
> ne sta lì di fronte a guardare senza far nulla. Il
> filmato ha creato enorme scalpore e innescato feroci
> discussioni sui media e nel mondo politico israeliano:
> ma il dato che emerge con chiarezza da queste reazioni
> è soprattutto la totale ignoranza che l'opinione
> pubblica israeliana dimostra riguardo alla situazione
> dei palestinesi nei Territori Occupati. Tra i vari
> commenti istituzionali alla vicenda, uno dei pochi
> sensati è stato quello del direttore del museo
> dell'Olocausto, che ha ricordato come "tali episodi di
> violenza e persecuzione fossero quotidianamente subiti
> proprio dagli ebrei europei durante gli anni trenta" e
> ora la storia sembra ripetersi al contrario.
>
> Il premier Ehud Olmert ha "provato vergogna dinanzi a
> tanta malvagità" e il ministro della difesa Peretz si
> è dichiarato "preoccupato per l'immagine sbagliata
> dell'IDF che questo filmato trasmette al mondo:
> l'esercito israeliano verrà percepito come complice
> delle azioni dei coloni." Le associazioni israeliane
> per i diritti umani gli hanno subito fatto notare che
> l'IDF in realtà complice lo è, e a tutti gli effetti,
> perché sulla carta il regolamento imporrebbe ai
> soldati di intervenire per proteggere i palestinesi
> dalle violenze dei coloni. Anche se ovviamente ciò che
> accade quotidianamente è il contrario.
>
> L'episodio documentato dall'associazione israeliana
> B'Tselem si è svolto a Hebron, la città della West
> Bank che forse più di ogni altra vive quotidianamente
> la violenza del conflitto tra coloni israeliani e
> residenti palestinesi. Nella città vecchia, che si
> inerpica sulle colline attorno alla tomba dei
> Patriarchi, vivono circa ventimila palestinesi. Tra di
> loro, si sono insediati circa cinquecento coloni. Con
> la consegna ufficiale di proteggere questi ultimi, i
> soldati dell'IDF presidiano ogni angolo della città.
> Le strade del mercato, un tempo fiorente e rinomato in
> tutta la Palestina, sono da due anni sigillate da muri
> di cemento e filo spinato: i coloni hanno picchiato i
> negozianti palestinesi e bruciato i loro negozi,
> costringendoli ad andarsene insieme alle loro
> famiglie. Le strade della città vecchia sono quasi
> sempre deserte, a parte i bambini che, seduti sui
> muretti, guardano i soldati passare. Ma ciò che resta
> impresso in maniera indelebile nella memoria è
> soprattutto un particolare: tutte le porte e le
> finestre delle case palestinesi sono protette da
> griglie di ferro. Persino i terrazzini sono
> completamente chiusi da gabbie protettive e i bambini
> passano la giornata a guardare il mondo esterno
> attraverso le sbarre.
>
> I residenti palestinesi della città, stanchi di
> trovare tutte le mattine i vetri spaccati a sassate
> dai giovani coloni (e di essere sbeffeggiati dalla
> polizia israeliana quando vanno a sporgere denuncia),
> hanno provveduto nell'unico modo possibile: non avendo
> altro posto dove andare, hanno deciso di proteggersi
> trasformando le proprie case in gabbie. Proprio come
> si vede nel video che ha sollevato le recenti
> polemiche. L'elenco delle violenze quotidiane inflitte
> dai coloni è senza fine. Intere famiglie palestinesi
> vengono spesso cacciate dalle loro abitazioni, che
> vengono poi occupate da giovani coloni. In genere,
> pochi giorni dopo l'avvenuta occupazione, pattuglie
> dell'IDF requisiscono anche le case vicine per "motivi
> di sicurezza" e vi si accampano stabilmente. Ogni
> anno, ettari di vigneti palestinesi vengono sradicati
> dai coloni, per impedirne la vendemmia. Innumerevoli
> sono poi le testimonianze filmate delle aggressioni
> che i bambini palestinesi subiscono all'uscita da
> scuola, dove insieme alle loro madri vengono picchiati
> da squadre di coloni, che poi fuggono all'arrivo
> dell'esercito, puntualmente in ritardo.
>
> Di fronte a queste continue brutalità, fa quasi
> sorridere per la sua ingenuità il video della donna
> colona che insulta la ragazzina palestinese. Tuttavia,
> il cittadino medio israeliano è rimasto scioccato da
> quelle crude immagini: la percezione che egli ha dei
> Territori è annebbiata, gli hanno solo detto che è
> meglio non andarci, perché è pieno di terroristi. E
> comunque preferisce non pensarci. Vedere con i proprio
> occhi che il proprio esercito, di cui anch'egli ha
> fatto parte, è complice delle violenze e del disprezzo
> dei coloni, crea un senso di profondo disagio.
>
> Il commento del ministro dell'interno, alla vista del
> video, dà l'idea dell'ignoranza, o forse malafede: il
> ministro ha affermato che "non è tollerabile che i
> coloni agiscano come dei fuorilegge, la legge deve
> essere uguale per tutti i cittadini israeliani." Ma a
> quale legge si riferiva il ministro? Se si riferiva
> alle leggi israeliane, allora evidentemente crede che
> Israele abbia già annesso i Territori Occupati. Ma
> nella West Bank è in vigore la legge militare che
> regola lo stato di occupazione. Quindi a tutti gli
> effetti i coloni possono continuare ad agire
> indisturbati, come dei veri e proprio banditi
> legalizzati, anzi protetti dall'esercito del proprio
> paese. La stessa polizia di confine, di stazione a
> Hebron, ha confermato che le violenze dei coloni sui
> palestinesi sono molto frequenti, ma spesso vengono
> compiute da coloni ancora minorenni e quindi non
> perseguibili.
>
> L'ignoranza sulla reale situazione nei Territori non
> riguarda solo gli israeliani che vivono al di qua
> della Linea Verde, ma anche i politici stranieri.
> Alcuni giorni fa, Xavier Solana, responsabile della
> politica estera dell'Unione Europea, ha avuto modo di
> rendersi conto di persona della situazione. In visita
> ufficiale per colloqui con Olmert e Abbas, è stato poi
> accompagnato in un insolito tour di Gerusalemme Est e
> dei vicini villaggi arabi. Al termine si è detto
> "profondamente scioccato" dal deteriorarsi della
> situazione, dall'estensione del Muro che taglia a metà
> interi villaggi palestinesi e dalla continua crescita
> delle colonie israeliane attorno a Gerusalemme, che
> stanno "di fatto rendendo impraticabile l'opzione dei
> due popoli-due stati". Solana ha quindi invitato
> Israele a bloccare immediatamente l'ampliamento delle
> colonie e la costruzione del Muro, essendo ambedue i
> progetti contrari alla road map e alla legalità
> internazionale.
>
> Le polemiche innescate dal recente video della colona
> israeliana, tuttavia, non porteranno probabilmente a
> nessun miglioramento tangibile. Nonostante
> l'indignazione politically correct del premier e di
> alcuni ministri, infatti, nessuno ha alzato un dito
> per fermare nemmeno una delle recenti leggi della
> vergogna approvate dal governo. Nessuno si è opposto
> all'estensione della legge che vieta il
> ricongiungimento familiare tra palestinesi che vivono
> nella West Bank e cittadini arabi-israeliani. Nessuno
> ha mosso obiezioni alla legge che vieta a cittadini
> israeliani e stranieri di trasportare nella propria
> macchina residenti della West Bank, a meno che non si
> tratti di datori di lavoro israeliani che trasportano
> propri impiegati.
>
> Quest'ultima legge risulta particolarmente odiosa, in
> quanto sancisce legalmente il rapporto subalterno di
> classe tra occupanti e occupati. Resta da chiedersi
> quanti altri documenti sulle violenze dei coloni
> saranno necessari prima che la società civile
> israeliana apra gli occhi sulla brutalità
> dell'Occupazione e del criminale progetto della
> colonizzazione della West Bank, che sta minando sempre
> di più le flebili possibilità di soluzione del conflitto.