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Discussione: Alla faccia del c....!

  1. #1
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    Predefinito Alla faccia del c....!

    Comunicato Presidenza della Repubblica

    1. Il bilancio di previsione dell’amministrazione della Presidenza della Repubblica per il 2007 è stato impostato sulla base di una richiesta della dotazione a carico del bilancio dello Stato pari a 224 milioni di euro.

    Tale richiesta è inferiore di 1 milione di euro rispetto alle previsioni contenute nel bilancio pluriennale dello Stato 2006 – 2008 e contiene l’aumento rispetto alla dotazione per il 2006 nella misura del 3,23 per cento, confermando e rafforzando la linea di riduzione dei tassi di crescita del fabbisogno di questo organo costituzionale avviata dal Presidente Ciampi nel settembre 2005, mantenendosi al di sotto del livello, allora concordato, del 3,5 per cento.

    2. La spesa complessiva, pari a circa 235 milioni di euro, compensati per la parte eccedente la dotazione da entrate proprie quali gli interessi attivi sui depositi e le ritenute previdenziali, è destinata per l’87,6 per cento alla spesa per il personale (57,3 per cento per le retribuzioni e 30,3 per cento per i trattamenti di quiescenza), come è naturale per una struttura che svolge essenzialmente attività di supporto all’esercizio delle funzioni di un organo costituzionale.

    La spesa per beni e servizi ammonta a circa l’11 per cento del totale della spesa, ed è stata ridotta in misura pari al 3,87 per cento rispetto al bilancio assestato del 2006. In questa voce rientrano gli oneri connessi alle complesse attività di cerimoniale e rappresentanza istituzionale ed alla impegnativa manutenzione ordinaria del Palazzo del Quirinale e del rilevante patrimonio storico artistico in esso contenuto, della tenuta di Castelporziano e del relativo parco naturale di rilevanza internazionale nonché della residenza di Villa Rosebery.

    Il residuo 1,4 per cento è destinato al fondo di riserva, importo ridotto del 14,7 per cento (circa 650.000 euro) rispetto al precedente esercizio proprio al fine di assicurare un maggior controllo delle dinamiche di spesa.

    3. Il personale in servizio si articola in due componenti: personale di ruolo e personale di diretta collaborazione con il Presidente della Repubblica, con il Segretario Generale e con i Consiglieri del Presidente, personale quest’ultimo comandato o distaccato da altre amministrazioni o a contratto e destinato a cessare dalle funzioni a conclusione del settennato o nel più breve termine previsto. A tale personale si aggiunge il personale addetto alla sicurezza, distaccato secondo criteri di rotazione dalle competenti amministrazioni.

    Allo stato il personale di ruolo ammonta complessivamente a 987 unità, di cui 84 appartenenti alla carriera direttiva, 124 alla carriera di concetto, 228 alla carriera esecutiva e 551 ausiliari.

    Il personale di diretta collaborazione con il Presidente della Repubblica, con il Segretario Generale e con i Consiglieri ammonta complessivamente a 85 unità in posizione di comando - 38 civili e 47 militari, di cui 40 addette all’Ufficio del Consigliere per gli affari militari e alla Segreteria del Consiglio Supremo di difesa – e 23 unità a contratto.

    Il personale militare e delle forze di polizia distaccato per esigenze di sicurezza del Presidente e dei compendi della dotazione ammonta complessivamente a 1086 unità, di cui 297 appartenenti al Reggimento dei Corazzieri, specificamente preposto ai servizi di guardia d’onore e sicurezza interna del Quirinale e delle altre sedi istituzionali che costituiscono residenze del Capo dello Stato.

    4. In considerazione di tali risultanze il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano (nella foto) e il Segretario Generale hanno concordato puntuali direttive per un ulteriore contenimento della spesa, sia attraverso la riduzione degli oneri relativi al personale sia attraverso il massimo possibile contenimento della spesa per beni e servizi, al fine di contribuire ancor più incisivamente al generale risanamento dei conti pubblici e di contenere la dinamica della spesa anche nella prospettiva di medio e lungo periodo, sulla quale incidono gli oneri per i collocamenti in quiescenza del personale di ruolo.

    In attuazione di tali direttive il Segretario Generale ha provveduto ad istituire due Commissioni di studio sulla funzionalità dell’assetto organizzativo e sulle procedure di spesa del Segretariato Generale che dovranno concludere i propri lavori entro il 30 giugno 2007; ha inoltre già adottato misure di blocco del turn over del personale di ruolo e di progressiva riduzione del personale distaccato e a contratto, con particolare riguardo al personale addetto alla sicurezza.

    Infine è in corso di predisposizione un prospetto di conto consuntivo per aggregati funzionali, allo scopo di evidenziare la suddivisione della spesa tra le missioni istituzionali svolte dall’amministrazione della Presidenza della Repubblica: in sede di illustrazione di tale strumento si darà altresì conto dell’attuazione, al termine dell’esercizio in corso, delle sopraindicate misure di razionalizzazione e contenimento della spesa.


    Fonte Presidenza della Repubblica

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  2. #2
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    In proporzione, però, l'indennità di Saragat superiore a Napolitano
    Quirinale, in 10 anni costa il 60% in più
    Lievita il bilancio: le spese cresciute per sicurezza, personale e sedi presidenziali «distaccate»






    ROMA — E meno male che qualche euro rientra con la vendita dei pinoli prodotti dalla tenuta presidenziale di Castelporziano. È quello che subito viene in mente a leggere i primi dati ufficiali diffusi sui conti del Quirinale. Pochi numeri dicono tutto: negli ultimi dieci anni il costo della «macchina», tolta l'inflazione, è cresciuto del 61 per cento. Un'impennata sconcertante. E accompagnata da un parallelo aumento, abnorme, delle spese e dei dipendenti. Con una sola voce rimasta uguale e quindi via via rosicchiata dall'inflazione: la busta paga del capo dello Stato.
    Quella sì, non si è gonfiata.

    A partire da Enrico De Nicola, che aveva preso così sul serio il ruolo di presidente provvisorio da non voler toccare gli 11 milioni di lire l'anno a lui destinati, l'indennità presidenziale è rimasta praticamente la stessa. Anzi: è spesso rimasta bloccata in tempi di inflazione finendo in termini reali per ridursi al punto di costringere a nuovi adeguamenti all'insù. Fatti i calcoli in euro attuali, Luigi Einaudi ne prendeva 184.960 nel 1948, Giuseppe Saragat 254.662 nel 1965, Francesco Cossiga 210.435 nel 1985 e 185.076 a fine mandato nel 1992, Oscar Luigi Scalfaro 210.770 nel 1996, quando l'allora inquilino del Colle chiese e ottenne di pagare l'Irpef, come tutti gli italiani, a partire dal primo gennaio 1997. Insomma: variazioni molto più contenute, rispetto a deputati e senatori. Finché Carlo Azeglio Ciampi ha scelto di non adeguare mai, nei suoi sette anni, i propri emolumenti. Rimasti fissi a 218.407 euro. Molto meno, presumibilmente, di quanto guadagnavano alcuni suoi collaboratori, se è vero che il segretario generale Gaetano Gifuni denunciava già nel 1993, tra una cosa e l'altra, l'equivalente in valuta attuale di 557 mila euro.

    Presumibilmente: queste cose, da noi, son sempre rimaste top secret. Anche Giorgio Napolitano sta lì: a 218.407. Un 10% abbondante sotto l'indennità di Saragat. Intorno a lui, però, il palazzo si è gonfiato e gonfiato e gonfiato negli anni senza che neppure Ciampi, che del risanamento dei conti pubblici e della sobrietà (il villino a Santa Severa, i giri in bicicletta, le foto ai remi sul pattino...) aveva fatto una ragion di vita, riuscisse a fare argine. Al punto che i numeri che già anni fa sembravano spropositati (274 corazzieri, 27 auto blu, 71 alloggi di servizio...) sembrano quasi virtuosi rispetto a quelli attuali.

    Va riconosciuto: il presidente della Repubblica, diffondendo i numeri che possiamo anticipare e che da oggi saranno sul sito del Quirinale, fa una scelta di trasparenza attesa da tempo. Certo, molte indiscrezioni erano già uscite in passato. Consentendo ad esempio a Stefano Romita di segnalare sul Mondo perfino dettagli come quello dell'ausiliario che aveva come unica mansione il tenere sempre aggiornata l'ora dei pendoli e degli orologi a cucù. Ma, come ha voluto far sapere lo stesso Napolitano, è la «prima volta» che vengono resi pubblici, ufficialmente, numeri che erano rimasti in ombra anche sotto un vecchio partigiano estroso come Sandro Pertini o una specie di bombarolo istituzionale quale fu Francesco Cossiga. Evviva.

    Certo, mancano un mucchio di dati che aiuterebbero a capire meglio. E lo stesso Napolitano mette le mani avanti spiegando d'aver messo sì al lavoro due commissioni per aver un quadro più chiaro e di aver sì autorizzato «forme di pubblicità delle scelte fondamentali contenute nel bilancio interno dell'amministrazione del Quirinale». Ma solo se «compatibili con la riservatezza che caratterizza, in base alla prassi costantemente seguita dal 1948 ad oggi, una documentazione contabile sottratta a controlli esterni».
    Per capirci: chi si aspetta la trasparenza assoluta che c'è da altre parti del mondo, può aspettare. E per un pezzo. I dati diffusi però, pur nella loro asciuttezza, sono clamorosi. E dicono che Napolitano, se davvero vuole «contribuire ancor più incisivamente al generale risanamento dei conti pubblici» come s'impegna a fare, dovrà dare dei tagli più radicali della sforbiciata data al bilancio del 2007 (il primo tutto suo del settennato) ridotto di un milione rispetto al previsto. Capiamoci: buon segno. Grazie. Anche i gesti simbolici hanno un valore. Il confronto con il passato dice però che al Colle, al vertice di un Paese al quale da anni si chiede di stringere la cinghia, c'è qualcosa che è scappato di mano. Basti dire che non solo sono aumentati anche i corazzieri (saliti a 297: più 23 sulla dotazione storica che pareva già abbondante), ma il personale di ruolo è salito a 987 persone, di cui 84 nella carriera direttiva, 124 in quella di concetto, 228 in quella esecutiva e 551 ausiliari. Più 85 collaboratori a tempo pieno e a vario titolo del presidente, 38 civili e 47 militari (di cui 40 «addetti all'Ufficio del Consigliere per gli affari militari e alla Segreteria del Consiglio Supremo di difesa») più 23 unità a contratto. Totale: 1.072 persone. Cioè 182 in più rispetto a quelli che, stando a una risposta a una interrogazione di Raffaele Costa da parte dell'allora ministro Giorgio Bogi, c'erano nel 1998, meno di dieci anni fa. Con una crescita del 20,4%.

    Ancora più marcata, però, è l'impennata sul versante del «personale militare e delle forze di polizia distaccato per esigenze di sicurezza del Presidente e dei compendi»: corazzieri, poliziotti, carabinieri e uomini di scorta vari sono 1086. Cioè 382 in più rispetto a dieci anni fa. Con un balzo del 54%. Fatte le somme: nelle tre sedi presidenziali, dal Colle alla tenuta di Castelporziano (dove stazionavano un tempo 83 addetti: oggi non si sa) alla Villa Rosebery di Napoli, lavorano oggi 2.158 persone. Vale a dire 564 più che nel 1998. Aumento percentuale: 35,4%.
    Va da sé che il costo del personale assorbe il 57,3% del bilancio. Mentre un altro 30,3% se ne va nelle pensioni di quanti sono usciti approfittando di condizioni qua e là strepitose: basti dire che un tempo, a chi veniva assunto, veniva riconosciuto una «anzianità convenzionale» di quattro anni. Facciamo due conti? Gli stipendi pesano per 134 milioni e 655 mila euro. Più almeno altri 27 milioni e mezzo di euro pagati da altre casse statali al migliaio di uomini distaccati per la sicurezza (25.500 euro lordi di stipendio base, secondo stime sindacali, cui va sommata l'indennità quirinalizia) col risultato che il solo personale costa oltre 162 milioni di euro. Pari, grossolanamente, a una busta paga lorda pro capite di oltre 75.230 euro: il doppio della retribuzione media di uno statale.
    I numeri più ustionanti, tuttavia, sono quelli assoluti. La macchina del Quirinale costava nel 1997 «solo» 117.235.000 euro. Oggi ne costa 224 milioni (più altri 11 che arrivano al Colle da «entrate proprie quali gli interessi attivi sui depositi e le ritenute previdenziali«). Un incremento del 91%. Si dirà; c'è stata l'inflazione. Giusto. Fatta la tara, però, l'aumento netto resta del 61%. Per non dire del paragone con venti anni fa. Sapete quanto costava la Presidenza della Repubblica nel 1986? Esattamente 74 miliardi di lire, pari oggi a meno di 73,5 milioni di euro. Il che significa che in 20 anni la spesa reale è triplicata. Sono triplicate le competenze o c'è qualcosa che non va?

    Sergio Rizzo
    Gian Antonio Stella



    27 gennaio 2007

  3. #3
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    Non che questo migliori l'opinione sull'itaGlia , ma per lo meno hanno reso pubblici i bilanci... un po' più di trasparenza, per quanto possa servire...

  4. #4
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    Tanto sanno che quassu nessuno si ribella...

  5. #5
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    Sempre sull'argomento, un articolo di qualche mese fa.


    È ora di dirlo: il capo dello Stato non serve a nulla

    di GILBERTO ONETO



    A cosa serve il Presidente della Repubblica? «È il capo dello Stato e rappresenta l'unità nazionale», recita l'articolo 87 della Costituzione che prosegue descrivendone in dettaglio le funzioni. Tutte incombenze che sembrano la fotocopia di quelle attribuite al Re dagli articoli dal 5 al 10 del vecchio Statuto Albertino. La sola differenza formale è che il Re non rappresentava l'unità nazionale ( un feticcio sconosciuto nel Regno di Sardegna), ma in compenso la sua persona era « sacra e inviolabile » (art. 4): una sacralità che la Repubblica ha mutuato con « l'una e indivisibile » dell'art. 5. Di fatto i costituenti hanno nel 1948 ( a un secolo esatto dalla promulgazione dello Statuto) sostituito la figura del Presidente a quella del Re, ma non quello che regnava e governava del 1848, ma quello che regnava e basta del Ventennio fascista.

    La Costituzione repubblicana e antifascista ha perciò ripreso una figura « ridimensionata » dal fascismo. E non è neppure un caso che nel Codice Penale (Rocco) il Presidente abbia semplicemente sostituito il Re negli articoli 276, 277, 278 e 279, con la sola variante dell'ergastolo al posto della pena di morte e con l'esclusione dei famigliari dalle protezioni di legge: Regina, Principe Ereditario e compagnia bella, sì, la signora Franca no! Una palese ingiustizia.

    De Maistre sibilava malizioso che il vantaggio dell'istituto monarchico su quello repubblicano sarebbe dato dal fatto che possono anche capitare monarchi incapaci e corrotti, ma che per essere presidenti occorre soddisfare entrambi i requisiti. Naturalmente esagerava. Dei nove presidenti italiani ( più uno provvisorio), Luigi Einaudi era un fior di galantuomo e non è certo stato il solo. È però vero che ci sono stati anche alcuni trusoni, golpisti, ciucateri, frequentatori di attricette e schiaffeggiatori di belle donne.

    Negli ultimi lustri è poi affiorata l'abitudine al cumulo delle prebende: stipendi, pensioni e anche qualche arrotondamento da fondi neri. Di sicuro la presidenza non costa meno della monarchia. Le spese ordinarie del Quirinale, che per consuetudine costituzionale non sono sottoposte ad alcun controllo, sono state nel 2002 la bella sommetta di 289 miliardi di lire. Giova ricordare che nello stesso anno il bilancio della Corona britannica è stato di 80 miliardi di lire. Al servizio esclusivo di Carlo Azeglio Ciampi ci sono 1800 persone, fra dipendenti, famigli, segretari, menestrelli e corazzieri. La regina di Inghilterra ha 300 persone al suo servizio di Corte, il re di Spagna ( che è uno sprecone) ne ha 543, il presidente degli Stati Uniti ne ha 466 ( comprese le stagiste), l'Imperatore del Giappone - che pure discende direttamente dal Sole - ha un migliaio di addetti, poco più della metà di quelli dei coniugi Ciampi, che sono ben protetti da un reggimento di corazzieri ( 290 uomini e 60 cavalli), 200 agenti di polizia, 250 carabinieri, 30 finanzieri e una quarantina di guardie forestali.

    Di fatto il Presidente è una figura eminentemente rappresentativa: ma allora perchè non si ricorre a un attempato attore di bella presenza e con voce impostata ( possibilmente vedovo, scapolo o con moglie taciturna) che riceva e viaggi facendo la bella figura del latin lover brizzolato? Se è una cosa formale perchè non lo fanno a turno i presidenti delle Regioni, perchè non lo si estrae a sorte ogni 6 mesi fra pensionati con la fedina penale pulita e che si sappiano esprimere in buon italiano? Sarebbe un bel risparmio e - soprattutto - eviteremmo la menata del toto- elezioni che ci angustia ogni sette anni.

  6. #6
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    Lo stesso dicasi del capo della Lega. Nord.

  7. #7
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    Angry Chì paga? Dove vanno a prendere i danee?

    UP quanto riportato da Berghem in grassetto (da Gilberto Oneto). Lo copio così un po' lo memorizzo. Stampatelo..informate più gente possibile. Aggiungo: Chi paga? Dove vanno a prendere i danee? Siete contenti? (ci vuole Pagliarini che ci informi)

    Di sicuro la presidenza non costa meno della monarchia. Le spese ordinarie del quirinale, che per consuetudine non sono sottoposte a alcun controllo, sono state nel 2002 la sommetta di 289 miliardi di lire. Giova ricordare che nello stesso anno il bilancio della Corona Britannica è stato di 80 miliardi di lire. Al servizio esclusivo di ciampi ci sono 1800 persone, fra dipendenti, famigli, menestrelli, segretari, corazzieri. La regina d'Inghilterra ha 300 persone al suo servizio di Corte, il re di Spagna, che è sprecone, ne ha 543, il presidente degli Stati Uniti ne ha 466 (comprese le stagiste), l'imperatore del Giappone - che discende direttamente dal Sole - ha un migliaio di addetti, poco più della metà dei coniugi Ciampi, che sono ben protetti da un reggimento di corazzieri (290 uomini e 60 cavalli), 200 agenti di polizia, 250 carabinieri, 30 finanzieri e una quarantina di guardie forestali

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da armida Visualizza Messaggio
    UP quanto riportato da Berghem in grassetto (da Gilberto Oneto). Lo copio così un po' lo memorizzo. Stampatelo..informate più gente possibile. Aggiungo: Chi paga? Dove vanno a prendere i danee? Siete contenti? (ci vuole Pagliarini che ci informi)

    Ma dai!!! che domande sono queste....è sempre la condotta centrale proveniente dal ricco nord che rifocilla, nella quale butta i suoi sudori il "marondonatore" padano-alpino .....E' cmq un bene che vengano resi noti questi dati... ciò non toglie che l'incazzatura cresca proporzionalente con lo sciogliersi della neve!
    Spiegasiun: Allo sciogliersi della neve compaiono le merde!!!!!

 

 

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