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    Predefinito 35 - Filippo Raciti: Guardia d'Onore vittima della violenza

    Ho appreso ieri sera con estrema tristezza:

    LA TRAGEDIA DI CATANIA / Un attacco premeditato. 15 arresti. Stadio sequestrato

    da: www.calciodoc.com.
    "Volevano noi". Un’azione premeditata. Questo pensano e affermano gli inquirenti dopo l’uccisione dell’ispettore capo della polizia Filippo Raciti nel corso degli scontri seguiti al derby tra Catania e Palermo; 15 gli arresti; sequestrato il Massimino; solo festeggiamenti religiosi in onore di Sant’Agata; lunedì, forse, i funerali.

    IL POLIZIOTTO MORTO - Filippo Raciti, il capo ispettore della polizia di Catania, morto tragicamente durante gli scontri durante il derby tra gli etnei e il Palermo, era impegnato nel sociale ed accompagnava la moglie Marisa alla Croce Rossa di Acireale, dove era residente, per fare il volontariato. Faceva parte di una famiglia modello, in cui i figli, Alessio e Fabiana, avevano imparato a rispettare il prossimo. Dal punto di vista professionale, aveva ricevuto importanti riconoscimenti: era Cavaliere dell’Ordine al Merito di Savoia e Guardia d’Onore alle Reali Tombe del Pantheon. Aveva iniziato il suo servizio proprio allo stadio, nei concerti o nei comizi, poi era stato spostato ad un incarico sedentario che non gli piaceva, nonostante fosse meno pericoloso, e aveva chiesto di tornare al reparto mobile. Una richiesta che gli costerà tragicamente la vita, per un destino beffardo: il 27 gennaio veniva accontentato e riprendeva servizio presso la Squadra Mobile. Nemmeno una settimana dopo, il dramma. "Non è grave, non preoccuparti, ma portami in ospedale che non mi sento tanto bene", le sue ultime parole riferite da un collega. Domenica sarà eseguita l’autopsia sul suo corpo. "Fermate la festa di Sant’Agata, non c’è niente da festeggiare": sono le parole di disperazione che Marisa Grasso, la vedova di Filippo Raciti, ha rivolto al cappellano dell’ospedale Garibaldi che le sta vicino in queste fasi. E al termine di un vertice, al quale hanno partecipato il prefetto Anna Maria Cancellieri, il sindaco Umberto Scapagnini e l’arcivescovo Salvatore Gristina, è stato deciso che saranno solo religiosi i festeggiamenti in onore di Sant’Agata. Il capo della polizia Gianni De Gennaro si è recato all’ospedale Garibaldi, per rendere omaggio a Filippo Raciti. De Gennaro si è intrattenuto con la famiglia nella camera mortuaria.

    I FERITI - Nove carabinieri e 52 poliziotti sono rimasti feriti nei disordini avvenuti fuori lo stadio Massimino di Catania durante e dopo il derby con il Palermo. La cifra è fornita da qualificata fonte delle forze dell’ordine. Salvatore Renda, 24 anni, agente del reparto mobile della polizia rimasto ferito negli scontri al Massimino, è ancora sotto choc. Ricoverato nel reparto di osservazione del pronto soccorso dell’ospedale Garibaldi ricorda con dolore e commozione la guerriglia: "Non si può morire per una partita perché un tifoso cerca di fare rivalere le proprie convinzioni sugli altri usando violenza. Stavo scortando con dei colleghi un gruppo di tifosi del Palermo al Massimino - ricorda - quando all’improvviso siano stati assaliti dagli ultras del Catania. Ci è arrivato addosso di tutto. È stata un’imboscata da guerriglia organizzata. All’improvviso l’aria si è resa irrespirabile, mi sono sentito male e sono svenuto". Renda si è svegliato in ambulanza mentre lo portavano al pronto soccorso. "In ospedale - aggiunge visibilmente commosso - ho saputo della morte di Filippo Raciti. Io lo conoscevo: era un amico, un grande professionista stimato da tutti. Conosco anche la moglie. È una tragedia, non si può morire per una partita...".

    LE INDAGINI - Notte di indagini frenetiche quella trascorsa a Catania. Gli investigatori hanno sentito diverse persone e perlustrato la zona alla ricerca di prove. Sono state visionate anche le riprese filmate degli scontri fatte dalla scientifica e presto potrebbero essere acquisite le registrazioni di televisoni private, ma soltanto a scopo precauzionale. La guerriglia sarebbe stata scatenata da ultras del Catania che volevano aggredire i tifosi del Palermo, arrivati a secondo tempo iniziato al Massimino. Dopo un primo contatto, i tifosi etnei sarebbero nuovamente tornati ’alla carica’, stavolta però direttamente contro la polizia, che ha risposto all’aggressione e esploso dei fumogeni. Le indagini sono svolte dalla polizia di Stato coordinata dalla Procura della Repubblica di Catania. 15 gli ultras, tutti catanesi, arrestati dalle forze dell’ordine: 9 sono minorenni. "Nei disordini avvenuti nello stadio Massimino durante il derby non c’è stato alcun coinvolgimento dei tifosi del Palermo. Quegli scontri sono da addebitare soltanto ai tifosi etnei": lo ha confermato il sostituto procuratore di Catania Ignazio Fonzo a conclusione di un sopralluogo nello stadio Angelo Massimino. Fonzo ha spiegato che l’incidente nel corso del quale è morto l’ispettore capo della polizia di stato Filippo Raciti è avvenuto fuori dello stadio Massimino e a conclusione della partita. "Il poliziotto era dentro l’auto quando è stato colpito allo sterno da un grosso masso e poi ha respirato i fumi letali di una bomba carta", che sarebbe giunta dagli spalti della curva nord dell’impianto sportivo. Fonzo e il procuratore aggiunto di Catania Renato Papa hanno poi annunciato: "Lo stadio Angelo Massimino di Catania sarà sequestrato per consentire a una commissione di periti nominati dalla magistratura di accertarne i livelli di sicurezza".

    LE DICHIARAZIONI - Un’azione premeditata: definiscono così gli inquirenti l’uccisione dell’ispettore capo della polizia Filippo Raciti nel corso degli scontri seguiti al derby tra Catania e Palermo. "Da una prima valutazione - ha affermato il sostituto della Dda etnea Ignazio Fonzo, dopo il sopralluogo allo stadio Massimino - è difficile stabilire la reale dinamica che ha portato alla tragica morte dell’ispettore Raciti. Quello che possiamo dire al momento è che negli scontri non c’è stato nessun coinvolgimento di tifosi rosanero, ma che sono stati coinvolti solo pseudo sostenitori del Catania, con un’azione premeditata".
    "Sulle violenze allo stadio la legge italiana è inadeguata, non ha sanzioni deterrenti". Lo ha detto il procuratore della Repubblica di Catania Renato Papa dopo un sopralluogo allo stadio Angelo Massimino di Catania. "Nella notte - ha aggiunto Papa - sono stati arrestati altri tifosi del Catania. Questo è stato possibile grazie ad una norma che consente il fermo grazie a foto e filmati. Ma la legge è inadeguata lo stesso perché chi è arrestato, se incensurato, viene subito dopo scarcerato. E il tifoso che ottiene il rito abbreviato dopo la condanna, sospesa, esce poco dopo. Occorre una normativa rigorosa come avviene all’estero. La decisione di sospendere i campionati di calcio è un errore, perché, lo dico da cittadino, significa che lo sport è ostaggio di bande di delinquenti. Era chiaro da prima della partita che gli obiettivi della violenza degli ultras sarebbero stati la polizia e i carabinieri. Se è così bisognava fare di più per proteggerli, per esempio usando gli idranti. Non capisco perché in Italia non lo si faccia".
    "È un momento di grande dolore per tutti. Sono venuto qui per stare vicino ai miei uomini. Non dobbiamo pensare ad altro". Gianni De Gennaro si congeda così dai giornalisti dopo la breve sosta all’ospedale ’Garibaldi’ di Catania dove è arrivato, accompagnato dal prefetto cittadino, per rendere omaggio alla salma dell’ispettore capo Filippo Raciti.
    "Sono pienamente d’accordo con il Ministro dell’Interno Giuliano Amato: fuori la polizia dagli stadi". Queste le dichiarazioni rilasciate dal Prefetto di Roma Achille Serra all’emittente radiofonica capitolina Rete Sport in merito ai fatti di Catania.
    "Quello che è successo venerdì non ha nulla a che fare con l’agonismo e con lo sport. Questi sono atti di delinquenza pura e come tali devono essere valutati e fronteggiati". Lo ha detto il prefetto di Palermo, Giosuè Marino, a margine della cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario della Corte dei Conti siciliana, allo Steri di Palermo. "La pausa di riflessione che il calcio prenderà in queste ore - ha aggiunto - servirà anche per parlare delle norme di sicurezza negli stadi. Si dovrà verificare se è possibile fare ancora qualcosa".

    Una notizia che mi addolora profondamente e che indigna tutto il Paese.
    Una giovane vita spezzata a causa di cieca violenza
    Nato nei lontani '60 vito e abito a Milazzo. Padre di due figli e orgogliosamente medico chirurgo. Bersagliere di nascita

  2. #2
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    Predefinito Uno dei nostri: Filippo Raciti, Guardia D'Onore

    Il poliziotto ucciso a Catania era uno dei nostri


    "Non preoccupatevi, non è grave"
    Le ultime parole di Filippo Raciti
    "Non è grave, non preoccuparti, ma portami in ospedale che non mi sento tanto bene", queste sono state le ultime parole di Filippo Raciti, ispettore capo di polizia morto nel corso dei tragici incidenti di Catania. Le riferisce un collega: "Filippo era in auto sotto la curva del Catania, stava scendendo quando è stato investito dall'ordigno. Mi ha detto di non preoccuparmi, poi è diventato tutto nero ed è svenuto".


    Era un poliziotto gentiluomo, la sua professione la intendeva come una missione: questo era Filippo Raciti, il capo ispettore della polizia di Catania, morto tragicamente durante gli scontri durante il derby tra gli etnei e il Palermo. Era impegnato nel sociale ed accompagnava la moglie Marisa alla Croce Rossa di Acireale, dove era residente, per fare il volontariato. Faceva parte di una famiglia modello, in cui i figli, Alessio e Fabiana, avevano imparato a rispettare il prossimo.
    Dal punto di vista professionale, aveva ricevuto importanti riconoscimenti: era Cavaliere dell'Ordine al Merito di Savoia e Guardia d'Onore alle Reali Tombe del Pantheon. Aveva iniziato il suo servizio proprio allo stadio, nei concerti o nei comizi, poi era stato spostato ad un incarico sedentario che non gli piaceva, nonostante fosse meno pericoloso, e aveva chiesto di tornare al reparto mobile. Una richiesta che gli costerà tragicamente la vita, per un destino beffardo: il 27 gennaio veniva accontentato e riprendeva servizio presso la Squadra Mobile. Nemmeno una settimana dopo, il dramma.

    Un dramma che lascia soli i figli e la moglie e lascia un vuoto in tutti i colleghi e le persone che lo conoscevano. "Era un amico - ha detto Salvatore Rieda, agente anch'esso ferito negli scontri del Massimino e collega di Raciti - un grande professionista stimato da tutti. Conosco anche la moglie. E' una tragedia, non si può morire per una partita...".

  3. #3
    Zarskoeselo
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    Le stesse parole di Re Umberto I: Non è niente, andiamo!
    Sentite Condoglianze alla famiglia.

  4. #4
    Giuro di essere fedele al Re!
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  5. #5
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    E' giunto alla famiglia Raciti il cordoglio del Principe Emanuele Filiberto.

    "Parole di cordoglio per il poliziotto deceduto arrivano anche dal Principe Emanule Filiberto di Savoia: "Ho deciso di dedicare il mio viaggio a Catania alla famiglia di Filippo Raciti e a tutta la Polizia di Stato. Desidero essere vicino a loro in questo momento". Emanuele Filiberto arriverà domani a Catania, per esprimere la solidarietà di Casa Savoia alla famiglia di Raciti. In una nota, la Casa reale esprime anche il suo cordoglio verso l'Istituto Nazionale per la Guardia d'Onore alle Reali Tombe del Pantheon, di cui Filippo Raciti era membro.

    Fonte: sito del quotidiano "La repubblica"

    Il Principe incontrerà nei prossimi giorni i congiunti della G.d'O. Filippo Raciti.
    Nato nei lontani '60 vito e abito a Milazzo. Padre di due figli e orgogliosamente medico chirurgo. Bersagliere di nascita

  6. #6
    più arcipreti, meno arcigay
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    Tra la verità e l'errore non c'è nessuna via di mezzo, tra questi due poli opposti non c'è che un immenso vuoto. Colui che si pone in questo vuoto è altrettanto lontano dalla verità di colui che è nell'errore (J. Donoso Cortes)
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    Onore ancora una volta alle Forze dell'Ordine che per pochi soldi ci rimettono la pelle nel tentativo di ricondurre alla ragione le mandrie di disadattati che la società senza valori ci ha fornito.

    Le più vive condoglianze di tutto il forum Savoia alla famiglia del Caduto, all'Istituto delle RRTT del Pantheon e alla Polizia di Stato.

  7. #7
    Zarskoeselo
    Ospite

    Predefinito Cmi Per La Famiglia Di Raciti

    Ieri e venerdì 2 febbraio, a Militello Rosmarino (ME), una folta delegazione
    del CMI ha onorato il patrono, S. Biagio.
    Le cerimonie sono iniziate venerdì con la processione del simulacro
    della Madonna Immacolata, dalla chiesa madre fino all'antica abbazia
    benedettina di S. Maria Lo Brignolito, antico monastero con una chiesetta
    adiacente aperta solo in occasione della festa.
    Una seconda processione si è svolta la sera, con numerose torce per illuminare
    il percorso, e con un falò finale. Ieri nuova processione della statua
    del Santo posta sulla vara barocca adornata con gli ori, simbolo degli
    ex-voto dei fedeli, i nastri colorati ed i campanelli d'argento. La statua
    è stata portata fino alla piazza cittadina principale, dove si è svolta
    la "corsa" di uomini e donne a piedi scalzi, poi sono stati benedetti i nastri
    colorati dedicati al Santo prima del ritorno alla chiesa madre.
    Ieri il CMI è stato anche a Cosimo (RG), dove la tradizione vuole che il
    Santo fosse un medico della Cappadocia che, tra i vari miracoli, una
    volta salvò un bambino che stava soffocando a causa di una lisca di pesce.
    Durante la celebrazione, le gole dei fedeli sono state benedette.
    Nei secoli passati aveva luogo una fiera e la distribuzione di panetti, a
    forma di gola, benedetti dal sacerdote.
    Anche Catania onora la patrona, S. Agata, martirizzata nel terzo secolo
    da Quinziano, prefetto dell'imperatore Decio in Sicilia, perché questa
    vergine lo aveva rifiutato ed aveva confessato la sua fede cristiana.
    La festa non è sospesa dal lutto ma sarà limitata esclusivamente ai riti
    religiosi. Annullati fuochi d'artificio, ricevimenti, storica sfilata della
    carrozza del Senato e quelle delle candelora. Luminarie spente.
    I giri del simulacro con le reliquie di Sant'Agata si svolgeranno regolarmente,
    nessun taglio avverrà come nel 1991 per la guerra nel Golfo, ma
    sono state abolite le manifestazioni di folclore.
    La decisione è stata accolta da un lunghissimo applauso alla processione
    per l'offerta della cera.
    Alla vedova dell'ispettore capo Filippo Raciti, Marisa Grasso, il CMI ha
    formulato le più sentite condoglianze e ha inviato un messaggio d’augurio
    alle centinaia di persone ferite tra civili e forze dell'ordine (9 carabinieri
    e 52 poliziotti). Il Comune ha proclamato il lutto cittadino.
    I funerali del monarchico Raciti si svolgeranno nella cattedrale domani.
    Una delegazione del CMI ha reso gli onori al defunto all'ospedale Garibaldi
    e ha aderito all’iniziativa del quotidiano La Sicilia di Catania, che
    ha avviato una raccolta di fondi da destinare ai due figli, una ragazza di
    15 anni e un ragazzo di 9, dell'ispettore Raciti. I contributi si possono
    inviare a: Banca Antonveneta, filiale piazza Europa, Catania, ABI 5040
    - CAB 16901 - CC 00001Z. Causale: sottoscrizione Filippo Raciti.

  8. #8
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  9. #9
    Zarskoeselo
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    Che c'è?

  10. #10
    Monarchico da sempre !
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    Citazione Originariamente Scritto da Zarskoeselo Visualizza Messaggio
    Che c'è?
    Nulla caro Zarsko, semplicemente non avevo parole...

 

 
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