Maurizio Blondet
28/01/2007
I coloni israeliani che abitano ad Hebron trattano i palestinesi come gli antisemiti negli anni '30 trattavano noi ebrei.
Lo ha detto Yosef Lapid, il presidente del sacrario dell'olocausto «Yad Vashem», ex ministro della Giustizia e lui stesso un sopravvissuto dei lager. (1)
Il commento di Lapid è stato provocato da un servizio di una TV israeliana dove si vedeva una donna ebrea di Hebron che assaliva una passante palestinese, strappandole il velo e sibilandole «puttana», e bambini ebrei, con la loro kippà, che tiravano pietre contro le case palestinesi.
Sono fatti quotidiani ad Hebron.
In questa città dove vivono 150 mila palestinesi, si sono insediati 400 coloni ebrei (per lo più americani e Lubavitcher) che si sono asserragliati dietro alte muraglie, circolano armati e sono protetti da una pesante presenza militare.
Questi individui si fanno un vanto di insultare i palestinesi che passano, tirare pietre e sputargli addosso.
Spesso minacciano e colpiscono i bambini che vanno a scuola, sicchè volontari (anche ebrei) devono accompagnare i piccoli per cercare di difenderli.
I fanatici fanno tutto questo in piena impunità.
Sono estremamente pericolosi: da questo insediamento veniva Baruch Goldstein, che nel '92 ammazzò una trentina di palestinesi in preghiera, mitragliandoli.
Alcune riprese in diretta della TV israeliana di questi fatti hanno suscitato qualche protesta.
Quella di Lapid, al giornale Maariv, è stata la più esplicita.
«Quello che rendeva la nostra vita amara nella diaspora non sono stati i crematori o i pogrom, prima che cominciassero ad ammazzarci», ha detto: «erano le angherie, le intimidazioni, gli sputi e gli insulti. Io avevo paura di andare a scuola perché dei piccoli antisemiti si appostavano sulla nostra strada e ci picchiavano. Un bambino palestinese ad Hebron, in che cosa è diverso?».
A proposito di quei coloni (illegali), Lapid ha aggiunto: «Noi cittadini ebrei di Israele, al massimo, li minacciamo col ditino. Io stesso, da ministro della Giustizia, ho tollerato questi comportamenti in silenzio».
Gli altri responsabili del sacrario di Yad Vashem si sono affrettati a prendere le distanze da Lapid. «Non ha parlato a nome di Yad Vashem, ma in qualità di privato», ha dichiarato Ester Yaari, la portavoce ufficiale dell'istituzione.
«Quest'uomo è disgustoso», ha detto dal canto suo il portavoce dei coloni di Hebron, perché «ci ha paragonato ai nazisti».
Yosef Lapid
Lapid (che in Italia sarebbe incriminato in base alla legge Mastella) ha dovuto difendersi dicendo che non intendeva paragonare le molestie ai palestinesi all'olocausto.
«L'immagine di Israele ha raggiunto il livello più basso», si lagna Sever Plocker, commentatore dell'agenzia israeliana YnetNews nel suo reportage dal Forum di Davos. (2)
«Dalle elites del mondo, Israele non è più guardato come una superpotenza dell'hi-tech, e nemmeno come un brutale occupante. E' visto come un paese declinante e disfunzionale il cui presidente è accusato di violenza carnale (3), il primo ministro sta per essere interrogato per malversazioni, il ministro delle Finanze sarà cacciato per uno scandalo finanziario riguardante organizzazioni non-profit, il cui capo dell'esercito si è dimesso per i fallimenti nella guerra, e sarà presto seguito dal ministro della Difesa».
Plocker racconta di essersi sentito sussurrare «da nostri amici di sempre, abituès delle conferenze di Davos: 'Che cosa succede a voi israeliani? Come siete arrivati a questo punto? Siete un Paese di violentatori e di corrotti?'».
E' molto sgradevole essere un israeliano a Davos 2007, conclude, «ma ce lo meritiamo».
Sicuramente un antisemita, punibile a forza di legge.
Maurizio Blondet
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Note
1) «Israeli holocaust official likens jewish settlers to Nazis», Reuter, 25 gennaio 2007.
2) Sever Plocker, «Israel's image hits nadir», YnetNews, 24 gennaio 2007.
3) L'ovvia allusione è al viscido e lubrico presidente Kastav, accusato da ben tre popputissime segretarie di aver allungato le mani, e non solo. Fiamma Nirestein, in un articolo dei suoi, lo ha difeso sostenendo che quello, in fondo, è stato il modo di fare della vecchia guardia sionista: i rudi capi guerrieri della prima generazione si riposavano così, abbrancando le donne e facendosele. Questo è negazionismo: ma filo-semita, dunque positivo. Imparate.
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