COMMISSARIATA LA SEGRETERIA PROVINCIALE DI VICENZA DOPO IL CONGRESSO.

LA DAL LAGO VUOLE LA LISTA CON PPE, UDC, DS (EX DC) COME SCRIVONO DA TEMPO I GIORNALI.

IL GAZZETTINO
Martedì, 30 Gennaio 2007


VERSO LE AMMINISTRATIVE
In Veneto scaramantici: alla fine staremo insieme


Sarà il primo, vero banco di prova. In primavera, quando le amministrative chiameranno alle urne oltre 11 milioni di italiani per rinnovare 935 amministrazioni comunali (30 sono di comuni capoluogo) e 8 provinciali, non solo il governo Prodi avrà modo di misurarsi per la prima volta dalla sua salita in cattedra, ma anche il centrodestra dovrà provare la sua tenuta post-sconfitta, soprattutto dopo le indicazioni diSilvio Berlusconisul Partito Unico e la futura leadership.
Negli ultimi giorni il Cavaliere ha sparigliato le carte, facendo inorgoglire Gianfranco Fini (indicato come suo "delfino", salvo poi frenare), ma facendo arrabbiareUmberto Bossi e l'Udc diPierferdinando Casini per nulla intenzionati ad essere fagogitati da Forza Italia nel futuro Partito Unico.

Fughe in avanti e rallentamenti da parte di Berlusconi che non mancano di creare confusione in un centrodestra che finora ha dimostrato di tenere, ma che si affaccia sull'orlo di una crisi di nervi. Come può accadere anche in Veneto, una delle due regioni del Nord (l'altra è la Lombardia), dove la Cdl, pur essendo al governo ininterrottamente da 12 anni, soffre già di suo per i rapporti tra i quattro partiti soci fondatori della Casa delle Libertà. Anche qui, in primavera, l'appuntamento elettorale è importante, ha valenza nazionale e non a caso da Roma si guarda a Verona (si rinnova il Comune, ora in mano al centrosinistra), a Vicenza (si cerca il sostituto in Provincia dell'uscente leghista Manuela Dal Lago), a Belluno (si vota per il Comune, retto da una Giunta di centrodestra). E pare di capire che gli occhi sono puntati sulla Lega.

Potranno cambiare le alleanze? La Lega ascolterà le sirene della Margherita per accordi elettorali in qualche comune? L'Udc avrà la tentazione di mettere in campo prove di grande centro in salva veneta? «A oggi neppure la palla di vetro potrebbe aiutarci» commentaMarino Finozzi, presidente del Consiglio regionale, punto di riferimento della Lega. Sono tante la variabili sul cammino verso le urne, non ultima quella dei congressi che anche il Carroccio dovrà affrontare. Appuntamenti per nulla indolori, ammette Finozzi, «il caso di Vicenza, dove il partito è spaccato nella scelta del nuovo segretario, dimostra come una parte del movimento ritiene un passaggio obbligato l'alleanza nella Cdl, mentre l'altra vorrebbe avere le mani libere». Già, mani libere come ha già minacciato Bossi preannunciando, come avviene ad ogni appuntamento elettorale, la corsa solitarie della Lega? Non è detto, perché in "agguato" c'é il centrosinistra che proprio a Vicenza ha offerto un'alleanza. «L'offerta - precisa il presidente dell'assemblea veneta - non è stata fatta a tutta la Lega, ma ad una parte...». A chi? «... a Manuela Dal Lago, presidente uscente della Provincia di Vicenza». Perché questa advances? «Loro lo sanno, chi sta con noi può vincere». E allora, che farà il Carroccio? «Tutto dipende da Berlusconi - mette in chiaro Finozzi - e cioè se insiste con il Partito Unico, che noi non vogliamo perché preferiamo una federazione tra noi e un cartello Fi-An...». Però, forse, dipenderà anche dal futuro segretario della Lega veneta... «Certo, certo. Se rimane l'attuale (Gobbo, ndr.) credo non avremo l'autonomia di decidere cosa fare nel nostro Veneto, non saremo una peculiarità rispetto a ciò che si decide a Milano: lui non vuole sperimentare. Al contrario, potremo prevedere qualcosa di diverso...». Vuol dire che lei è pronto a sperimentare? «Non auspico qualcosa di diverso dalla Cdl, ma occorre capire qual è la scelta migliore per la Lega. Poi, decideranno i militanti». Senta Finozzi, e l'Udc? «Non gradisce la nostra presenza. Seguiranno le sirene del centrosinistra? Credo proprio di no, ma nel caso salutassero la compagnia... di certo non li seguiremo».

Sul partito dei centristi si gioca una buona parte della partita. «C'è un tavolo nazionale dove verrà affrontato il voto di primavera, soprattutto per Verona e Belluno - diceAntonio De Poli, senatore dell'Udc che in Veneto attende di vedere un nuovo coordinatore dopo il "licenziamento" diSettimo Gottardo - Per quanto ci riguarda il nostro candidato sindaco di Verona lo abbiamo già indicato inAlfredo Meocci. Vedremo se gli altri ci seguiranno, soprattutto la Lega: se andrà da sola al primo turno, sono certo che sarà con noi al ballottaggio». Con noi chi? «Con il resto della Cdl, ovvio...». Con quello che succede a Roma (Casini che prende continuamente le distanze da Berlusconi) può far pensare che in Veneto possiate provare qualcosa di alternativo. «Qui c'è da condividere un percorso storico del centrodestra, con l'attualizzazione di allargare l'alleanza alle liste civiche di area moderata...». Insieme al Carroccio? «Senta togliere nulla a Fini, il malumore è per la sua indicazione di futuro leader. Ma credo che l'investitura fatta da Berlusconi sia un suo auspicio, non il parete di tutta la coalizione: infatti noi e la Lega abbiamo detto di no». E con Fi come la mettete? «Noi restiamo nella Cdl, evidenziando, però, la nostra identità, la nostra dignità, il nostro programma per creare un centro moderato forte. E sia chiaro, niente Partito Unico».

InsommaAlberto Giorgetti, resisterà la Cdl? «Credo di sì - precisa il parlamentare veronese, coordinatore veneto di An - anche se si litigherà molto. Ma credo che in Veneto resteremo uniti: brucia ancora la sconfitta di cinque anni fa a Verona dove per le nostre divergenze interne abbiamo consegnato il Comune al centrosinistra nonostante la città sia di centrodestra». Ma non è tutto scontato, ammette Giorgetti: «Le vicende nazionali rischiano di scaricarsi in periferia». Nel senso: se Bossi accetterà l'alleanza a Roma, anche in Veneto sarà così, «al contrario si apriranno nuovi scenari». E voi? «Noi siamo tendenzialmente responsabili e "coalizionisti". Ma se il cerchio non si chiuderà, siamo pronti a fare "bricolage", a Verona (mettendo in campo il fratello consigliere regionaleMassimo Giorgetti, ndr.) come a Vicenza dove sono disponibili alcuni nostri parlamentari». Resta quindi la variabile della Lega... «Loro hanno il problema della sostituzione di Gobbo... Comunque confidiamo nella responsabilità di tutti i soci della Cdl».

Giorgio Gasco