
Originariamente Scritto da
tolomeo
Meglio Abertis di F2I
Il governo bloccava la fusione di Autostrade per tenere la rete nel suo fondo
Il commissario per la Concorrenza Neelie Kroes ha inviato al governo italiano il previsto avviso di violazione delle regole comunitarie riguardante gli ostacoli apposti, per via amministrativa e legislativa, alla fusione fra Abertis e Autostrade che la Commissione aveva approvata. Le violazioni sono tre. Il ministro della Infrastrutture Antonio Di Pietro s’è messo di traverso alla fusione con l’argomento, non pertinente, che essa comportava una plusvalenza per le società che la realizzavano. Le altre violazioni riguardano la libera circolazione dei capitali e la libertà di stabilimento nel mercato europeo. Due accuse pesanti per un governo presieduto da un ex presidente della Commissione europea il cui ministro dell’Economia ha fatto dell’europeismo la sua carriera e il cui ministro delle Attività produttive si erge a paladino delle liberalizzazioni. Questi avvisi d’infrazione gettano un’ombra sul governo sulle politiche pro mercato. Ma soprattutto gettano un’ombra sulle motivazioni che avrebbero indotto il ministro Di Pietro, d’intesa con il presidente del Consiglio, a impedire la fusione Autostrade-Abertis, alla luce del fatto che, mentre su tale fusione si abbatteva una valanga di atti amministrativi e di leggi ostative, veniva creata dal governo la società F2I, per la gestione di un fondo italiano per le infrastrutture in cui entra, come dominus, SanPaolo Intesa, con il compito di finanziare Autostrade. Di qui il sospetto che quella fusione non si dovesse fare, allo scopo di agevolare quest’altra.
il Foglio