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  1. #1
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    Predefinito Chi paga i negazionisti?

    Propio oggi su radio 24 parlavano dell'argomento, in particolare della Exxon che offre cospicue sovvenzioni,per chi pubblica articoli o ricerche che tendano a screditare il rapporto gas serra/ cambiamenti climatici.


    ---------------------------------------
    Interessante articolo su un giornale scientifico, il New Scientist , che finalmente osa squarciare il velo su cosa cè dietro l'infinita diatriba "global warming si, global warming no".

    Siamo bombardati da anni con articoli contraddittori, in cui illustri scienziati smentiscono altri loro illustri colleghi sulla realtà del cambiamento climatico. Al punto che persino l'opinione pubblica è divisa in proposito. Il New Scientist, in attesa del nuovo report dell'IPCC, agenzia ONU sul clima, che uscirà in Febbraio, ha scoperto che ogni volta che esce un nuovo report si abbatte un'ondata di calunnie e diffamazioni sugli scienziati che l'hanno redatto, al punto di rovinargli la carriera. C'è una strategia dietro tutto ciò?

    Molti scienziati coinvolti nello studio dei cambiamenti climatici riportano al New Scientist, senza essere nominati, che c'è un esteso network di gruppi lobbistici e scienziati coinvolti nella negazione del global warming. Le industrie dell'automobile, del carbone e del petrolio hanno coordinato e finanziato attacchi a chi sostiene la realtà dei cambiamenti climatici. Talvolta ciò è stato realizzato attraverso gruppi lobbistici di Washington quali il Competitive Enterprise Institute, i cui dirigenti includono Myron Ebell, ex negoziatore sul clima per la Casa Bianca. Recentemente, il CEI ha mandato in onda uno spot per smentire il cambiamento climatico. Finanziatori del CEI hanno incluso la ExxonMobil, la General Motors e la Ford.
    Alcuni scienziati "scettici" sono pagati direttamente dall'industria. La Rural Electric Association del Colorado, ad esempio, ha esortato le altre compagnie elettriche a supportare il lavoro di uno scienziato contrario all'"allarmismo", finanziando il lavoro dello scienziato con 100.000 dollari.

    Kevin Trenberth, il primo scienziato a collegare l'uragano Katrina al cambiamento del clima, ha subito in seguito un vero e proprio mobbing: "Vogliono che io sia licenziato o che mi dimetta", afferma.

    Ricordiamocelo, la prossima volta che sentiamo "Il cambiamento del clima è una cosa normale". Potrebbe non essere una voce del tutto "scientifica".

    http://petrolio.blogosfere.it/2006/1...i_li_paga.html


    http://www.newscientist.com/channel/...25765.000.html

  2. #2
    itaglia stato canaglia
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  3. #3
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    Risposta facile facile: i petrolieri e gli industriali.
    Dobbiamo anche riconoscere che se i suddetti fanno "il bello e il cattivo tempo" ( ) abbiamo tutti le nostre responsabilita': ogni appartamento ha almeno due tv, radio, frigo, raramente una famiglia ha meno di due macchine, al lavoro ovviamente si va' in macchina perche' e' piu' comodo, tutte cose che direttamente o indirettamente contribuiscono al riscaldamento dell' atmosfera. Quanti di noi sono disposti a rinunciare a queste comodita' ?

  4. #4
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    ..si commenta da sola



    Il calo del greggio non ferma Exxon Mobil: record mondiale di profitti nel 2006

    Malgrado abbia riportato nel quarto trimestre del 2006 la prima flessione degli utili in tre anni (-4,3%) a causa del calo del greggio e dei prezzi dei carburanti, Exxon Mobil - la più grande società quotata del mondo, con oltre 430 miliardi di dollari di valore di mercato - ha registrato nel 2006 un livello degli utili mai raggiunto nella sua storia. Nel ultimo trimestre, la "big" petrolifera ha registrato un nero di 10,25 miliardi di dollari, pari a 1,76 dollari per azione, rispetto ai 10,71 miliardi di dollari, o 1,71 dollari per azione, dello stesso periodo del 2005. Il dato si è comunque attestato al di sopra delle attese del mercato di 1,51 dollari per azione. In discesa del 9,4% il fatturato a 90,03 miliardi di dollari dai 99,34 miliardi di dollari dello scorso anno. La vera sorpresa è però giunta dagli utili complessivi che nel 2006 sono ammontati complessivamente a 39,5 miliardi di dollari, in rialzo del 9,3% rispetto a quelli del 2005. SI tratta del maggior guadagno di sempre per qualsiasi società americana.

    È diminuita di poco, intanto, rispetto agli inizi, la perdita di greggio dalla petroliera "Exxon Valdez", che 18 anni fa fu protagonista di uno dei più gravi disastri ambientali, che coinvolse centinaia di chilometri della costa dell'Alaska. È quanto risulta da uno studio condotto dalle autorità americane, secondo le quali le circa 85 tonnellate di petrolio presenti nella zona del Prince Williams Sound diminuiscono di circa il 4% l'anno, e perfino ad un ritmo minore, nel Golfo dell'Alaska. Diminuendo a tale ritmo, il greggio potrebbe persistere per decenni sotto la superficie di alcune spiagge lungo il Golfo, ammonisce lo studio, che sarà pubblicato il 15 febbraio prossimo dalla rivista Environmental Science Technology, pubblicazione dell'American Chemical Society.


    http://www.ilsole24ore.com/art/SoleO...lesView=Libero

 

 

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