È un match interessante. I grandi politici delle nazioni europee salgono a turno sui loro palcoscenici illuminati dai riflettori dei media internazionali per ripetere la loro litania della Turchia che non attende ai criteri per entrare a far parte della comunitá europea, nel momento in cui vengono adottati provvedimenti e riforme che scrollano di dosso il medioevo dallo Stato turco e il famigerato Consiglio della Sicurezza Nazionale (milli güvenlik kurulu) tenta per l’ennesima volta di stravolgere i risultati degli sforzi di democratizzazione. E qui l’Europa tace. La notizia del nulla osta della Corte Costituzionale al procedimento per lo scioglimento del partito di governo e l’interdizione da tutte le cariche di Recep Tayyip Erdogan e 71 membri del suo partito, compreso il presidente Abdullah Gühl è, nei media europei, una notizia passata subito ai margini della cronaca.
Da quando è al Governo, Erdogan ha stanziato otto miliardi di Euro per sviluppare l’agricoltura nelle regioni abitate dai curdi, ha permesso canali televisivi multilingue spezzando cosí il tabú della “turchicitá” sancito dall’art. 301 della Costituzione, ha riformato la legge sulle fondazioni che permetterá alle Chiese Cattolica e Ortodossa di usufruire di privilegi aboliti da Kemal Atatürk, ha sospeso il divieto di portare il velo islamico all’interno delle universitá. Tutto questo non piace ai difensori del Kemalismo. Sulla scena, a contrastare ogni iniziativa di cambiamento, è sempre stata attiva la loggia segreta ERGENEKON, figlia di “Gladio”. ERGENEKON è sospettata di aver trucidato tre missionari cristiani a Malatya nel 2007, di aver ucciso il giornalista armeno Hrant Dink nello stesso anno, di essere coinvolta nell’assassinio di don Andrea Santoro a Trabzon e di aver progettato l’assassinio del premio Nobel della letteratura Ohran Pamuk, rifugiatosi negli Stati Uniti. Energekon pianificava l’uccisione dei politici curdi Ahmet Türk, Osman Baydemir, Leyla Zana e del giornalista Fehmi Koru quando, in un’azione spettacolare il 21 marzo scorso, la polizia e i servizi segreti hanno arrestato trenta persone appartenenti all’organizzazione, compreso il Generale di Brigata in pensione Veli Kücük.
Se questa reazione non fa meraviglia, stupisce il silenzio pesante e complice della politica europea. I fatti qui descritti sono noti in tutti i palazzi e cancellerie dell’establishment europeo. Ma qui si fa finta di nulla, anzi, Frau Merkel e il marito di Carla Bruni insistono sulle incompatibilitá della Turchia coi valori e le misure dell’Europa. Ed in effetti, il primo ministro Erdogan e il presidente Gül hanno un “difetto” imperdonabile nelle corti europee: entrambi sono mussulmani credenti e praticanti, le loro mogli portano il velo islamico anche ai ricevimenti ufficiali e il foulard, che Emine, la moglie del premier turco, Tayyip Erdogan, usa portare sul capo come segno di devozione islamica, è oggetto di dibattito politico.
Cosa ci disturba allora di queste donne che liberamente scelgono un atteggiamento e un capo di vestiario conforme alla loro credenza religiosa? Sará che surrettiziamente l’assioma “libero Stato” è stato sostituito con l’assioma “Stato laico” sull’altare del quale qualsiasi forma di identitá religiosa deve lasciare il passo al paradigma di una presunta “neutralitá” nel rispetto di non si sa quale suscettibilitá? “Libero Stato” e “Stato laico” non sono la stessa cosa, né di nome, né di fatto. Uno Stato é libero quando i suoi cittadini sono liberi, qualunque sia la loro fede politica o religiosa. Il laicismo é monotematico e rappresenta una delle possibili alternative o stili di vita. Se lo si deve difendere con la tortura, con il soppruso, col pensiero unico, il laicismo diventa la nuova religione oscurantista che non permette alcun tipo di opinione o credo al di fuori dei binari stabiliti da una scienza e da una logica che hanno la pretesa di darci una spiegazione del mondo al di fuori della quale c’è posto solo per vecchie leggende buone a spaventare i bambini per tenerli tranquilli. Che miseria, Europa! Si scatenano organizzazioni come il MEMRI, IntelCenter, si mobilitano gli esperti dell’odio e dell’agitazione e si fa l’occhiolino ai macellai di professione. Cosí che noi possiamo dormire sonni tranquilli, senza doverci confrontare con culture, valori e fedi a noi estranee. Come se Gesú (su di lui la pace) fosse nato a Pontremoli.
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