scriviamo a
infobike@pinarello.com
Salve,
sono Patrik Riondato da Fossò, Venezia.
Ho letto l'articolo su Il Gazzettino con il quale il signor Fausto Pinarello oltre a farsi pubblicità non disdegna di denigrare la lingua veneta affermando "Poi noi veneti siamo penalizzati per il nostro modo di parlare che in televisione risulta ancora più marcato. Abbiamo questa cantilena che ci caratterizza, che non funziona a nostro favore. Forse dovrebbe fare qualcosa per migliorare il suo accento».
Mi sento fortemente offeso in quanto veneto dalle parole del signor Pinarello, che ritengo lesive per l'iimagine di tutti i Veneti.
Una dichiarazione del genere sottintende un forte senso di inferiorità e un sentimento di vergogna per la propria origine, dimentico del fatto che è stata proprio la nostra veneticità a far sì che tante aziende come la Pinarello potessero svilupparsi.
Chi non ha rispetto per la propria terra e per le proprie origini non merita considerazione, per quanto mi riguarda mi asterrò nel futuro dal comprare biciclette con il vostro marchio, e mi impegnerò per fare in modo che in tanti possano sapere la vostra opinione sui veneti e sulla nostra cultura.
Patrik Riondato
Fausto Pinarello si è servito di Melita come testimonial dell’azienda di biciclette quando non era famosa e sarebbe pronto ad offrirle un nuovo lavoro perchè stregato dai suoi occhi verdi
«È stupenda ma deve eliminare la cantilena veneta»
Treviso
È tutt'altro che un "tronista ", rifugge il gossip e i pettegolezzi, eppure - anche se per lavoro - ha posato in foto accanto alla bella Melita Toniolo, seduto su una specie di trono. Stiamo parlando di Fausto Pinarello, figlio di Giovanni, fondatore dell'omonima azienda di biciclette. Anche lui è caduto nella rete dell'affascinante modella di Cavrie reclusa nella Casa del Grande fratello.
«L'abbiamo usata per una campagna pubblicitaria per una bicicletta particolare, una citybike veloce, elegante e di fascia alta che al momento stiamo vendendo soltanto in Giappone - rivela Pinarello -. Abbiamo scattato le foto in una villa veneta tra Padova e Vicenza circa a metà dicembre, ma io sinceramente nemmeno la conoscevo, l'ho scelta perché è bella e trevigiana».
[ ... ] «Mi è piaciuta subito - racconta Pinarello -. La prossima volta sicuramente mi costerà di più, ma siccome è bella, è trevigiana e non è affatto stupida (anzi), la richiederò ancora come testimonial. E poi ha questi occhi azzurro-verdi che fanno paura da quanto sono particolari».
Ma l'imprenditore riserva anche qualche consiglio all'affascinante Melita: «È una ragazza che sa dove vuole arrivare, è bella e sa di esserlo, ma ha soli vent'anni, quindi le manca un po' di esperienza. Poi noi veneti siamo penalizzati per il nostro modo di parlare che in televisione risulta ancora più marcato. Abbiamo questa cantilena che ci caratterizza, che non funziona a nostro favore. Forse dovrebbe fare qualcosa per migliorare il suo accento».
fonte: Gazzettino 1/2/7




Rispondi Citando

