Sulla base dei fatti realmente accaduti, però.
«Sei tu Serafini?». E giù le botte.
Si era opposto alla concessione dell’aula del consiglio comunale per l’estrema destra
di Sandra Amurri / Fano
03 Febbraio 2007
Ieri notte a Fano, città delle Marche in provincia di Pesaro-Urbino, da sempre governata dal centro-sinistra fino al 2004, le lancette dell’orologio sono tornate indietro fermando per alcuni lunghissimi secondi il tempo della democrazia.
Era da poco passata la mezzanotte quando Luca Serafini, 27 anni, studente in ingegneria, segretario Ds dell’Unione Comunale, accompagnato da Samuele Mascarin, membro della segreteria nazionale della sinistra giovanile sono stati avvicinati da una macchina con a bordo 5 esponenti di Forza Nuova che, dopo avergli chiesto: «Sei tu Serafini?» e atteso giusto il tempo della risposta affermativa, lo hanno preso a pugni e a calci.
Ma andiamo per ordine.
Nel novembre scorso il sindaco di Fano Stefano Aguzzi, ex Ds, a capo di una giunta guidata da An e FI, aveva autorizzato una manifestazione di Forza Nuova nell’Aula del Consiglio Comunale dal titolo «Italia cristiana e sociale».
Fatto che, comprensibilmente, aveva suscitato l’indignazione delle forze democratiche della città, che non aveva fatto recedere di un passo il sindaco dal farlo di nuovo.
Tanto che Forza Nuova è stata autorizzata a svolgerne un’altra in Piazza XX Settembre con il comizio di Roberto Fiore, in occasione della “giornata del ricordo”, il 10 febbraio prossimo dal titolo «Foibe la loro colpa di essere italiani».
Ieri i due giovani esponenti dei Ds assieme ad altri compagni avevano affisso manifesti di protesta.
Manifesti che già nelle prime ore della serata erano stati coperti da volantini di Forza Nuova.
Intorno a mezzanotte Serafini e Mascarin mentre percorrevano la via centrale della città hanno visto che anche le bacheche erano state danneggiate.
È stato allora che hanno incrociato 4 persone con il capo coperto dai cappucci delle felpe con tanto di croce celtica e scritta Forza Nuova e, comprendendo il pericolo incombente, hanno deciso di tornare a casa.
Ma mentre si stavano dirigendo verso la macchina parcheggiata poco lontano sono stati avvicinati da un’auto.
L’uomo che era alla guida ha abbassato il finestrino e rivolgendosi a Serafini ha chiesto: «Sei tu Serafini?» «Sì» ha risposto Luca.
Le portiere si sono aperte e sono scesi cinque uomini che hanno iniziato a prenderlo a pugni in faccia e a calci.
I due giovani esponenti dei Ds sono scappati ma i fascisti li hanno rincorsi e di nuovo li hanno colpiti per poi dileguarsi.
Conclusione: i due sono finiti all’ospedale con una prognosi di dieci giorni.
E il sindaco se l’è cavata, o almeno ha sperato di fare, dichiarando che gli spazi democratici, sì democratici, nella città sono aperti a tutti e che Forza Nuova li aveva sempre utilizzati democraticamente ma che da questo momento, ovviamente, i rapporti sarebbero cambiati.
Riflessione che naturalmente non alleggerisce le sue responsabilità politiche soprattutto in una Provincia Medaglia d’Oro alla Resistenza abituata a ben altre tradizioni democratiche.
Intanto, Luca Serafini, che ha ricevuto la telefonata di solidarietà di Piero Fassino, è di nuovo al lavoro nonostante le ferite, non solo fisiche, ancora aperte, per organizzare una manifestazione a cui parteciperanno i sindacati e tutte le forze democratiche, in difesa della convivenza civile, minacciata da due anni dalle scelte politiche della giunta di destra.





