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    Predefinito Dopo Vicenza, anche a Rovigo congresso in fumo


    Da il Gazzettino di oggi:

    La Lega non solo non ha il suo segretario, ma esce dal ...
    La Lega non solo non ha il suo segretario, ma esce dal congresso lacerata. Insanabili le spaccature interne, paradossalmente acuite dal gruppo del commissario Franco Manzato che invece di unire il partito in quest'anno e mezzo non ha fatto altro che irritare i militanti storici (vuoi forse per il gran numero di nuovi iscritti contestato con l'accusa di essere fittizio) fino al punto da far saltare il congresso. I candidati erano tre: Simone Bedendo, consigliere comunale, che rappresentava la "corrente" dell'ex segretario Andrea Astolfi, Filippo Degan, a capo della sezione comunale appoggiato dal capogruppo in Provincia Franco Secchieri e dai suoi uomini, e Antonello Contiero, ex consigliere di San Martino, sponsorizzato proprio dal commissario Manzato. Dalla contesa è uscita solo una guerra di potere.

    Prima ancora di celebrare l'importante appuntamento, quando il presidente della "commissione verifica poteri" Sandro Mancin avrebbe dovuto dichiarare gli aventi diritto al voto per procedere ai lavori, la presidente dell'assemblea Arianna Lazzarin, proveniente dalla segreteria regionale, non gli ha concesso la parola e lo ha dichiarato decaduto. Tutto perché la commissione avrebbe contestato molte tessere di iscritti dell'ultima ora. Praticamente il risultato sarebbe stato che molti tesserati di Manzato non avrebbero potuto votare. Il congresso è stato quindi annullato nella bagarre più completa. Si è sfiorata la rissa. Contiero e i suoi simpatizzanti si sono allontanati dalla sala dell'Europa Palace. «Sono molto amareggiato - afferma Secchieri -. Da domani la Lega dovrà recuperare credibilità, abbiamo fatto un salto non produttivo. Per quanto mi riguarda farò di tutto per ricucire lo strappo, ma è evidente che le posizioni sono divise e strumentalizzate».

    «L'importante è che la Lega torni in mano ai polesani, bisogna recuperare il concetto di militanza» è il commento di Degan. Del resto il Polesine, unico caso in Veneto, aveva avuto una deroga al regolamento dalla segreteria regionale per far votare anche gli iscritti che avevano meno di un anno di militanza. Il che consentiva di eleggere il segretario anche agli "ultimi arrivati", per la maggior parte vicini a Manzato e Contiero. «Solo il rispetto dello statuto e del regolamento - fa notare Degan - può garantire la democrazia interna in modo da non essere poi sottoposti all'arbitrio dei poteri più forti».

    «È evidente che lo scopo di Manzato era riuscire a far eleggere il maggior numero di delegati per il congresso regionale in modo da assicurare il terzo mandato al segretario Gobbo - azzarda Eraldo Barcaro -. Questo mi sembra un escamotage per rinviare l'appuntamento. Noi non siamo favorevoli a un segretario ombra». Anche Simone Bedendo è deluso, avrebbe preferito il rispetto del regolamento. «Mi è sembrato tutto organizzato in modo strano - dice - dalle tessere nuove alla deroga al voto. C'è stata poca volontà di venire incontro alle nostre controdeduzioni. Insomma, un colpo di mano premeditato».

    Franco Manzato resta commissario e replica alle accuse dei leghisti storici polesani affermando che la procedura di annullamento del congresso è stata regolare. «Le militanze aventi diritto al voto sono state sancite dalla segreteria regionale» per cui non erano contestabili. Sul fatto che addirittura non fossero stati registrati alcuni versamenti di tessere risponde: «Questo aspetto non compete alla commissione verifica poteri. È stato il consiglio federale a dare la possibilità di votare agli iscritti con sei mesi di militanza». Manzato analizza i risultati del suo commissariamento contestato: «Da una situazione asfittica di 150 iscritti, si è arrivati a 600 e il partito è ancora in crescita. Se fossimo andati a votare a questo congresso - evidenzia - a quest'ora avremmo un segretario con il 70 per cento dei voti». Poi lancia un messaggio inequivocabile: «Ho sempre cercato di dialogare con le diverse posizioni, ma da oggi si cambia. Cominceranno le pulizie di primavera». Alla domanda se ci saranno espulsioni dal partito, Manzato tenta la carta della diplomazia: «Prenderemo dei provvedimenti, anche nelle prossime 24 ore, previsti dal regolamento. Chi impedisce la crescita del movimento non è adatto al partito». Un giudizio pesante che non dà adito a mediazioni. Il commissario nega poi che il suo scopo sia far eleggere Gobbo al regionale con i delegati polesani: «Gobbo lo vuole Bossi, non io».

    «Non è una spaccatura tra militanti - dichiara poi Antonello Contiero - ma di vertice. Con il tempo si risolverà».


    In poche parole, il buon Manzato nel suo commissariamento si è creato una cerchi di neo-leghisti che gli hanno recuperato centinaia di tessere, famiglie intere si sono iscritte, molti dei quali (mai visti a nessuna iniziativa) son magicamente diventati militanti dopo 6 mesi giusti dall'iscrizione. Si è saputo di questi neo-militanti solo alla convocazione del congresso, e sempre in contemporanea c'è stata la deroga del Nazionale solo per Rovigo, affinchè votassero i militanti con soli 6 mesi d'anzianità. Deroga che all'ultimo si è saputo valeva anche per il voto ai delegati al nazionale.
    Casualmente al congresso prov.le di Rovigo, al tavolo di presidenza figuravano persone che non c'entravano un tubo quali il Sen Stiffoni, il segr. provinciale di Venezia Callegari (presentatosi con alcuni suoi tirapiedi) e in consigliere regionale di Belluno Bottacin, tutti a presidiare pro-Gobbo l'assemblea

    Storie di ordinarie schifezze.....

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  2. #2
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    Sono tutti documenti che ad un primo acchito fanno sorridere per le baruffe.

    Invece sono importantissimi.
    Infatti possono essere utili se qualcuno un giorno voglia scrivere sulla fine della lega.
    I perché tecnici e la cronaca spicciola.
    L’argomento sarà interessante anche perché la setta è stato un partito anacronistico fuori dagli schemi.

    In fin dei conti è stato l’unico partito europeo che ha lavorato ““ sempre”” contro coloro che affermava di rappresentare.
    La setta, come argomento storico, non è di grande importanza, ma come elemento culturale politico la cosa, potrà negli anni futuri, essere fonte di studi per appassionati.

  3. #3
    Rifondazione Leghista
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    Citazione Originariamente Scritto da Asterix Visualizza Messaggio
    In poche parole, il buon Manzato nel suo commissariamento si è creato una cerchi di neo-leghisti che gli hanno recuperato centinaia di tessere, famiglie intere si sono iscritte, molti dei quali (mai visti a nessuna iniziativa) son magicamente diventati militanti dopo 6 mesi giusti dall'iscrizione. Si è saputo di questi neo-militanti solo alla convocazione del congresso, e sempre in contemporanea c'è stata la deroga del Nazionale solo per Rovigo, affinchè votassero i militanti con soli 6 mesi d'anzianità. Deroga che all'ultimo si è saputo valeva anche per il voto ai delegati al nazionale.
    Casualmente al congresso prov.le di Rovigo, al tavolo di presidenza figuravano persone che non c'entravano un tubo quali il Sen Stiffoni, il segr. provinciale di Venezia Callegari (presentatosi con alcuni suoi tirapiedi) e in consigliere regionale di Belluno Bottacin, tutti a presidiare pro-Gobbo l'assemblea

    Storie di ordinarie schifezze.....
    Io l'ho sempre detto che nella mia provincia Gobbo si è creato una corte di lacchè pronti a tutto, anche all'uso delle tessere alla moda democristiana. L'intrusione dei veneziani poi è proprio la ciliegina sulla torta. Per fortuna i militanti di Rovigo hanno avuto la prontezza e la forza di metterli alla porta e sventare così il golpe. Bottacin invece mi risulta che non stia dalla parte di Gobbo, anzi, ma che sia stato chiamato da quelli di Rovigo per avere un osservatore neutrale esterno. Gobbo ed i suoi tirapiedi, iil veneziano Callegari e la sua banda di caregari, Stiffoni (che gli fa da autista le pochissime volte che va al Parlamento Europeo) e la immancabile Arianna, rappresentano la peggior specie di mascalzoni che la Lega potesse ritrovarsi. Calpestano regolamenti e statuto per gestire il loro potere, giocandosi il tutto per tutto nel modo più sporco per far saltare il congresso nazionale. Solo da Milano potrebbe arrivare una mano in loro soccorso, magari da Calderoli, perchè Bossi ha già detto in un'intervista che non sosterrà Gobbo, ma il dentista commetterebbe il suo peggior errore, perchè si ritroverebbe contro tutto il Veneto. Servirebbe un commissario di garanzia che portasse la Liga a congresso impedendo a Gobbo di fare altre maialate. Come quest'ultima dei falsi tesserati di Rovigo e della deroga all'anno di militanza previsto dal regolamento. Fuori i porci dalla Lega!!!
    Rifondazione Leghista ora!

  4. #4
    Rifondazione Leghista
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    Citazione Originariamente Scritto da Asterix Visualizza Messaggio

    «Non è una spaccatura tra militanti - dichiara poi Antonello Contiero - ma di vertice. Con il tempo si risolverà».
    P.S. Antonello Contiero è l'autista di autobus che Callegari ha fatto nominare amministratore unico di Intermizoo SpA, l'Istituto Interregionale per il Miglioramento del Patrimonio Zootecnico, nomina che ha ispirato un'articolo molto critico sulla stampa veneta per il basso profilo di competenza dei leghisti con alti incarichi negli enti regionali. L'altro è il Callegari stesso, nominato su indicazione di Gobbo quale amministratore unico di Veneto Agricoltura (circa 350.000,00 € all'anno). Quella volta i giornali ironizzarono perchè mancava il curriculum del candidato. Ovvero c'era un pezzo di carta in cui si diceva che aveva prestato servizio come ufficiale di complemento nell'esercito. E i giornali giù a prendere per il c..o la Lega.
    Questi sono i Gobbo boys e gli Zaia boys... che pena!

  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da marcagioiosa Visualizza Messaggio
    P.S. L'altro è il ............ stesso, nominato su indicazione di Gobbo quale amministratore unico di Veneto Agricoltura (circa 350.000,00 € all'anno).
    Questi sono i Gobbo boys e gli Zaia boys... che pena!
    Certe volte, a vedere certe situazioni, viene voglia di seguire il Vangelo.

    Matteo 21-12
    E Gesù entrò nel tempio e cacciò fuori tutti quelli che quivi vendevano e compravano; e rovesciò le tavole dei cambiamonete, le sedie dei venditori di colombi.

    Ma lui era Dio e noi siamo solo dei coloni.
    Lui aveva il potere di cambiare.
    Noi,”””” nel tempio””””, riusciamo a cambiare nulla.

  6. #6
    semprevivabbozzi!!!
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    Citazione Originariamente Scritto da marcagioiosa Visualizza Messaggio
    Io l'ho sempre detto che nella mia provincia Gobbo si è creato una corte di lacchè pronti a tutto, anche all'uso delle tessere alla moda democristiana. L'intrusione dei veneziani poi è proprio la ciliegina sulla torta. Per fortuna i militanti di Rovigo hanno avuto la prontezza e la forza di metterli alla porta e sventare così il golpe. Bottacin invece mi risulta che non stia dalla parte di Gobbo, anzi, ma che sia stato chiamato da quelli di Rovigo per avere un osservatore neutrale esterno. Gobbo ed i suoi tirapiedi, iil veneziano Callegari e la sua banda di caregari, Stiffoni (che gli fa da autista le pochissime volte che va al Parlamento Europeo) e la immancabile Arianna, rappresentano la peggior specie di mascalzoni che la Lega potesse ritrovarsi. Calpestano regolamenti e statuto per gestire il loro potere, giocandosi il tutto per tutto nel modo più sporco per far saltare il congresso nazionale. Solo da Milano potrebbe arrivare una mano in loro soccorso, magari da Calderoli, perchè Bossi ha già detto in un'intervista che non sosterrà Gobbo, ma il dentista commetterebbe il suo peggior errore, perchè si ritroverebbe contro tutto il Veneto. Servirebbe un commissario di garanzia che portasse la Liga a congresso impedendo a Gobbo di fare altre maialate. Come quest'ultima dei falsi tesserati di Rovigo e della deroga all'anno di militanza previsto dal regolamento. Fuori i porci dalla Lega!!!
    Rifondazione Leghista ora!
    sembri rimasto l''unico a crederci,,,,ma dove' questo bossi?? il movimento sta franando e quello pensa solo a usare il parlamento del nord per ricattare berlusconi e farsi dare qualche candidato sindaco in piu o per una legge elettorale che garantisca alla lega quella ventina di poltrone a roma,,,basta!!!
    sono schifata e delusa,,,ci ho sperato fino all''ultimo ma ora ti chiedo come fai tu a crederci ancora??

  7. #7
    semprevivabbozzi!!!
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    Citazione Originariamente Scritto da Asterix Visualizza Messaggio

    Da il Gazzettino di oggi:

    La Lega non solo non ha il suo segretario, ma esce dal ...
    La Lega non solo non ha il suo segretario, ma esce dal congresso lacerata. Insanabili le spaccature interne, paradossalmente acuite dal gruppo del commissario Franco Manzato che invece di unire il partito in quest'anno e mezzo non ha fatto altro che irritare i militanti storici (vuoi forse per il gran numero di nuovi iscritti contestato con l'accusa di essere fittizio) fino al punto da far saltare il congresso. I candidati erano tre: Simone Bedendo, consigliere comunale, che rappresentava la "corrente" dell'ex segretario Andrea Astolfi, Filippo Degan, a capo della sezione comunale appoggiato dal capogruppo in Provincia Franco Secchieri e dai suoi uomini, e Antonello Contiero, ex consigliere di San Martino, sponsorizzato proprio dal commissario Manzato. Dalla contesa è uscita solo una guerra di potere.

    Prima ancora di celebrare l'importante appuntamento, quando il presidente della "commissione verifica poteri" Sandro Mancin avrebbe dovuto dichiarare gli aventi diritto al voto per procedere ai lavori, la presidente dell'assemblea Arianna Lazzarin, proveniente dalla segreteria regionale, non gli ha concesso la parola e lo ha dichiarato decaduto. Tutto perché la commissione avrebbe contestato molte tessere di iscritti dell'ultima ora. Praticamente il risultato sarebbe stato che molti tesserati di Manzato non avrebbero potuto votare. Il congresso è stato quindi annullato nella bagarre più completa. Si è sfiorata la rissa. Contiero e i suoi simpatizzanti si sono allontanati dalla sala dell'Europa Palace. «Sono molto amareggiato - afferma Secchieri -. Da domani la Lega dovrà recuperare credibilità, abbiamo fatto un salto non produttivo. Per quanto mi riguarda farò di tutto per ricucire lo strappo, ma è evidente che le posizioni sono divise e strumentalizzate».

    «L'importante è che la Lega torni in mano ai polesani, bisogna recuperare il concetto di militanza» è il commento di Degan. Del resto il Polesine, unico caso in Veneto, aveva avuto una deroga al regolamento dalla segreteria regionale per far votare anche gli iscritti che avevano meno di un anno di militanza. Il che consentiva di eleggere il segretario anche agli "ultimi arrivati", per la maggior parte vicini a Manzato e Contiero. «Solo il rispetto dello statuto e del regolamento - fa notare Degan - può garantire la democrazia interna in modo da non essere poi sottoposti all'arbitrio dei poteri più forti».

    «È evidente che lo scopo di Manzato era riuscire a far eleggere il maggior numero di delegati per il congresso regionale in modo da assicurare il terzo mandato al segretario Gobbo - azzarda Eraldo Barcaro -. Questo mi sembra un escamotage per rinviare l'appuntamento. Noi non siamo favorevoli a un segretario ombra». Anche Simone Bedendo è deluso, avrebbe preferito il rispetto del regolamento. «Mi è sembrato tutto organizzato in modo strano - dice - dalle tessere nuove alla deroga al voto. C'è stata poca volontà di venire incontro alle nostre controdeduzioni. Insomma, un colpo di mano premeditato».

    Franco Manzato resta commissario e replica alle accuse dei leghisti storici polesani affermando che la procedura di annullamento del congresso è stata regolare. «Le militanze aventi diritto al voto sono state sancite dalla segreteria regionale» per cui non erano contestabili. Sul fatto che addirittura non fossero stati registrati alcuni versamenti di tessere risponde: «Questo aspetto non compete alla commissione verifica poteri. È stato il consiglio federale a dare la possibilità di votare agli iscritti con sei mesi di militanza». Manzato analizza i risultati del suo commissariamento contestato: «Da una situazione asfittica di 150 iscritti, si è arrivati a 600 e il partito è ancora in crescita. Se fossimo andati a votare a questo congresso - evidenzia - a quest'ora avremmo un segretario con il 70 per cento dei voti». Poi lancia un messaggio inequivocabile: «Ho sempre cercato di dialogare con le diverse posizioni, ma da oggi si cambia. Cominceranno le pulizie di primavera». Alla domanda se ci saranno espulsioni dal partito, Manzato tenta la carta della diplomazia: «Prenderemo dei provvedimenti, anche nelle prossime 24 ore, previsti dal regolamento. Chi impedisce la crescita del movimento non è adatto al partito». Un giudizio pesante che non dà adito a mediazioni. Il commissario nega poi che il suo scopo sia far eleggere Gobbo al regionale con i delegati polesani: «Gobbo lo vuole Bossi, non io».

    «Non è una spaccatura tra militanti - dichiara poi Antonello Contiero - ma di vertice. Con il tempo si risolverà».


    In poche parole, il buon Manzato nel suo commissariamento si è creato una cerchi di neo-leghisti che gli hanno recuperato centinaia di tessere, famiglie intere si sono iscritte, molti dei quali (mai visti a nessuna iniziativa) son magicamente diventati militanti dopo 6 mesi giusti dall'iscrizione. Si è saputo di questi neo-militanti solo alla convocazione del congresso, e sempre in contemporanea c'è stata la deroga del Nazionale solo per Rovigo, affinchè votassero i militanti con soli 6 mesi d'anzianità. Deroga che all'ultimo si è saputo valeva anche per il voto ai delegati al nazionale.
    Casualmente al congresso prov.le di Rovigo, al tavolo di presidenza figuravano persone che non c'entravano un tubo quali il Sen Stiffoni, il segr. provinciale di Venezia Callegari (presentatosi con alcuni suoi tirapiedi) e in consigliere regionale di Belluno Bottacin, tutti a presidiare pro-Gobbo l'assemblea

    Storie di ordinarie schifezze.....

    tutto gia visto in toscana qualche mese fa,,,quando lanciai l''allarme:: 100 militanti nuovi di zecca apparsi dal nnulla,,,provenienti dal MSI/AN e introdotti dal dentista per spazzare via i vecchi militanti che non approvano la nuova linea leghista:: fascio/tricolori/suddista e zero federalismo,,,,
    ora il giochetto,,che bossi non ha fermato all''epoca,, si estende ovunque,,,,

  8. #8
    Hej på dig, Evert
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    Citazione Originariamente Scritto da incastigo Visualizza Messaggio
    tutto gia visto in toscana qualche mese fa,,,quando lanciai l''allarme:: 100 militanti nuovi di zecca apparsi dal nnulla,,,provenienti dal MSI/AN e introdotti dal dentista per spazzare via i vecchi militanti che non approvano la nuova linea leghista:: fascio/tricolori/suddista e zero federalismo,,,,
    ora il giochetto,,che bossi non ha fermato all''epoca,, si estende ovunque,,,,

    Ha un che di sinistro questa faccenda. Da tutte le parti si stanno comportando alla stessa maniera : liguria,piemonte,toscana..

    L'altro giorno un mio amico militante di varese che sta in toscana perché è un parà (figuriamoci...) mi ha riferito che stanno lanciando alleanza federalista anche a varese, quindi a casa di bossi .

    Sì è una cosa molto sinistra : sembra l'invasione dei visitors.............

    Il comportamento di bossi è assolutamente incomprensibile. A questo punto potrebbe fare e agire... tanto a questo punto della sua vita dovrebbe fregargliene un cavolo. Invece...


  9. #9
    giovanni.fgf
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    Un altro congresso in fumo???

    perche disperarsi ? per dei venditori di fumo come i legaioli vuol dire che è stato un successo....

    padagna legaiola = itaglia fumaiola....

    con ossequi.

  10. #10
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    Visti come vanno i congressi si capisce la vecchia ma sempre attuale visione programmatica della Setta e della confederazione roma-mafia.

    PIU’ TARDA LA PADAGNA
    PIU’ SI MAGNA

 

 
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