Iris, 05/02/2007
Washington. Il presidente George W. Bush annuncerà oggi che i costi della guerra in Iraq arriveranno a quasi 300 miliardi di dollari nei prossimi due anni e mezzo e proporrà di limitare le spese interne per l'anno fiscale 2008.
Il nuovo budget, che include anche un aumento del 10,5% delle spese militari, è il primo che Bush presenta di fronte a un Congresso dominato dai democratici. In questo senso è prevedibile uno scontro proprio sulle priorità stabilite sulla politica interna. Alcuni democratici, infatti, accusano Bush di irresponsabilità fiscale per volere rendere permanenti i tagli fiscali per diminuire il deficit di bilancio, prevedendo al contempo costi più elevati per l'Iraq.
I costi della guerra, d'altra parte, secondo alcuni politici democratici potrebbero andare anche al di là del già enorme costo preventivato dallo stesso Bush. "Come è tipico di questa amministrazione, sarà un budget che nasconde più di quanto riveli", ha detto il presidente della commissione finanze del Senato Kent Conrad in un'intervista all'agenzia Reuters.
Il direttore al bilancio della Casa Bianca, Rob Portman, ha confermato che Bush chiederà al Congresso 100 miliardi di dollari in più per le guerre in Iraq e in Afghanistan per l'anno fiscale 2007, che termina a settembre, e 145 miliardi di dollari per il 2008. Accennerà anche a una previsione di 50 miliardi di dollari per il 2009, ma non includerà proiezioni per la guerra oltre quell'anno.
La spesa militare per la guerra nel 2007 sarà la più alta dall'invasione in Iraq di quasi quattro anni fa.
Il totale per quest'anno di 170 miliardi di dollari comprende una richiesta di 100 miliardi di dollari e 70 miliardi di dollari che il Congresso ha già accordato.




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