La notizia è una notizia-bomba, di quelle esplosive, perciò i mass-media embedded hanno pensato bene di silenziarla, allora noi la diamo qui, su 'sto povero forum de l' Arsena, almeno qualcuno di passaggio da 'ste parti saprà che cosa realmente sta succedendo nel disgraziato Paese chiamato Italia.
Dunque, la banca d' affari statunitense Goldman & Sachs, di cui Romano Prodi è stato consulente, ha ribadito il suo giudizio positivo sulle azioni dell' ENI, che sono state lasciate nella convinction buy list , ossia la lista dei titoli europei che si consiglia di comprare ai clienti.
" 'Mbè?" - direte voi.
Un momento. Facciamo un passo indietro.
Attualmente il capitale dell' ENI è controllato al 48% da fondi di investimento anglo-americani. Il Tesoro ne detiene ancora il 30,30%, ma se anche questo venisse messo in vendita, ciò causerebbe il passaggio del controllo del gruppo in mani straniere, che ne potrebbero cambiare l' impronta data da Enrico Mattei. Quella cioè di un Ente finalizzato a garantire l' indipendenza energetica del nostro Paese.
Da tutto 'sto gran tramestìo goldmanianprodiano, si può dedurre quindi che la vendita di parte di questa quota si stia avvicinando e che i soliti bene informati si stiano attrezzando per partecipare al banchetto.
Del resto, le tre precedenti tranche dell' offerta pubblica di vendita videro favoriti spudoratamente proprio i fondi di investimento esteri, quando invece i piccoli risparmiatori italiani sarebbero stati ben felici di sottoscrivere interamente tutte e tre le Opv lanciate dal Tesoro. E indovinate un po' chi era, all' epoca, capo del governo? Vi dò un aiuto: era un ex-consulente della Goldman & Sachs...




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