La polvere che «ricrea» le dita.
Una polvere di estratto di maiale in grado di rigenerare i tessuti sarà testata su un gruppo di militari americani
STATI UNITI – Chi da bambino amava giocare con le lucertole si sarà sentito dire mille volte che quelle piccole bestiole hanno la capacità di far ricrescere la propria coda una volta amputata. È noto infatti che in natura alcuni anfibi sono in grado di rigenerare intere parti del proprio corpo, e si sa anche che ai mammiferi normalmente questa abilità manca. Almeno per il momento. Un gruppo di ricercatori americani sta infatti lavorando a uno studio finanziato dal governo che mira a scoprire i segreti degli animali che possiedono la facoltà rigeneratrice: il fine ultimo è quello di riuscire – un domani – a ricreare arti umani amputati. Cominciando dalle dita delle mani. Sono infatti numerosi i soldati (ma non solo) che hanno subito l’amputazione di uno o più dita e per loro poter tornare alla normalità sarebbe molto più che un semplice fatto estetico.
IL CASO - È per esempio il caso di Lee Spievack, venditore di Cincinnati che in un infortunio sul lavoro nell’estate di due anni fa ha perso il dito medio destro. Come racconta Usa Today, i medici del pronto soccorso gli avevano detto che il suo dito era perso per sempre, ma il fratello di Spievack, Alan – ex chirurgo di Harvard e fondatore di una società che produce un estratto di vescica di maiale in grado di aiutare e stimolare la rigenerazione dei tessuti – gli ha dato una chance in più. Il prodotto veniva infatti utilizzato sui cavalli, per aiutare la ricrescita di legamenti delle zampe rotti, ma poiché il governo federale ne ha autorizzato l’uso da parte degli uomini anche il signor Spievack ha potuto sperimentare personalmente l’estratto in questione. Con risultati interessanti, pare, poiché durante 4 mesi di costanti applicazioni il dito dell’uomo è piano piano ricresciuto, fino ad apparire pressoché normale: sembra solo che la pelle sia più spessa e callosa rispetto a com’era, e che l’unghia continui tuttora a crescere molto più velocemente delle altre.
SCETTICISMO E NUOVI TEST – Nonostante non ci siano prove scientifiche a dimostrazione dell’effettiva validità dell’estratto, il prodotto sarà comunque testato su un gruppo di 10 soldati di Fort Sam Houston, San Antonio, che hanno subito danni permanenti alle dita delle mani. Nessuno parla di «ricrescita totale», ma per gli esperti di medicina rigenerativa anche un minimo risultato rappresenterebbe comunque un buon punto di partenza, poiché la conoscenza dei processi biologici che portano alla rigenerazione dei tessuti di un dito potrebbe un domani condurre alla riparazione o alla riproduzione di organi vitali danneggiati. Ovviamanente sarà da valutare con attenzione la sicurezza del procedimento.
Alessandra Carboni
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