PORTOGALLO: L'INDUSTRIA DAI MINORI AUMENTI SALARIALI DELLA OCSE
(ICE) - ROMA, 06 FEB - I salari nell'industria sono cresciuti solo del 2% tra il 2000 e settembre dell'anno scorso in Portogallo, mentre nell'insieme dei Paesi OCSE l'aumento medio è stato del 20%, secondo gli ultimi dati pubblicati dall'OCSE stessa. Alla fine del 2005, le remunerazioni orarie nell'industria portoghese erano cresciute dell'1,5% contro un aumento del 13,5% dell'area euro. Nonostante i bassi aumenti salariali, la produttività portoghese calerà nel 2007 e 2008. In autunno la Commissione Europea si era espressa sui salari medi portoghesi, indicando che il costo unitario del lavoro in Portogallo dovrebbe continuare a crescere sopra la media dei principali paesi industrializzati e questo potrebbe compromettere la competitività dei suoi prodotti sul mercato estero. Il Portogallo in questa situazione corre il rischio di essere oltrepassato dai suoi principali concorrenti sui mercati esteri, tra i quali si ricordano Repubblica Ceca e Ungheria, che sono molto attivi nel settore automotive e in termini di produttività sono già ampiamente in vantaggio. Nel 2006 è stata la volta della Slovacchia, mentre nel 2007 si prevede che anche l'Estonia supererà il livello di produttività portoghese. (ICE LISBONA)
IRLANDA: DECLINO DELLA COMPETITIVITÀ E CRESCITA DELL'INFLAZIONE
(ICE) - ROMA, 05 FEBBRAIO - L'annuncio della Banca Centrale sulla perdita di competitività e la crescita dell'inflazione ha richiamato l'attenzione del Governo irlandese. Mentre Proctor & Gamble ha annunciato il primo aumento dei prezzi all'ingrosso, a Cork la Motorola ha reso noto il possible licenziamento di 350 dipendenti, dovuto alla minore competitività delle proprie attività di produzione in Irlanda. Il Ministro delle Finanze Brian Cowen scarta l'ipotesi di una possible chiusura delle aziende e afferma che la crescita inflazionistica è causata da fattori che il Governo non può controllare, quali l'aumento dei prezzi del petrolio e del gas. Nonostante le prospettive ottimiste riguardo all'aumento del PIL, la crescita inflazionistica dal 2,5% del 2005 ad oltre il 4% del 2006 è preoccupante, soprattutto perché l'inflazione irlandese pare destinata a rimanere più alta che nel resto d'Europa anche per i prossimi anni. Non sembra, neppure, probabile un riassorbimento dello squilibrio tra la crescita della domanda interna e il calo di quella esterna, dovuto alla perdita di competitività. (ICE DUBLINO)
Finita la sbornia del basso costo del lavoro e dei contributi UE a pioggia,adesso vediamo come queste due economie riescono a camminare sulle proprie gambe.
La loro unica speranza è,per il Portogallo,di legarsi mani e piedi all'ex colonia brasiliana vista come un grosso ed enorme mercato,e per l'Irlanda,di legarsi,grazie alla lingua comune,ai Paesi di lingua anglosassone.




Rispondi Citando
).
