siamo soliti festeggiare il compleanno come giorno in cui si compie un certo numero di anni dal giorno della propria nascita, nascita intesa come uscita dall'utero materno.
se uno è uscito dall'utero per esempio il 15 febbraio 2000 oggi pensa che "sono al mondo da 10 anni". Ma in realtà non è cosi, in realtà è al mondo da 9 mesi prima del 15 febbraio: quindi da 10 anni e 9 mesi.
questo modo di fare abitua le persone a pensare che si è venuti al mondo nel momento in cui si è usciti dall'utero invece che, come è in verità, nel momento del concepimento.
questo modo di fare induce a pensare che la vita prima di uscire dall'utero sia una specie di non-vita, di vita non vera, e questo modo di pensare aiuta indirettamente a sentirsi meno in colpa nel caso dell'aborto.
come insegna il cattolicesimo la vita umana ha inizio dal giorno del concepimento e quindi sarebbe corretto ripensare il compleanno come giorno in cui si compie un certo numero di anni dal giorno del proprio concepimento.
magari si potrà anche sbagliare di qualche giorno ma almeno ci si abitua a pensare le cose nel modo giusto e a inquadrare l'aborto nel modo giusto, ovvero come assassinio di una vita umana.
difatti nessuno si penserebbe di contestare che uccidere un bambino non sia un omicidio e uccidere un adulto si.
eppure nella società c'è gente che pensa che sia omicidio uccidere un bambino fuori dall'utero e non sia omicidio uccidere un bambino ancora nell'utero. Non ha senso e per contrastare questa assurdità illogica secondo me può essere anche utile re-inquadrare nel modo giusto la questione del compleanno.




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ostridicolo:
