Da Panorarama 8 febbraio 2007


FORMIGONI, SORU, GUERRA DEL TESSILE

Per la crisi della Legler, divisa fra due regioni, i governatori sono ai ferri corti.

E' guerra tra i governatori delle regioni Lombardia e Sardegna, Roberto Formigoni e Renato Soru. Materia del contendere: i fazzoletti che usava Louis Armstrong, i jeans di Fiorucci e i vestiti fatali di Audrey Hepburn nel film Sabrina. O meglio il cotone , il denim e il voile Legler, storico marchio del tessile lombardo da tempo in difficoltà.
La Legler ha sede e stabilimento principale a Bergamo, ma negli anni scorsi ha delocalizzato tre impianti in Sardegna, a Macomer, Siniscola e Ottana, utilizzando gli aiuti concessi dalla regione (Sarda n.d.r.). La quale, attraverso la finanziaria Sfirs, è creditrice nei suoi confronti di 43 milioni di euro e oggi ha proposto di convertire il debito in azioni purchè la Legler trasferisca sull'isola l'ultimo ramo d'azienda presente nella Bergamasca.
A questo punto è sceso in campo Formigoni. Il governatore della Lombardia ha attaccato Soru sostenendo che la sua proposta viola le normative Ue sugli aiuti di stato e ha convocato un incontro con il ministero dello Sviluppo economico e i sindacati per esaminare soluzioni alternative, mentre 484 lavoratori di Ponte San Pietro sono in sciopero e gridano allo "scippo" dell'impresa.
Ma dalla Sardegna non mollano e replicno che quella di Soru è l'unica decisione possibile. Los contro continua.



È assurdo: anzichè formare e favorire i giovani imprenditori Sardi in settori tipici Sardi la Regione Autonoma spende le nostre tasse per salvare aziende assistite sull'orlo del baratro, col beneplacito dei sindacati italioti!
Tutti sappiamo come andrà a finire: la Legler fallirà comunque, sia a Bergamo che in Sardinnya, e per i suoi dipendenti non vi sarà altra soluzione che la cassa integrazione e (per quelli Sardi) l'emigrazione!
Le Regioni (autonome o no) non sono che lo specchio di questo Stato di merda!