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    Predefinito Secessione? Strada maestra per la libertà...

    Ho tagliato parte dell'articolo firmato dallo statista leghista, per l'edizione integrale vi rimando alla Padania on line.

    Borghezio: «Secessione strada maestra per la libertà»
    MARIO BORGHEZIO
    La parola “secessione” che, per scelta audace e coraggiosa del Direttore, apriva l’edizione di ieri de la Padania, è proprio di quelle che lasciano il segno.
    Una parola che, sicuramente, evoca in noi, vecchi militanti un po’ ingrigiti, il ricordo di una delle fasi più belle ed esaltanti della storia della nostra amata Lega.
    Perché? Mi pare evidente: essa è la sola, l’unica strada maestra, per la via veloce, rapida, pulita verso quella libertà che i nostri popoli hanno inscritta nel loro Dna etnico prima ancora che storico-politico.
    Una via, una scelta che non ha confronto, in termini di coinvolgimento mobilitante di donne, uomini di tutte le provenienze, età, ceto sociale perché le battaglie di libertà - quelle vere, non quelle per difendere gli interessi e lobby o per conseguire risultati minimali - ancor oggi, nel terzo millennio, tramontati gli ideologismi del secolo passato, sono le sole ad avere la forza di trascinare, in piazza, e non solo, milioni di persone. Anche a costo di assumersi dei rischi personali, familiari e professionali.
    Vi è qualcosa di profondo e di antico nel “richiamo della foresta” per il quale, da un giorno all’altro, come è accaduto a migliaia di noi, ci si sente presi dalla voglia insopprimibile di non accettare più il fatto compiuto dell’oppressione, di non essere più “padroni a casa nostra”. Oltre alla nostra storia e alle nostre tradizioni, per capire appieno la forza travolgente di questo istinto primordiale che ancor oggi, nonostante l’omologazione mondialista, spinge i popoli verso la libertà, occorrerebbe forse interpellare un Konrad Lorentz ... e allora, proprio perché tutto ciò è profondamente vero, mi permetto di “avvisare” i signori dei Palazzi di Roma di stare molto attenti con le loro oscure ed oscene manovre, i loro “centrismi” ed i loro cattopartismi.
    Guai all’ira dei popoli apparentemente calmi! L’ascia (bipenne) di guerra della gente del Nord giace seppellita, ma il destino che traccia la storia degli uomini come quella dei popoli, può fare in modo che - al momento opportuno - potrebbe essere anche non lontanissimo nel tempo, essa venga disseppellita. E allora nessuno tornerà più indietro. Al momento opportuno - che Umberto Bossi e solo lui saprà e vorrà indicarci - la gente del Nord alzerà quello strumento antico di lavoro e di battaglia dei nostri antenati celti e longobardi.
    E allora sarà lotta dura. Fino alla libertà.
    [Data pubblicazione: 08/02/2007] LA PADANIA

    sto morendo di paura , cazzo sti qui disseppelliscono l'ascia!
    Umberto Bossi sta per indicare la strada , speremm che sta volta el se perda amò nella periferia bresciana
    Lotta dura, fino alla libertà

  2. #2
    Senzapadrone
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    Perdiana, non me la devo perdere 'sta secessione ...

    E chi sarà a procalmarsi per prima indipendente? L'Insubria?

    PS: Scusate l'off-topic, ma è troppo bella, l'ho vista adesso:

    Lo sapevate che Sabato 9 e domenica 10 ottobre 2004, a Lacchiarella (MI), si è tenuto il primo Festival Celtico: "LACTARELLA CELTIC FESTIVAL" ?

    Leggere per credere
    ... LACTARELLA CELTIC FESTIVAL: mitico ...

    Scommetto che hanno in quel paesino anche un negozio di ottica che si chiama "Celtic Occhials", o roba del genere ...

  3. #3
    Speriamo non sia tardi
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    Citazione Originariamente Scritto da Ezechiele Visualizza Messaggio
    Perdiana, non me la devo perdere 'sta secessione ...

    E chi sarà a procalmarsi per prima indipendente? L'Insubria?

    PS: Scusate l'off-topic, ma è troppo bella, l'ho vista adesso:

    Lo sapevate che Sabato 9 e domenica 10 ottobre 2004, a Lacchiarella (MI), si è tenuto il primo Festival Celtico: "LACTARELLA CELTIC FESTIVAL" ?

    Leggere per credere
    ... LACTARELLA CELTIC FESTIVAL: mitico ...

    Scommetto che hanno in quel paesino anche un negozio di ottica che si chiama "Celtic Occhials", o roba del genere ...
    E Borghezio è pure europarlamentare....

  4. #4
    decolonizzare l'immaginario
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    Se fosse vero sarebbe fantastico, una catarsi, FUORI DA QUES'ITAGLIA DI MERDA SENZA SE E SENZA MA.

  5. #5
    Blut und Boden
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    Citazione Originariamente Scritto da Alex il Rosso Visualizza Messaggio
    E Borghezio è pure europarlamentare....
    Tony Negri non ti ricorda nulla?

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da Eridano Visualizza Messaggio
    Tony Negri non ti ricorda nulla?
    Anche lui ha tentato di incendiare degli immigrati?

  7. #7
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    Azzz..... nientepopodimenoche un saggio dello statista borghezio.

    Ma chi erano de gaulle, de gasperi, adenhauer, di fronte a una simile genio?

  8. #8
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    Toni Negri
    Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

    Antonio Negri (Padova, 1 agosto 1933), più conosciuto come Toni Negri, è un filosofo politico marxista italiano.

    Negri è universalmente noto per essere co-autore con Michael Hardt di Impero e per il suo lavoro sul pensiero di Spinoza. Nato a Padova divenne insegnante di filosofia politica presso l'università della sua città. Fu tra i fondatori di Potere Operaio nel 1969 e quindi uno dei leader di Autonomia Operaia. Accusato nel 1979 di essere la mente occulta dietro al rapimento e all'assassinio di Aldo Moro, avvenuto nel 1978, Negri fu successivamente scagionato da ogni accusa di legame con le Brigate Rosse che avevano realizzato il sequestro. Egli fu tuttavia condannato a una lunga pena detentiva in una controversa vicenda giudiziaria per "associazione sovversiva contro lo Stato". Negri scelse l'esilio in Francia e insegnò all'Università di Paris-VIII e al Collegio Internazionale di Filosofia assieme a Jacques Derrida, Michel Foucault e Gilles Deleuze. Nel 1997è rientrato volontariamente in Italia per finire di scontare la sua pena. Attualmente vive a Venezia.

    Biografia
    Perse il padre (fondatore del partito comunista di Padova) nel giugno del 1938, giustiziato a Venezia dai fascisti, e il fratello nell'inverno del 1943 nella regione dell'Isonzo, giustiziato dai partigiani delle Brigate Garibaldi a causa del suo passaggio al battaglione Mussolini della Repubblica Sociale Italiana: quest'episodio ebbe gravi ripercussioni sulla famiglia e forse su Negri stesso.

    Toni Negri, già in gioventù, fu sempre elogiato dagli insegnanti per il suo rendimento e per la sua precocità. Dopo la maturità si iscrisse alla facoltà di filosofia dell'Università di Padova, inserito negli ambienti della goliardia; diresse fra l'altro il giornale universitario Bò, dal nome del palazzo dell'ateneo. Incontrò la politica per la prima volta in parrocchia: grazie ad Antonio Sartorato entrò nella Gioventù Italiana Azione Cattolica (GIAC). Negri divenne dirigente dell'Azione Cattolica, di cui facevano parte anche Vincenzo Scotti e Gianni Vattimo. Grazie al suo iperattivismo, ottenne in quel periodo il plauso dell'allora giovane deputato veneto Mariano Rumor.

    Dopo aver abbandonato la carica di delegato, Negri entrò nella DC con Luigi Carraro. Subito dopo attraversò un periodo di forte crisi personale, così si trasferì in Sicilia a lavorare con il sociologo Danilo Dolci, dopodiché mise fine all'esperienza per laurearsi.

    Nel 1955 discusse la sua tesi di laurea con Umberto Padovani, docente di filosofia morale. Successivamente il rettore lo nominò suo assistente. Toni Negri era in quel periodo sostenuto dal filosofo socialista Norberto Bobbio.

    Nel 1958 entrò nel Partito Socialista Italiano, per il quale il 6 novembre 1960 fu eletto consigliere comunale. In questo periodo Negri maturò una sistematica critica alla politica del Partito Comunista Italiano, e la scelta socialista gli permise di fare carriera nel mondo politico italiano. Iniziò a lavorare con Raniero Panzieri, uno degli uomini più influenti del PSI, sulla rivista marxista Quaderni Rossi; in seguito scrisse sul quindicinale socialista Progresso Veneto e diventò azionista della Marsilio Editore, il cui proprietario era Cesare De Michelis, fratello del più noto Gianni, amico di Paola Meo (ex-moglie di Negri). In quel mondo laico e trasversale strinse amicizia con Marco Pannella, all'epoca giornalista de Il Giorno, con cui Negri ha sostenuto di avere una sorta di generazionale fratellanza.

    Toni Negri fondò anche un proprio giornale con Mario Tronti, dopo la parentesi dei Quaderni Rossi di Panzieri: Classe Operaia, che per un certo periodo fu stampato anche nella tipografia di De Michelis, per poi chiudersi nel 1966. Nel 1964 si impegnò maggiormente in campo universitario, scrivendo saggi come Stato e diritto nel giovane Hegel e Dell'analisi dello Stato francese nel Cinquecento, e sviluppò dibattiti con Tronti, Arquati e l'allora ventenne Massimo Cacciari (oggi nella Margherita). Nel 1967 ottenne la cattedra di dottrina dello Stato presso l'Università di Padova.

    Con l'esplodere delle lotte operaie e studentesche si dedicò di nuovo alla politica. Con Massimo Cacciari e Alberto Asor Rosa Negri fondò il gruppo Contropiano, che tuttavia si sfaldò dopo poco. Poi incontrò un gruppo di studenti (tra cui Oreste Scalzone e Franco Piperno) con i quali diede vita all'organizzazione Potere Operaio, di cui fu il teorico e lo stratega. Anni dopo, nel 1998, sul giornale Il manifesto, Negri definì Potere Operaio una specie di massoneria mozartiana. Già nel 1975 il gruppo si frantumò, per poi sciogliersi in gran parte nell'area dell'Autonomia Operaia.

    Verso il 1977 Negri scrisse il saggio Cartesio, Proletari e Stato, ma più importante fu Il dominio e il sabotaggio, elaborato proprio per il movimento del '77 e l'Autonomia, contenente tesi sullo spontaneismo della rivolta e della violenza operaia.


    Le vicende giudiziarie ed il periodo francese
    Il 7 aprile 1979 fu arrestato con varie accuse, tra le quali quella di essere l'ideologo delle Brigate Rosse e dell'omicidio di Aldo Moro. Quasi tutte le accuse, inclusa quelle relative a 17 omicidi, vennero a cadere (per mancanza di prove) durante i mesi dell'arresto.

    Nel 1983, mentre era ancora in prigione in attesa di prove, Toni Negri accettò la proposta di Marco Pannella di candidarsi alla Camera (nelle circoscrizioni di Roma, Milano e Napoli, anche se non come capolista) per il Partito Radicale. Pannella desiderava una candidatura critica, e sostenne che Negri fosse vittima di leggi repressive imposte dai vertici del PCI. D'altro canto Negri promise di lottare per la liberazione dei detenuti arrestati a causa delle "leggi speciali". La allora moglie di Negri, Paola, si era fra l'altro iscritta al PR.

    Assunta la carica di deputato fu scarcerato, ma il 27 settembre il Parlamento concesse l'autorizzazione all'arresto: l'astensione dei radicali, contrari per principio alle votazioni, ebbe un peso determinante sull'esito della votazione; dietro proposta el PCI, si votò anche sulla sospensiva, che fu respinta per pochi voti.

    Nel frattempo però Negri scappò in Francia grazie all'aiuto di Donatella Ratti (da cui ebbe una figlia, Nina) e di Nanni Balestrini, con l'impegno di rientrare in Italia dopo un giro di conferenze nelle capitali europee, affrontandoun processo di estradizione a Parigi e poi rientrando per farsi arrestare e suscitare un "caso"; si sarebbe candidato di nuovo con il PR alle elezioni europee.

    Una volta a Parigi però Negri cambiò idea, suscitando le ire di Pannella che, dopo aver atteso per settimane il suo rientro in Italia, gli scrisse una lettera aperta su Il Corriere della Sera in cui lo accusò di aver disatteso il proposito di lottare per la liberazione dei "compagni" ancora in carcere.

    In Francia Negri rimase per ben 14 anni, come scrittore e insegnante, avvalendosi della riluttanza francese a concedere l'estradizione per reati politici e d'opinione. Insegnò all'Università di Parigi (Saint Denis) ed al Collegio Internazionale di Filosofia, fondato da Jacques Derrida. Nel 1990 fondò con Jean-Marie Vincent e Denis Berger la rivista Futur Antérieur, che cessò le pubblicazioni nel 1998. Anche se non potè impegnarsi in attività politiche per via dello specifico divieto che la legislazione francese impone agli esiliati politici, durante la permanenza francese, Negri scrisse numerosi testi politici; grazie alla sua produzione filosofica, nel 2005, Le Nouvel Observateur lo inserì tra i venticinque "grandi pensatori del mondo intero", unico italiano assieme a Giorgio Agamben.

    Venne condannato per i crimini di associazione a delinquere e insurrezione contro lo Stato e nel 1984 fu condannato a trent'anni di carcere. Nel 1986 gli vennero attribuite pene supplementari per responsabilità morale in atti di violenza fra attivisti e polizia degli anni '60 e '70. Il suo caso ha attirato l'attenzione di Amnesty International, riguardo alle irregolarità di procedura legale d'accusa e della manipolazione della vicenda. La pena fu ridotta, in appello, a 17 anni di reclusione; nel 1997 Negri rientrò volontariamente in Italia per finire di scontarla, anche pensando di promuovere la sensibilizzazione nei confronti delle centinaia di esiliati e di prigionieri politici (tra cui Adriano Sofri, ex-leader di Lotta Continua) detenuti per fatti avvenuti durante gli "anni di piombo".

    Finì di scontare la pena, (sotto forma di carcere domiciliare nella sua casa di Trastevere) nella primavera del 2003: sto riprendendo il mio lavoro politico - disse, e - con il mio ritorno, vorrei dare una spinta alla generazione che è stata emarginata dalle leggi anti-terrorismo degli anni 70 in modo che ancora partecipi alla vita pubblica e democratica.


    L'Impero
    Il suo libro più famoso oggi è Impero, scritto con Michael Hardt e uscito negli USA nel 2000, e poi integrato nel 2006 da un nuovo saggio, Movimenti nell'impero. Passaggi e paesaggi. Definito da taluni il nuovo "libretto rosso" di alcune aree no-global, in particolare quelle vicine ai Disobbedienti italiani, questo testo ha suscitato un grande dibattito ideologico e ispirato numerose recensioni su molti giornali italiani, dal Corriere al Manifesto a L'Espresso, e anche su quelli esteri, come il New York Times e Le Monde che hanno catalogato Negri tra i più importanti pensatori del nuovo millenio.

    Nel libro, gli autori delineano lo svilupparsi di nuova forma di sovranità globale, derivante dalla crisi della sovranità degli stati-nazione moderni, e che chiamano, appunto, Impero, sottolineandone la differenza con l'imperialismo visto come una delle fasi storiche dello sviluppo e del passaggio della sovranità degli stati-nazione al "nuovo ordine globale". L'Impero è l'entità sovranazionale caratterizzata e fondata su uno stato di perenne crisi, in cui i conflitti interni sono regolati dall'attività di repressione poliziesca. Solo la "moltitudine" (il proletariato non coincide più con la sola classe operaia, ma si estende a tutte le fasce sociali soggette alle forze dominanti dell'Impero e della nuova "produzione bio-politica"), con cui glli autori indicano gli abitanti dell'Impero sottoposti alle forze dominanti (organizzate in una forma costituzionale globale piramidale, formata da matrici e strati di cui fanno parte gli Stati uniti, stati-nazione appartenenti al G8, ai club di Parigi, Davos, Londra, le multinazionali, altri stati-nazione, [[ONG]), sarebbe in grado, in quanto "globale" al pari delle forze agenti nell'Impero, di abbatterlo.

    Un curioso giudizio sul libro è stato espresso dal senatore a vita Francesco Cossiga, vecchio amico di Negri dai tempi dell' Azione Cattolica, che ha ricevuto dall'autore una copia del libro: Hanno scritto che è la teoria degli antiglobal, ma non è vero. Intanto Negri riconosce alla globalizzazione dei meriti, soprattutto quello di aver portato al superamento degli Stati nazionali. E poi, a differenza degli antiglobal, Negri non crede che gli Stati Uniti siano il centro dell´impero, e nel suo testo non c´è traccia di pauperismo.


    Vicende recenti
    A proposito delle indagini sulla sua persona, nel 2003, nella trasmissione di LA7 L'infedele, riferì che quando era a Parigi l'allora Presidente del Consiglio e segretario del PSI gli fece sapere che i servizi stavano architettando qualcosa su di me, consigliandomi di essere cauto. Per questo ancora gli sono grato. Nella stessa trasmissione solidarizzò con l'"avversario politico", accusando la magistratura italiana di aver ordito un "complotto" contro il PSI, allo stesso modo in cui lo avrebbe fatto negli anni '70 con l'Autonomia Operaia.

    Nel 2005 espresse il suo assenso nei confronti della Costituzione Europea posta in quel momento al vaglio dell'elettorato Francese. Questo scatenò un'accesa polemica, nella quale Negri venne accusato di un cedimento rispetto alle sue aspirazioni rivoluzionarie e di essere diventato "liberal-realista". Toni replicò autodefinendosi un "rivoluzionario-realista".

    Il suo ultimo libro, intitolato Goodbye Mr Socialism, partendo dal 1989 analizza lo stato di salute e il destino delle sinistre oggi. Il volume è stato presentato a dicembre 2006 nella sua Università, quella di Padova, da Toni Negri stesso, e due relatori: Adone Brandalise, professore di Letteratura, e Sandro Chignola, professore di Filosofia politica.

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da Eridano Visualizza Messaggio
    Toni Negri
    Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

    Antonio Negri (Padova, 1 agosto 1933), più conosciuto come Toni Negri, è un filosofo politico marxista italiano.

    Negri è universalmente noto per essere co-autore con Michael Hardt di Impero e per il suo lavoro sul pensiero di Spinoza. Nato a Padova divenne insegnante di filosofia politica presso l'università della sua città. Fu tra i fondatori di Potere Operaio nel 1969 e quindi uno dei leader di Autonomia Operaia. Accusato nel 1979 di essere la mente occulta dietro al rapimento e all'assassinio di Aldo Moro, avvenuto nel 1978, Negri fu successivamente scagionato da ogni accusa di legame con le Brigate Rosse che avevano realizzato il sequestro. Egli fu tuttavia condannato a una lunga pena detentiva in una controversa vicenda giudiziaria per "associazione sovversiva contro lo Stato". Negri scelse l'esilio in Francia e insegnò all'Università di Paris-VIII e al Collegio Internazionale di Filosofia assieme a Jacques Derrida, Michel Foucault e Gilles Deleuze. Nel 1997è rientrato volontariamente in Italia per finire di scontare la sua pena. Attualmente vive a Venezia.

    Biografia
    Perse il padre (fondatore del partito comunista di Padova) nel giugno del 1938, giustiziato a Venezia dai fascisti, e il fratello nell'inverno del 1943 nella regione dell'Isonzo, giustiziato dai partigiani delle Brigate Garibaldi a causa del suo passaggio al battaglione Mussolini della Repubblica Sociale Italiana: quest'episodio ebbe gravi ripercussioni sulla famiglia e forse su Negri stesso.

    Toni Negri, già in gioventù, fu sempre elogiato dagli insegnanti per il suo rendimento e per la sua precocità. Dopo la maturità si iscrisse alla facoltà di filosofia dell'Università di Padova, inserito negli ambienti della goliardia; diresse fra l'altro il giornale universitario Bò, dal nome del palazzo dell'ateneo. Incontrò la politica per la prima volta in parrocchia: grazie ad Antonio Sartorato entrò nella Gioventù Italiana Azione Cattolica (GIAC). Negri divenne dirigente dell'Azione Cattolica, di cui facevano parte anche Vincenzo Scotti e Gianni Vattimo. Grazie al suo iperattivismo, ottenne in quel periodo il plauso dell'allora giovane deputato veneto Mariano Rumor.

    Dopo aver abbandonato la carica di delegato, Negri entrò nella DC con Luigi Carraro. Subito dopo attraversò un periodo di forte crisi personale, così si trasferì in Sicilia a lavorare con il sociologo Danilo Dolci, dopodiché mise fine all'esperienza per laurearsi.

    Nel 1955 discusse la sua tesi di laurea con Umberto Padovani, docente di filosofia morale. Successivamente il rettore lo nominò suo assistente. Toni Negri era in quel periodo sostenuto dal filosofo socialista Norberto Bobbio.

    Nel 1958 entrò nel Partito Socialista Italiano, per il quale il 6 novembre 1960 fu eletto consigliere comunale. In questo periodo Negri maturò una sistematica critica alla politica del Partito Comunista Italiano, e la scelta socialista gli permise di fare carriera nel mondo politico italiano. Iniziò a lavorare con Raniero Panzieri, uno degli uomini più influenti del PSI, sulla rivista marxista Quaderni Rossi; in seguito scrisse sul quindicinale socialista Progresso Veneto e diventò azionista della Marsilio Editore, il cui proprietario era Cesare De Michelis, fratello del più noto Gianni, amico di Paola Meo (ex-moglie di Negri). In quel mondo laico e trasversale strinse amicizia con Marco Pannella, all'epoca giornalista de Il Giorno, con cui Negri ha sostenuto di avere una sorta di generazionale fratellanza.

    Toni Negri fondò anche un proprio giornale con Mario Tronti, dopo la parentesi dei Quaderni Rossi di Panzieri: Classe Operaia, che per un certo periodo fu stampato anche nella tipografia di De Michelis, per poi chiudersi nel 1966. Nel 1964 si impegnò maggiormente in campo universitario, scrivendo saggi come Stato e diritto nel giovane Hegel e Dell'analisi dello Stato francese nel Cinquecento, e sviluppò dibattiti con Tronti, Arquati e l'allora ventenne Massimo Cacciari (oggi nella Margherita). Nel 1967 ottenne la cattedra di dottrina dello Stato presso l'Università di Padova.

    Con l'esplodere delle lotte operaie e studentesche si dedicò di nuovo alla politica. Con Massimo Cacciari e Alberto Asor Rosa Negri fondò il gruppo Contropiano, che tuttavia si sfaldò dopo poco. Poi incontrò un gruppo di studenti (tra cui Oreste Scalzone e Franco Piperno) con i quali diede vita all'organizzazione Potere Operaio, di cui fu il teorico e lo stratega. Anni dopo, nel 1998, sul giornale Il manifesto, Negri definì Potere Operaio una specie di massoneria mozartiana. Già nel 1975 il gruppo si frantumò, per poi sciogliersi in gran parte nell'area dell'Autonomia Operaia.

    Verso il 1977 Negri scrisse il saggio Cartesio, Proletari e Stato, ma più importante fu Il dominio e il sabotaggio, elaborato proprio per il movimento del '77 e l'Autonomia, contenente tesi sullo spontaneismo della rivolta e della violenza operaia.


    Le vicende giudiziarie ed il periodo francese
    Il 7 aprile 1979 fu arrestato con varie accuse, tra le quali quella di essere l'ideologo delle Brigate Rosse e dell'omicidio di Aldo Moro. Quasi tutte le accuse, inclusa quelle relative a 17 omicidi, vennero a cadere (per mancanza di prove) durante i mesi dell'arresto.

    Nel 1983, mentre era ancora in prigione in attesa di prove, Toni Negri accettò la proposta di Marco Pannella di candidarsi alla Camera (nelle circoscrizioni di Roma, Milano e Napoli, anche se non come capolista) per il Partito Radicale. Pannella desiderava una candidatura critica, e sostenne che Negri fosse vittima di leggi repressive imposte dai vertici del PCI. D'altro canto Negri promise di lottare per la liberazione dei detenuti arrestati a causa delle "leggi speciali". La allora moglie di Negri, Paola, si era fra l'altro iscritta al PR.

    Assunta la carica di deputato fu scarcerato, ma il 27 settembre il Parlamento concesse l'autorizzazione all'arresto: l'astensione dei radicali, contrari per principio alle votazioni, ebbe un peso determinante sull'esito della votazione; dietro proposta el PCI, si votò anche sulla sospensiva, che fu respinta per pochi voti.

    Nel frattempo però Negri scappò in Francia grazie all'aiuto di Donatella Ratti (da cui ebbe una figlia, Nina) e di Nanni Balestrini, con l'impegno di rientrare in Italia dopo un giro di conferenze nelle capitali europee, affrontandoun processo di estradizione a Parigi e poi rientrando per farsi arrestare e suscitare un "caso"; si sarebbe candidato di nuovo con il PR alle elezioni europee.

    Una volta a Parigi però Negri cambiò idea, suscitando le ire di Pannella che, dopo aver atteso per settimane il suo rientro in Italia, gli scrisse una lettera aperta su Il Corriere della Sera in cui lo accusò di aver disatteso il proposito di lottare per la liberazione dei "compagni" ancora in carcere.

    In Francia Negri rimase per ben 14 anni, come scrittore e insegnante, avvalendosi della riluttanza francese a concedere l'estradizione per reati politici e d'opinione. Insegnò all'Università di Parigi (Saint Denis) ed al Collegio Internazionale di Filosofia, fondato da Jacques Derrida. Nel 1990 fondò con Jean-Marie Vincent e Denis Berger la rivista Futur Antérieur, che cessò le pubblicazioni nel 1998. Anche se non potè impegnarsi in attività politiche per via dello specifico divieto che la legislazione francese impone agli esiliati politici, durante la permanenza francese, Negri scrisse numerosi testi politici; grazie alla sua produzione filosofica, nel 2005, Le Nouvel Observateur lo inserì tra i venticinque "grandi pensatori del mondo intero", unico italiano assieme a Giorgio Agamben.

    Venne condannato per i crimini di associazione a delinquere e insurrezione contro lo Stato e nel 1984 fu condannato a trent'anni di carcere. Nel 1986 gli vennero attribuite pene supplementari per responsabilità morale in atti di violenza fra attivisti e polizia degli anni '60 e '70. Il suo caso ha attirato l'attenzione di Amnesty International, riguardo alle irregolarità di procedura legale d'accusa e della manipolazione della vicenda. La pena fu ridotta, in appello, a 17 anni di reclusione; nel 1997 Negri rientrò volontariamente in Italia per finire di scontarla, anche pensando di promuovere la sensibilizzazione nei confronti delle centinaia di esiliati e di prigionieri politici (tra cui Adriano Sofri, ex-leader di Lotta Continua) detenuti per fatti avvenuti durante gli "anni di piombo".

    Finì di scontare la pena, (sotto forma di carcere domiciliare nella sua casa di Trastevere) nella primavera del 2003: sto riprendendo il mio lavoro politico - disse, e - con il mio ritorno, vorrei dare una spinta alla generazione che è stata emarginata dalle leggi anti-terrorismo degli anni 70 in modo che ancora partecipi alla vita pubblica e democratica.


    L'Impero
    Il suo libro più famoso oggi è Impero, scritto con Michael Hardt e uscito negli USA nel 2000, e poi integrato nel 2006 da un nuovo saggio, Movimenti nell'impero. Passaggi e paesaggi. Definito da taluni il nuovo "libretto rosso" di alcune aree no-global, in particolare quelle vicine ai Disobbedienti italiani, questo testo ha suscitato un grande dibattito ideologico e ispirato numerose recensioni su molti giornali italiani, dal Corriere al Manifesto a L'Espresso, e anche su quelli esteri, come il New York Times e Le Monde che hanno catalogato Negri tra i più importanti pensatori del nuovo millenio.

    Nel libro, gli autori delineano lo svilupparsi di nuova forma di sovranità globale, derivante dalla crisi della sovranità degli stati-nazione moderni, e che chiamano, appunto, Impero, sottolineandone la differenza con l'imperialismo visto come una delle fasi storiche dello sviluppo e del passaggio della sovranità degli stati-nazione al "nuovo ordine globale". L'Impero è l'entità sovranazionale caratterizzata e fondata su uno stato di perenne crisi, in cui i conflitti interni sono regolati dall'attività di repressione poliziesca. Solo la "moltitudine" (il proletariato non coincide più con la sola classe operaia, ma si estende a tutte le fasce sociali soggette alle forze dominanti dell'Impero e della nuova "produzione bio-politica"), con cui glli autori indicano gli abitanti dell'Impero sottoposti alle forze dominanti (organizzate in una forma costituzionale globale piramidale, formata da matrici e strati di cui fanno parte gli Stati uniti, stati-nazione appartenenti al G8, ai club di Parigi, Davos, Londra, le multinazionali, altri stati-nazione, [[ONG]), sarebbe in grado, in quanto "globale" al pari delle forze agenti nell'Impero, di abbatterlo.

    Un curioso giudizio sul libro è stato espresso dal senatore a vita Francesco Cossiga, vecchio amico di Negri dai tempi dell' Azione Cattolica, che ha ricevuto dall'autore una copia del libro: Hanno scritto che è la teoria degli antiglobal, ma non è vero. Intanto Negri riconosce alla globalizzazione dei meriti, soprattutto quello di aver portato al superamento degli Stati nazionali. E poi, a differenza degli antiglobal, Negri non crede che gli Stati Uniti siano il centro dell´impero, e nel suo testo non c´è traccia di pauperismo.


    Vicende recenti
    A proposito delle indagini sulla sua persona, nel 2003, nella trasmissione di LA7 L'infedele, riferì che quando era a Parigi l'allora Presidente del Consiglio e segretario del PSI gli fece sapere che i servizi stavano architettando qualcosa su di me, consigliandomi di essere cauto. Per questo ancora gli sono grato. Nella stessa trasmissione solidarizzò con l'"avversario politico", accusando la magistratura italiana di aver ordito un "complotto" contro il PSI, allo stesso modo in cui lo avrebbe fatto negli anni '70 con l'Autonomia Operaia.

    Nel 2005 espresse il suo assenso nei confronti della Costituzione Europea posta in quel momento al vaglio dell'elettorato Francese. Questo scatenò un'accesa polemica, nella quale Negri venne accusato di un cedimento rispetto alle sue aspirazioni rivoluzionarie e di essere diventato "liberal-realista". Toni replicò autodefinendosi un "rivoluzionario-realista".

    Il suo ultimo libro, intitolato Goodbye Mr Socialism, partendo dal 1989 analizza lo stato di salute e il destino delle sinistre oggi. Il volume è stato presentato a dicembre 2006 nella sua Università, quella di Padova, da Toni Negri stesso, e due relatori: Adone Brandalise, professore di Letteratura, e Sandro Chignola, professore di Filosofia politica.
    E questo è il curriculum dell'intellettuale Borghezio...

    Mario Borghezio
    Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

    Mario Borghezio

    Mario Borghezio (Torino, 3 dicembre 1947) è un avvocato e uomo politico italiano.

    Laureato in giurisprudenza, esponente della Lega Nord, è stato consigliere comunale di Torino, deputato alla Camera dal 1992 al 2004, sottosegretario alla Giustizia nel 1994 durante il primo governo Berlusconi.

    E' stato anche Presidente del Governo della Padania dal 1999 al 2004.

    Prima di militare nella Lega Nord ha avuto esperienze sia nel movimento monarchico che negli ambienti dell'estrema destra extraparlamentare. Ha affermato di avere militato da giovane nel movimento Giovane Europa (un movimento estremista rivale di Ordine Nuovo, il cui leader era Jean Thiriart). Ha partecipato in tempi recenti ad alcuni convegni internazionali dell'estrema destra.

    È tra i politici e i parlamentari italiani più discussi. Nel 1993 è stato condannato a pagare una multa di 750.000 lire perché ritenuto responsabile di aver picchiato un bambino marocchino. Il 19 ottobre 2005 è stato condannato in via definitiva a 5 mesi di carcere perché ritenuto responsabile dell'incendio appiccato ai pagliericci di alcuni immigrati che dormivano sotto un ponte a Torino nel 2000.

    Tra le sue "azioni" anche un'incursione su un treno fermo in stazione, durante la quale, con il sostegno di alcuni volontari leghisti, ha spruzzato disinfettante sulle poltrone dove erano sedute delle donne extracomunitarie.

    Attualmente è deputato del Parlamento europeo, eletto nel 2004 per la lista della Lega Nord nella circoscrizione nord-ovest, ricevendo 35 mila preferenze.

    Non è più iscritto, così come gli altri parlamentari della Lega, al gruppo euroscettico nazionalista Indipendenza e Democrazia e, dal 27 aprile 2006 siede tra i membri non iscritti. Nel marzo 2006, infatti "Indipendenza e Democrazia" aveva espulso temporaneamente i parlamentari della Lega per divergenze sulla gestione dei fondi del gruppo e a causa delle provocazioni di Roberto Calderoli in seguito alla pubblicazione delle caricature di Maometto sul Jyllands-Posten che hanno portato alle sue stesse dimissioni dal governo.

    Borghezio è membro della Commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni; della Commissione per le petizioni; della Commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori; della Commissione per l'industria, la ricerca e l'energia; della Delegazione alla commissione parlamentare mista UE-Romania; della Delegazione all'Assemblea parlamentare paritetica ACP-UE.

    Durante un intervento del Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi al Parlamento Europeo si è reso protagonista, insieme ad altri parlamentari della Lega Nord, di una vivace contestazione contro l'introduzione dell'euro, da lui considerata colpevole dello stato di crisi dell'economia italiana. Per questo motivo è stato fatto allontanare dall'aula.

    La sera del 17 dicembre del 2005 balza alle cronache per un'aggressione subita in treno sulla tratta Torino-Milano per iniziativa di alcuni no-global e simpatizzanti dei centri sociali; Borghezio e i no-global avevano preso parte a due distinte manifestazione NO-TAV in Val di Susa. I carabinieri avevano sconsigliato in precedenza all'Onorevole Borghezio di salire su quel treno, considerandolo poco sicuro. A febbraio 2006 la situazione si ripete a Livorno, dove Borghezio stava tenendo un comizio organizzato dalla Lega Nord Toscana; fuori dalla sala civica si verifica un attacco congiunto di un centinaio di no-global e di frange estremiste degli ultrà livornesi respinto dalla forze dell'ordine. Un episodio molto simile si è verificato anche il 3 marzo successivo a Padova.MPE italiano Gruppo Lista di elezione Partito italiano Area Preferenze
    2001 - 2004

    2004 - in carica -

    IND/DEM, ora UEN Lega Nord

    Lega Nord Lega Nord

    Lega Nord Nord-Ovest

    Nord-Ovest 23.738

    35.867


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    Altri progetti
    Wikiquote contiene citazioni di o su Mario Borghezio

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    Filmografia
    Camicie Verdi. Bruciare il tricolore di Claudio Lazzaro; il documentario dedica un capitolo a Borghezio

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    Collegamenti esterni
    Scheda personale del deputato al Parlamento europeo
    Dichiarazione di interessi finanziari
    Articolo critico sui trascorsi giudiziari e politici di estrema destra di Borghezio
    Intervista a Borghezio, in cui riferisce di non essere stato membro di Ordine Nuovo

    Categorie: Biografie | Europarlamentari italiani | Politici della Lega Nord
    http://it.wikipedia.org/wiki/Mario_Borghezio

 

 

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