Rosso tenebra
Porre una netta linea di demarcazione alla propria sinistra. Va riconosciuto al Questore di Milano il modo esemplare col quale è stata condotta l'operazione delle forze dell'ordine che ha inflitto un duro colpo alle nuove Brigate Rosse. Un lavoro durato più di due anni, svolto con grande efficacia e solerzia, i cui risultati sono fondamentali per dimostrare la capacità dello Stato democratico di fronteggiare la minaccia della sovversione armata.
Vi è però, a fianco del successo dei corpi di polizia, un problema politico, per il quale ci pare di capire che non tutti prendano sul serio le nuove Br, quasi - come scrive su un quotidiano chi pure dovrebbe avere l'età per conoscere la storia del nostro Paese - che queste ultime stessero a quelle storiche come una farsa sta alla tragedia. Un giudizio che impressiona, perché nessuno nega l'appannamento del mito della rivoluzione proletaria, ma gli omicidi di Biagi e di D'Antona dovrebbero suggerire che almeno qualcuno, tale mito, non ha rinunciato a perseguirlo e ad alimentarlo. In questo caso c'era, fra altri obiettivi, ancora un giuslavorista nel mirino, Pietro Ichino, che come sappiamo, nel suo anticonformismo intellettuale, ha colpito molti tabù delle teorie marxisteggianti relative al mondo della produzione. In particolare, Ichino è stato un critico inesorabile delle posizioni - a suo giudizio più arretrate - della Cgil. E sette, od otto dei quindici arrestati, non si sa ancora con precisione, sono iscritti della Cgil.
Precedentemente un segretario della Cgil aveva indicato in Marco Biagi un nemico dei lavoratori. Nei confronti di Ichino l'attuale segreteria della Cgil si era limitata ad una nota di biasimo e ad un ricorso alla censura.
Pur essendo convinti che la Cgil sia un'organizzazione democratica, forse, con tutto il rispetto, qualche domanda quel sindacato farebbe bene a porsela. Il fatto che i terroristi intendano usarla come una copertura, come ha detto il segretario Epifani, pretenderà pure che ci si chieda perché scelgano proprio questa prestigiosa organizzazione.
L'ultima considerazione è volta al legame fra questi brigatisti ed il movimentismo delle iniziative no - global, anti - Tav, anti - base di Vicenza e quant'altro. Ognuno di noi fa bene a manifestare per quello che crede, ovvio. Ma delle organizzazioni politiche responsabili avrebbero il dovere di tracciare una linea di demarcazione netta e inequivocabile alla loro sinistra.
Sinceramente, questo non è stato ancora fatto e non sappiamo cosa ancora si attenda.
Roma, 13 febbraio 2007
tratto da http://www.nuvolarossa.org/modules/n...p?storyid=3401






