Rif: Dì una cosa di destra!
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Florian
Dipende da ciò che si intende per "conservatore". Se il conservatorismo è Cameron o Sarkozy, allora effettivamente mi pongo su una strada diversa. Ma se già per conservatorismo si intende il pensiero politico di uno Scruton o di un Langone, se per conservatorismo si intendono le posizioni tipiche della "moral majority" americana o della "maggioranza silenziosa" dell'Italia anni settanta... beh, direi che si tratta di conservatorismo e null'altro.
Che poi Forza Nuova e certo "fascistume" possano convenire su alcuni punti mi fa molto piacere, perchè non ho preclusioni a destra, tuttavia la nostra destra radicale è a mio avviso troppo soggetta ad influenze di varia natura per rappresentare davvero uno sbocco politico al conservatorismo culturale da me proposto. Mai dire mai comunque.
Ritieni che la "maggioranza silenziosa" dell'Italia degli anni 70 poavrebbe potuto condividere questo programma? Personalmente nutro profondi dubbi su tale eventualità.
La destra radicale italiana non può, e personalmente credo anche che non debba, rappresentare uno sbocco per il conservatorismo politico. Le posizioni che una volta si sarebbero definite nazional-rivoluzionarie dovrebbero rimanere in quell'ambito.
Secondo me, sarebbe una commistione infruttuosa quella tra destra radicale e conservatorismo (vabbè, io tra l'altro non condivido nemmeno l'identificazione tra conservatorismo e destra, ma è un problema mio). Lo capì il fascismo-regime, quando dovette metter in disparte il fascismo della prima ora. Passare da movimento rivoluzionario a governo conservatore.
Rif: Dì una cosa di destra!
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Antonio
Ritieni che la "maggioranza silenziosa" dell'Italia degli anni 70 poavrebbe potuto condividere questo programma? Personalmente nutro profondi dubbi su tale eventualità.
La destra radicale italiana non può, e personalmente credo anche che non debba, rappresentare uno sbocco per il conservatorismo politico. Le posizioni che una volta si sarebbero definite nazional-rivoluzionarie dovrebbero rimanere in quell'ambito.
Secondo me, sarebbe una commistione infruttuosa quella tra destra radicale e conservatorismo (vabbè, io tra l'altro non condivido nemmeno l'identificazione tra conservatorismo e destra, ma è un problema mio). Lo capì il fascismo-regime, quando dovette metter in disparte il fascismo della prima ora. Passare da movimento rivoluzionario a governo conservatore.
Confesso di trovare estremamente interessante ragionare con te, pur avendo opinioni diverse dalle tue.
Premetto che le opinioni da me espresse non si identificano necessariamente con il forum che modero, aperto ad ogni genere di conservatorismo. Dunque, se tu ritieni di essere un conservatore è questa la tua casa, a prescindere dalle mie (o di altri) posizioni politiche.
Detto questo, faccio due valutazioni su quest'ultimo tuo post:
1) Non capisco onestamente cosa c'entrino le istanze da me espresse col fascismo e soprattutto col fascismo-movimento e il suo successivo sbocco extraparlamentare nazional-rivoluzionario. Veramente penso di rappresentare il fronte opposto: quello di un conservatorismo (blandamente) autoritario, costretto a fare la voce grossa oggi in una situazione in cui praticamente tutti i sani valori della civiltà occidentale (validi fino a 20-30 anni fa) sono stati calpestati, irrisi e capovolti.
2) Il conservatorismo verso il quale tu propendi mi sembra aver a che fare più col cosiddetto moderatismo (i termini non sono sinonimi) della CDU tedesca e di parte del torysmo inglese. Posizioni rispettabili, come tutte, ma che non possono qualificarsi tout court conservatrici escludendo dal novero le forme più antiche (e a mio avviso più legittime) di conservatorismo. Che nasce a destra e lì è ancora rimasto pur avvicinandosi progressivamente al centro.
Rif: Dì una cosa di destra!
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Florian
Confesso di trovare estremamente interessante ragionare con te, pur avendo opinioni diverse dalle tue.
Premetto che le opinioni da me espresse non si identificano necessariamente con il forum che modero, aperto ad ogni genere di conservatorismo. Dunque, se tu ritieni di essere un conservatore è questa la tua casa, a prescindere dalle mie (o di altri) posizioni politiche.
Detto questo, faccio due valutazioni su quest'ultimo tuo post:
1) Non capisco onestamente cosa c'entrino le istanze da me espresse col fascismo e soprattutto col fascismo-movimento e il suo successivo sbocco extraparlamentare nazional-rivoluzionario. Veramente penso di rappresentare il fronte opposto: quello di un conservatorismo (blandamente) autoritario, costretto a fare la voce grossa oggi in una situazione in cui praticamente tutti i sani valori della civiltà occidentale (validi fino a 20-30 anni fa) sono stati calpestati, irrisi e capovolti.
2) Il conservatorismo verso il quale tu propendi mi sembra aver a che fare più col cosiddetto moderatismo (i termini non sono sinonimi) della CDU tedesca e di parte del torysmo inglese. Posizioni rispettabili, come tutte, ma che non possono qualificarsi tout court conservatrici escludendo dal novero le forme più antiche (e a mio avviso più legittime) di conservatorismo. Che nasce a destra e lì è ancora rimasto pur avvicinandosi progressivamente al centro.
Ti ringrazio, e condivido il medesimo interesse e piacere nel dialogare con te.
Più che un conservatore, io sono interessato al conservatorismo. Le letture di Evola, di Gentile, di Croce, di Montanelli hanno sostituito quelle giovanili di Marx, Engles, Lenin, Hitler. Ho sempre votato centrosinistra, ma ormai non mi faccio più illusioni. Non voto da due anni. E anche quest'anno non voterò. Di Berlusconi, inoltre, ho una pessima opinione.
1) Io sono tra coloro che accolgono e fanno propria l'analisi di De Felice, il quale storicizzò al massimo il Fascismo. Per questo, io intendo il Fascismo come un progetto politico durato 20 anni e finito nel 1945. Non sono tra coloro che, viceversa, prospettano una continuità con l'Idea Fascista: per me esiste l'Idea di Stato, di cui il fascismo è stata una delle tante incarnazioni. Non l'unica. Neanche la migliore.
Il tuo programma politico, quindi, non è "fascista". In quel programma, però, noto un rinverdire degli echi del programma di Verona, ovviamente attualizzato e contestualizzato nella realtà contemporanea. Sarà probabilmente un mio errore di valutazione, ma il tuo programma mi sembra più "rivoluzionario" che "reazionario". Più vicino al fascismo di Farinacci, per intenderci.
2) Personalmente, non mi ritengo un moderato, anzi... Gianfranco Miglio mi definirebbe "un giacobino di destra". Oppure, per usare termini più vicini, un conservatore di sinistra. Per dirla con Evola, sono un "ghibellino", non un guelfo.
Al di là degli esercizi linguistici e delle definizioni etimologiche, che lasciano il tempo che trovano, sono tra gli estimatori di Sarkosy e Merkel, ma anche di Blair e Cameron. Sono curioso di vedere cosa faranno Fini e Obama, Putin e i repubblicani usa.
Tornando indietro nella storia, mi affascinano figure politiche come Churchill e Roosvelt, mentre non amo i dittatori sfacciati come Hitler e Stalin.
Infine, sono ammalato di dietrologia...:D
Rif: Dì una cosa di destra!
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Originariamente Scritto da
Antonio
Ti ringrazio, e condivido il medesimo interesse e piacere nel dialogare con te.
Più che un conservatore, io sono interessato al conservatorismo. Le letture di Evola, di Gentile, di Croce, di Montanelli hanno sostituito quelle giovanili di Marx, Engles, Lenin, Hitler. Ho sempre votato centrosinistra, ma ormai non mi faccio più illusioni. Non voto da due anni. E anche quest'anno non voterò. Di Berlusconi, inoltre, ho una pessima opinione.
Io sono stato di estrema sinistra fino ai 22-23 anni. Poi è iniziato il mio approdo a destra in contrasto con tutto ciò che professavo prima. :sofico:
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1) Io sono tra coloro che accolgono e fanno propria l'analisi di De Felice, il quale storicizzò al massimo il Fascismo. Per questo, io intendo il Fascismo come un progetto politico durato 20 anni e finito nel 1945. Non sono tra coloro che, viceversa, prospettano una continuità con l'Idea Fascista:
Concordo. Anche per me il Fascismo più che una coerente ideologia ha rappresentato un pezzo di storia italiana.
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Il tuo programma politico, quindi, non è "fascista".
Ovvio che non lo è. Semmai si può tracciare un parallelo ideale con il ruolo assunto da un Franco o un Salazar. Ma se è per questo potrei citare anche un Joseph McCarthy.
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In quel programma, però, noto un rinverdire degli echi del programma di Verona, ovviamente attualizzato e contestualizzato nella realtà contemporanea. Sarà probabilmente un mio errore di valutazione, ma il tuo programma mi sembra più "rivoluzionario" che "reazionario". Più vicino al fascismo di Farinacci, per intenderci.
Qui francamente non riesco a seguirti. A meno che tu non intenda "rivoluzionario" e "reazionario" nel senso (improprio, però) di "radicalismo" e "moderazione".
Citazione:
2) Personalmente, non mi ritengo un moderato, anzi... Gianfranco Miglio mi definirebbe "un giacobino di destra". Oppure, per usare termini più vicini, un conservatore di sinistra. Per dirla con Evola, sono un "ghibellino", non un guelfo.
Dunque dovresti essere più di me vicino ai fascisti-movimentisti... Non ti pare? Io sono un conservatore di destra, guelfo, alla Rocco insomma...
Rif: Dì una cosa di destra!
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Originariamente Scritto da
Malandrina
Molto peggio del fascismo. La costituzione di uno stato teoratico, talebano, oscurantista, retrogrado e tutti gli aggettivi peggiori che ti possono venire in mente.
Basta togliere la parolina sottolineata ed il problema è risolto.
Rif: Dì una cosa di destra!
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Qui francamente non riesco a seguirti. A meno che tu non intenda "rivoluzionario" e "reazionario" nel senso (improprio, però) di "radicalismo" e "moderazione".
Non sono tra coloro che propugnano l'identità tra i termini "reazionario" e "moderato", anzi. Evola era un reazionario, ma di certo non era un moderato.
Credo che la distinzione fondamentale sia tra "voler cambiare l'Italia" oppure "contrastare gli attuali cambiamenti in Italia". Credo che la prima sia una posizione rivoluzionaria (in senso lato, mi rendo conto) e la seconda sia "reazionaria". Gli obiettivi possono anche essere simili, ma i presupposti e gli strumenti di lotta sono la vera discriminante.
Secondo me, ovviamente.
Citazione:
Dunque dovresti essere più di me vicino ai fascisti-movimentisti... Non ti pare? Io sono un conservatore di destra, guelfo, alla Rocco insomma...
Quanto "ghibellinismo" vedi in Forza Nuova, Fiamma Tricolore e compagnia???
E poi tu sei un conservatore di destra.... io al massimo sono un conservatore di sinistra... :D
Rif: Dì una cosa di destra!
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Originariamente Scritto da
eq...
Basta togliere la parolina sottolineata ed il problema è risolto.
Ma infatti la mia proposta politica prescinde dallo Stato, sia che sia considerato un mezzo o un intralcio per attuarla. L'importante è che si vada in una certa direzione, "come" è per me a questo punto secondario.
Rif: Dì una cosa di destra!
Beh, definire Farinacci un rivoluzionario e non un reazionario è un qualcosa di arbitrario. In effetti Farinacci rappresenta il Fascismo intransigente e 'squadrista' - quello che voleva la "seconda ondata" della Rivoluzione fascista - ma al tempo stesso è quello che ne 'Il Regime Fascista' dà spazio alle tesi reazionarie evoliane sulla negatività del progressismo e dei fondamenti del mondo moderno, ripubblica gli articoli della Civiltà Cattolica sull'anti-giudaismo teologico e sul ruolo sovversivo della massoneria, elogia la civiltà cattolica romana, afferma che non si può essere fascisti senza essere cattolici, ecc.
Farinacci credo che sia una figura emblematica su come il Fascismo sia stato rivoluzionario e reazionario al tempo stesso, senza per questo cadere in contraddizione.
Rif: Dì una cosa di destra!
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Originariamente Scritto da
Antonio
Non sono tra coloro che propugnano l'identità tra i termini "reazionario" e "moderato", anzi. Evola era un reazionario, ma di certo non era un moderato.
Ovviamente.
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Credo che la distinzione fondamentale sia tra "voler cambiare l'Italia" oppure "contrastare gli attuali cambiamenti in Italia". Credo che la prima sia una posizione rivoluzionaria (in senso lato, mi rendo conto) e la seconda sia "reazionaria". Gli obiettivi possono anche essere simili, ma i presupposti e gli strumenti di lotta sono la vera discriminante.
Questa parte del tuo ragionamento è interessante e mi permette di chiarire ancor meglio il mio pensiero. Per mentalità e attitudini io sarei sempre per "contrastare" anzichè "rivoluzionare". Ma ciò può accadere soltanto quando la battaglia è ancora in corso e non si è già persa forse definitivamente. Ad esempio negli anni settanta e ancora durante gli ottanta sarei stato propenso a "contrastare" l'avanzare del pensiero radicale di sinistra perchè la società era ancora in parte sana. Esistevano cioè dei coaguli di pensiero reazionario. Ma oggi? Che ne è di tutto ciò? Quando una compagine di centrodestra (sic) al governo difende e rilancia addirittura le battaglie che un tempo portavano (quasi in solitudine) i pannelliani... quando un missino come La Russa fa accomodare i gays nelle forze armate... quando il femminismo è di casa nel PDL... quando la stessa Chiesa va contro se stessa... mi chiedo se sia possibile in definitiva ancora "contrastare" e non "rivoluzionare"...
Vedi, il mio interesse per la realtà USA sta nel fatto che quella è ancora parzialmente una società sana, in cui forze conservatrici sono legittimate a conservare qualcosa di cui vanno legittimamente fiere. Negli USA esistono Stati come New York e la California, moderne Babilonie, ma anche stati ancora in parte tradizionalisti come l'Alabama, il Tennessee o la Virginia. E allora lì puoi davvero conservare e frenare lo spirito della rivoluzione... Ma da noi, in Europa, in quest'Europa assoggettata al pensiero debole, al laicismo, al pacifismo, all'islamismo, in quest'Europa che interessa solo banchieri e tecnocrati per come è stata costruita... cosa conservi? Il pannellismo moderato di Fini?
Ecco perchè dissento completamente da un conservatore "liberale" come Sergio Romano. Per Romano l'unico metro con cui si giudica una politica conservatrice è l'efficienza economica. Per lui la differenza tra destra e sinistra, conservatorismo e progressismo, si misura col metro dell'economia liberale; viceversa nella cultura - sembrerebbe pensare - si è solo avanti o indietro. Romano non si pone il problema se gli abortisti, i gays e le femministe abbiano torto o ragione. Per lui semplicemente la società ha voltato pagina e bisogna prenderne atto. E ribadire le eterne leggi della conservazione (disuguaglianza naturale) nel nuovo contesto che si è culturalmente creato.
Diversamente, sono più d'accordo - come disse una volta Gasparri - che la differenza tra la destra e la sinistra riguardi la cultura. E che in economia si può essere avanti o indietro. L'esatto contrario di quello che pensa Romano.
Rif: Dì una cosa di destra!
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Originariamente Scritto da
Giò91
Beh, definire Farinacci un rivoluzionario e non un reazionario è un qualcosa di arbitrario. In effetti Farinacci rappresenta il Fascismo intransigente e 'squadrista' - quello che voleva la "seconda ondata" della Rivoluzione fascista - ma al tempo stesso è quello che ne 'Il Regime Fascista' dà spazio alle tesi reazionarie evoliane sulla negatività del progressismo e dei fondamenti del mondo moderno, ripubblica gli articoli della Civiltà Cattolica sull'anti-giudaismo teologico e sul ruolo sovversivo della massoneria, elogia la civiltà cattolica romana, afferma che non si può essere fascisti senza essere cattolici, ecc.
Farinacci credo che sia una figura emblematica su come il Fascismo sia stato rivoluzionario e reazionario al tempo stesso, senza per questo cadere in contraddizione.
Si, condivido in buona parte questo tuo ragionamento.