Nell’accettare questo prestigioso incarico offertomi dal Congresso della nostra Comunità non posso certo esimermi da esprimere alcune riflessioni e alcuni propositi che mi pongo nella mia nuova veste di Giudice della Corte Costituzionale di POL.
Innanzitutto penso che sia doveroso rendere pubblico il mio curriculum vitae, ovviamente liberi di crederci o no, nei limiti della privacy e della stretta necessità forumistica.
Ho 22 anni e vivo in provincia di Milano, ho conseguito un diploma di liceo Scientifico con valutazione di 76/100 e successivamente mi sono iscritto alla Facoltà di Scienze Storiche dell’Università degli Studi di Milano. Ora sono un (quasi) Dottore in Scienze Storiche, dato che devo ultimare gli ultimi esami, con una media superiore al 28,2.
Molti di voi potranno obiettare che uno storico non è la persona più adatta a ricoprire l’incarico di un Giudice Costituzionale, ma io mi permetto di obiettare portando alla mia causa 4 tesi:
1)Il percorso di studi in Storia comunque porta a spaziare nel campo di tutte le discipline Umanistiche. Non solo, data l’impostazione Braudeliana che viene data allo studio della Storia in questa Università, studiare Storia significa studiare tutti gli aspetti della vita umana, compreso quindi anche il pensiero giuridico.
2)Nel mio percorso di studi ho seguito molti esami di carattere filosofico-politico, che inevitabilmente vertevano su questioni giuridiche dei massimi sistemi, che sono le più adatte per svolgere il ruolo di Giudice Costituzionale. Inoltre amo leggere e informarmi su tutto, quindi ho letto molti articoli e testi che parlano dei diversi tipi di Diritto.
3)Il mio corso di studi e la mia indole mi hanno portato ad essere, per l’appunto, un Umanista. Per questo ritengo che una formazione Umanistica rispetto ad una Scientifica (che pure serbo come sostrato per i miei studi liceali) garantisca un elasticità mentale sufficiente a comprendere e a governare in fretta i meccanismi più reconditi del Diritto e della Legge.
4)Le competenze della Corte, che sono fondamentalmente di interpretazione delle Leggi (sia per giudicarne la validità o il loro significato o il conflitto che sorge sulle interpretazioni delle stesse), seppur richiedono una formazione intellettuale di fondo (che il sottoscritto si arroga di avere) dipendono molto dall’intelligenza e dalla capacità di ragionamento di ogni singolo giudice.
In seconda istanza, dopo aver brevemente esposto il mio curriculum, ritengo doveroso esporre come interpreterò il ruolo di Giudice Costituzionale.
Noi tutti sappiamo che l’oggettività non è di questo mondo. Nessuno può essprimere giudizi liberi completamente dal proprio pensiero. Come ci dice Vilfrido Pareto, l’uomo non è un animale razionale ma un animale ideologico. Tutte le azioni umane, comprese le sentenze di una Corte, per quanto possano sembrare razionali non sono altro che azioni non-logiche coperte dall’Ideologia dei suoi estensori.
In questo caso la mia esperienza di storico mi viene in aiuto. Uno storico deve essere oggettivo e obiettivo il più posssibile quando enumera i fatti storici. Ma uno storico non si può limitare a questo, dato che il compito di uno storico è interpretare e collegare i fatti storici, inevitabilmente usando la sua Ideologia.
Ciò nonostante noi possiamo distinguere i libri di Storia genuini da romanzi o teorie strampalate, dato che i primi si distinguono per rigore nell’osservazione dei fatti e razionalizzazione dei nessi causali fra gli stessi, dai quali deriva un interpretazione dei fatti stessi dove l’Ideologia dell’autore non è preponderante.
Ecco, io come Giudice della Corte Costituzionale vi prometto un osservazione dei fatti rigorosa, un solido ragionamento razionale su tutte le implicazioni di quel fatto e un interpretazione, e quindi un giudizio, il più possibile conseguente alle mie elocubrazioni razionali, tenendo la componente Ideologica il più limitata possibile.
Ed è per questo che in terza istanza, dopo aver specificato il mio curriculum e il mio modus operandi, è necessario che io vi esplichi qual’è la mia Ideologia, giacchè come tutti voi sono un Essere Umano e non un robot o un essere Metafisico.
Non è necessario che vi tedi esponendovi tutto il mio pensiero Ideologico, giacchè delle mie preferenze sullo Stato Sociale o sul Federalismo poco potrebbe importare.
E’ necessario solo che vi elenchi quali valori e principi io credo debbano essere i Pilastri di una Società Libera e sorretta da una Costituzione, che sono chiamato a difendere in qualità di Giudice.
Il Principio Fondamentale che mi guiderà sarà la tutela e la strenua difesa del Principio di Libertà, giacchè ritengo la Libertà il valore fondamentale di ogni società che si definisca civile. Pertanto non esiterò a respingere e ad oppormi a qualsiasi atto che punti a limitare le Libertà fondamentali dell’Uomo, Libertà sancite dalla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo e del Cittadino, firmata il 10 Dicembre 1948 a Parigi.
Il Secondo Principio che mi guiderà è la tutela della Democrazia, giacchè sebbene la Democrazia sia, citando Churchill, “la peggiore forma di governo eccettuati tutte le altre”, essa resta l’unica forma di Governo sotto la quale gli Uomini possono tendere ad essere liberi, e ciò ci è dimostrato dalla Storia. Mi opporrò a qualsiasi legge o decreto punti a limitare la Sovranità popolare o a renderla succube dello Stato, che sia rappresentato dal Presidente, dal Congresso o dal Governo.
Infine il Terzo Principio, che potrebbe apparire in apparente contraddizione coi primi due, è il principio di Relatività, giacchè ritengo che non vi sia una visione del Mondo giusta o sbagliata. Ho l’arroganza di definirmi un pensatore Eterodosso, e prometto che analizzerò ogni legge e decreto con spirito critico e senza pensare a priori che una legge sia sbagliata o giusta. Ma, in una lontana parentela con Popper, sebbene io sia Relativista sono Assolutista quando si parla di Libertà, dato che la ritengo un valore Assoluto che non può essere discusso. Non vi sono vie di mezzo: o Libertà o Morte, come cita il moto dello Stato del New Hampshire.
Prometto, al di là di quanto detto sopra, che mi comporterò sempre con serietà, senso civico e responsabilità, al fine di evitare che la Corte degeneri come accaduto in passato e prometto di essere un Giudice di tutti, anche di coloro che non mi hanno votato.
Concludendo questo mio lungo intervento, porgo un deferente saluto al Presidente di POL Cristiano, al Presidente del Congresso Ricky PDCI, al Presidente del Consiglio Repubblica e ai Congressisti e Ministri tutti, sperando che vi possa essere armonia e una concordia laboriosa e proficua per il bene di tutta la Comunità.
Il saluto va anche ai miei colleghi della Corte, certo che uniti nella diversità di idee, potremo lavorare proficuamente per il bene della Comunità.
W POL!
Caimano – Giudice della Corte Costituzionale





