SALUTIAMO LA LIBERAZIONE DEL COMPAGNO MASSIMO LEONARDI E RIBADIAMO LA NOSTRA LOTTA SERRATA ALLA REPRESSIONE COLONIALE DELLO STATO ITALIANO

Il 28 de Abrili saluta la liberazione del compagno anticolonialista anarchico Massimo Leonardi, sequestrato dallo stato italiano da ormai due anni sulla base dell’impianto accusatorio vago e campato in aria a cui il potere coloniale, specie negli ultimi anni, ci ha abituato in operazioni dall’analogo carattere repressivo, punitivo e intimidatorio.

La prescrizione del compagno Massimo e l’assoluzione dei due compagni italiani arrestati con le stesse infondate accuse di far parte di un associazione sovversiva a cui sarebbero da ricondurre alcuni pacchi-bomba recapitati in territorio italiano tra il 2003 e il 2004, dimostrano come gli stessi diritti democratici, che in forma del tutto teorica lo stato italiano riconosce, siano specchietti per le allodole pronti a essere buttati giù non appena una determinata realtà che mette in discussione gli spietati meccanismi su cui si basa l’infame sistema del capitalismo colonialista italiano si dimostra troppo numerosa, attiva e determinata nella propria lotta. Infatti non appena ciò accade, sempre più spesso scatta automatica l’accusa di associazione sovversiva e l’improbabile collegamento con qualche misterioso pacco-bomba e numerosi compagni vengono sottoposti a detenzioni preventive lunghe anni, con lo scopo di sottrarli alla militanza politica, demoralizzare e intimidire i militanti non incarcerati e demonizzare il movimento anticolonialista e anticapitalista in Sardinnya e in tutto lo stato italiano.

Esempi eclatanti di ciò sono le durissime detenzioni a cui sono sottoposti i compagni Antonella, Paolo e Ivano, arrestati il 31 marzo 2006 e deportati rispettivamente nei carceri di S.M. Capua Vetere (CE), Palmi (RC) e Palermo, dove si trovano in regime di E.I.V. (Elevato Indice di Vigilanza), e i compagni Roberto, Marco D., Pierfranco, Marco P., Emanuela, Bobore, Stefania, Alessandro e Massimo, arrestati l’11 luglio 2006 nell’ambito dell’ormai tristemente nota Operazione Arcadia, i primi due reclusi nel carcere di Buon Camino, i restanti sette agli arresti domiciliari (a tre di loro concessi proprio in questi giorni), con restrizioni, paradossalmente, ancora maggiori di quelle che toccano i due ancora in carcere. Per non parlare dei più di cento militanti antagonisti e anticolonialisti tutt’oggi inquisiti in Sardinnya, 54 dei quali nell’ambito dell’Arcadia.

In realtà le operazioni degli arresti del 31 marzo e dell’11 luglio sono frutto di intercettazioni ambientali costruite a tavolino, estrapolando frasi o anche singole parole da conversazioni durate ore e ore o addirittura mai effettivamente avvenute, e il loro impianto accusatorio è analogo nell’infondatezza (associazione sovversiva con finalità di terrorismo, con l’attribuzione delle sigle di CLS -autrice di un attentato nel 2006- ai primi e NPC e OIR -autrici di una trentina di attentati tra il 2002 e il 2005- ai secondi), nell’evidente mala fede e faziosità degli inquirenti (che, dopo aver preso un clamoroso granchio spendendo miliardi e miliardi delle vecchie lire in anni di indagini e intercettazioni telefoniche e ambientali che non hanno portato a niente, forse da qualche parte dovevano per forza andare a colpire) e nel carattere prettamente repressivo, punitivo e intimidatorio.

Ma c’è una cosa che il potere coloniale in tutto ciò non considera: la forza della solidarietà e della reazione a ogni atto di repressione che, a lungo andare, finisce per rivoltarglisi contro e contribuisce ad accelerare la presa di coscienza nazionale di un Popolo che, infranti gli specchietti per le allodole, vede colpiti sempre più duramente i propri figli e i propri fratelli da uno stato patrigno e oppressore.

PATRIA E LIBERTADI PO ANTONEDDA, IVANU E PAULEDDU!
LIBERTADI PO RUBERTU, MARCU, PEDRU FRANTZISCU, MARCU, EMANUELA, BOBORE, STEFANIA, ALISANDRU E MASSIMU!
LIBERTADI PO TOTUS IS PRESONERIS POLITIGUS SARDUS!
BASTAT ARREPRESSIDURA COLONIALI!


Casteddu, 9 de Friarju de su 2007


Tzírculu Comunista Natzionalitàriu “28 de Abrili”
po s’Indipendéntzia, sa Democratzia direta e su Sotzialismu