Prima il ministro per le Riforme Vannino Chiti, poi uno degli uomini più vicini al presidente del Consiglio, il deputato ulivista Franco Monaco. La maggioranza guarda con molta attenzione al dibattito interno nella Lega e, a partire dal federalismo, pone le basi per un dialogo tra il Carroccio e l'esecutivo.
"Non c'è niente di sorprendente e strumentale nell'idea del ministro Chiti di un confronto con la Lega sul federalismo", dichiara Monaco ad Affari. "Per tre ragioni: abbiamo sempre sostenuto che su regole e istituzioni il dialogo è per definizione bipartisan; la correzione e il completamento del Titolo V e il federalismo fiscale sono già in agenda; l'Unione sa bene di dover fare i conti con i problemi più acutamente avvertiti nelle regioni del Nord, a cominciare da quello dell'autonomia territoriale".
"Naturalmente - spiega il braccio destro del premier - quel confronto esige due condizioni. Una di merito: la salvaguardia dell'unità giuridica ed economica del Paese, dunque no a suggestioni secessioniste. Una di metodo: il dialogo deve essere trasparente, svolto alla luce del sole. Vedo piuttosto due nodi che spetta alla Lega sciogliere: essa è davvero interessata al federalismo o lo agita solo come bandierina ideologica per alzare il suo potere di coalizione e di ricatto? Quando essa deciderà di emanciparsi dal patto di potere siglato con Berlusconi sino a ridursi a una protesi di Forza Italia che la condanna a sicuro declino? Decidano e ci facciano sapere".
(sito:: libero.it)




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