Gli abusi e le angherie a cui è sottoposta Antonella Lai, prigioniera politica comunista e anticolonialista sarda sequestrata e deportata dallo stato italiano da più di dieci mesi.

Ricevo e inoltro:

> Ciao a tutti questa lettera è arrivata oggi, come vedete la situazione è
> molto grave, vi chiedo di divulgare questa lettera e scrivere, scrivere,
> scrivere, qualcosa le arriverà prima o poi...
> A pugno chiuso e sempre in alto.
>
> LA SOLIDARIETA' E' UN'ARMA!!! USIAMOLA
>
> ***
>
> Verso la metà di gennaio mi chiamano per parlare con l'educatore e 2
> giorni dopo con la psicologa... in 10 mesi non mi hanno mai cagato anche
> se chi è sottoposto a un regime duro fa colloqui periodici con lo
> psicologo. Comunque io sono andata perché pensavo che volessero parlarmi
> di alcune richieste, istanze che avevo fatto riguardo le attività
> (inesistenti) da inserire in questo cesso di galera.
> Le chiacchierate invece erano orientate sul generico, su come stavo ecc.
> Io ho risposto che stavo bene e poi ho troncato perché mi sembrava di
> essere una cavia da esperimento e ho anche precisato alla psicologa che
> se avessi avuto bisogno di parlarle, ne avrei fatto richiesta io. Tutto
> a posto.
> 2 giorni dopo (il 14) mi chiamano per parlare con lo psichiatra, mi sono
> rifiutata e ho chiarito alla guardia che io non avevo chiesto nessun
> colloquio con nessun medico. La guardia insisteva dicendomi che comunque
> era la prassi e che ogni tanto bisognava parlare con lo psichiatra.
> Io comunque ho rifiutato.
> (Passano 2 giorni) il 16 mi richiamano a visita dallo psichiatra, sono
> andata perché volevo capire che cazzo stava succedendo e la cosa mi
> stava già puzzando molto.
> Appena sono entrata, lo psichiatra mooolto seriamente e in maniera
> diffidente mi chiede come mai avevo rifiutato 2 giorni prima. Io gli ho
> risposto che se avessi avuto bisogno di farmi visitare da qualcuno
> l'avrei chiesto e che nessuno poteva obbligarmi a sottopormi ad una
> qualsiasi visita medica e tantomeno a una psichiatrica che notoriamente
> richiede l'accordo del "paziente".
> Lui è rimasto un po' perplesso e ha cambiato argomento dicendomi che
> sapeva che ero dentro per 270 bis, che ero sarda. Anzi mi ha addirittura
> chiesto di che parte e a sentire Barbagia ha cominciato ad elogiare i
> granitici, tosti e fieri sardi.
> Nel mentre che lui parlava e sfotteva lo stato che metteva in galera le
> persone come me io ho intravisto, nel registro che aveva lui, un foglio
> con il mio nome e sotto la firma... dell'ispettrice di reparto, datato
> 12/01. L'ho presa al volo (per la verità lo psichiatra mi ha lasciato
> fare) e ho scoperto che era un ordine di servizio dell'ispettrice
> suddetta che "vista la patologia neurologica della LAI ANTONELLA,
> ordinava a tutto il personale di polizia penitenziaria di aumentare la
> sorveglianza" il controllo nei miei confronti, nonostante fossi già
> sottoposta a regime E.I.V.
> Sono scoppiata a ridere e ho chiesto spiegazioni allo psichiatra che
> molto imbarazzato mi ha detto che risultava che io il 3 gennaio avessi
> fatto una visita neurologica da cui risultava una patologia. Si è
> scusato, perché mi ha detto, era evidente che io non ero pazza, ecc.
> ecc. E ha scritto un foglio in cui smentiva questa diagnosi. Lui mi ha
> fatto anche vedere nel registro, che il 3 non avevo fatto nessuna visita
> e c'era semplicemente appuntata una richiesta del dirigente sanitario
> affinché io venissi sottoposta a varie analisi e visita psichiatrica.
> Scendo dall'ispettrice... chiedo come era possibile che lei avesse
> diramato un ordine di servizio di quel tipo, presa alla sprovvista, non
> sapeva darmi una spiegazione (ossia io quel foglio non l'avrei dovuto
> vedere), si scarica ovviamente di ogni responsabilità, dicendomi che lei
> l'aveva dato sulla base di un certificato medico. Le chiedo chi era il
> mago-medico che senza neanche avermi mai visto era stato capace di
> diagnosticarmi una malattia addirittura mentale!
> Lei mi ha spiegato che se l'era trovato sulla scrivania, si trattava di
> fogli prestampati e che la firma era illegibile... e l'ha fatto anche
> vedere (un foglietto prestampato con scritto LA DETENUTA LAI ANTONELLA
> ecc ecc.). Le ho ricordato che quando un medico visita qualcuno si
> registra e quindi non sarebbe stato difficile risalire all'autore.
> Attaccato all'ordine di servizio (di cui lei aveva copia) c'era anche un
> foglio scritto a mano, in cui si diagnosticava la mia patologia e si
> allertava il personale... anche qui firma illeggibile. Ho mantenuto la
> calma per fortuna, intanto è venuto anche lo psichiatra che mi ha difeso
> e ha presentato il suo certificato che negava l'altra diagnosi.
> Allora l'ispettrice, col sorriso da orco, "allora LAI, è tutto a
> posto... lei è stata assolta, non è matta, non è successo niente".
> Io le ho risposto che non avevo bisogno di nessuna assoluzione e che per
> me non era tutto a posto, che volevo il nome del medico responsabile e
> da parte sua volevo delle spiegazioni ufficiali che chiarissero come
> lei, senza neanche accertarsi di che patologia si trattasse, aveva
> potuto decidere di aumentarmi la sorveglianza, cioè come un ispettore si
> trova un prestampato che dichiara che l'unica detenuta E.I.V. della sua
> sezione è matta e non si preoccupa di fare ulteriori indagini per vedere
> anche se è a rischio la sua incolumità o quella delle altre.
> Le ho chiesto copia del certificato stilato dal medico (quello attaccato
> all'ordine di servizio) e lei mi ha risposto che non era autorizzata e
> quindi di far intervenire il mio legale.
> La sera (siamo sempre al 16!) mando un telegramma al mio avvocato
> dicendogli di venire subito perché avevo urgenza di parlargli della mia
> vita carceraria. Questo telegramma è arrivato il 23, un po' tanto non ti
> pare?
> 3 giorni dopo viene la vicedirettrice e insieme all'ispettrice e alla
> sovraintendente mi spiegano che è stato tutto un malinteso, che loro
> avevano fatto una piccola indagine e che tutto questo allarme era stato
> causato da una lettera che il mio avvocato aveva spedito alla direzione.
> Sono caduta dalle nuvole e ho chiesto che cosa c'era scritto nella
> lettera: l'ispettrice mi ha detto che era lui che parlando di uno stato
> neurologico particolare aveva messo tutti all'erta e loro doverosamente
> hanno fatto quello che dovevano fare per la mia incolumità e per quella
> delle altre.
> Io ho comunque precisato che, a prescindere dalla lettera del mio
> avvocato, uno psichiatra o un neurologo avrebbero dovuto comunque
> accertarsi della mia salute attraverso una visita e non dichiarare la
> mia patologia a occhi chiusi, da cui poi automaticamente derivava un
> aumento della sorveglianza.
> Ho chiesto anche di poter leggere la lettera, ma la vicedirettrice ha
> detto che era andata persa e che comunque il medico aveva avuto un
> eccesso di zelo. Ho risposto che secondo me quello non era eccesso di
> zelo e che in ogni caso mi sembrava strano visto che per una mammografia
> avevo aspettato 6 mesi.
> Dopo un paio di giorni mi chiamano a colloquio con il dirigente
> sanitario che mi conferma la versione della direttrice.
> Io ripeto le stesse cose e lui dice che comunque nessun medico si era
> permesso di scrivere un certificato attestando la mia patologia, io gli
> ho detto che questo certificato era allegato all'ordine del giorno e lui
> mi ha risposto che non l'aveva mai visto, e che l'unica cosa scritta era
> quella sul registro scritta da lui, ed era una semplice richiesta di
> esami dovuta all'allarme lanciato dal mio avvocato, con la lettera
> spedita a lui (non più alla direzione!).
> Il 24 faccio colloquio con i miei e mi spiegano che agli inizi di
> dicembre (non gennaio!)siccome avevo saltato una telefonata, si son
> preoccupate e hanno fatto chiamare l'avvocato in carcere per vedere se
> ero stata trasferita e se stavo bene, gli hanno risposto che non
> potevano dare queste informazioni per telefono, quindi di fare una
> richiesta scritta. Questa è la lettera e loro dopo un mese si sono messi
> in allarme.
> Che dici? mi stanno prendendo per il culo?
> Il mio avvocato avvisato da mia zia di ciò che era successo, ha fatto
> telefonare il senatore Bulgarelli, che non ha trovato il direttore e
> quindi ha parlato con il comandante (che cambia ogni 2 giorni).
> In più mi ha spedito una lettera con la copia di quello che aveva
> chiesto al carcere, questo il 26. A me non è ancora arrivato niente...
> Ah! il dirigente sanitario quando ha negato l'esistenza del foglio in
> cui c'era scritta la diagnosi, mi ha anche detto che forse mi ero
> confusa e che avevo visto il foglio dello psichiatra con cui avevo
> parlato e che l'ordine di servizio era partito da quello. Gli ho
> ricordato che l'ordine di servizio era del 12, con lo psichiatra ho
> parlato il 16. E poi nel colloquio con l'educatrice e la psicologa
> perché nessuno mi ha detto della lettera? Non è deontologicamente
> corretto spiegare al "paziente" il motivo di una visita?
> E poi perché l'ispettore la prima volta non mi ha detto niente della
> lettera?
> Ora loro non hanno più detto niente, anzi hanno detto che l'allarme era
> rientrato e che dalla cartella clinica era stato cancellato tutto (ma
> va?)e quindi non c'era bisogno che io l'avessi.
> Ora sto aspettando notizie perché la lettera del mio avvocato io non
> l'ho avuta...
> ....Insomma non sanno più come torturarmi, il motivo di tutto questo
> teatrino me lo spiego solo con l'intenzione di mandarmi via, ma non in
> Sardegna... volevano aumentarmi la sorveglianza e creare intorno a me un
> sospetto di malattia per dichiararmi ancora più pericolosa e
> giustificare così il mio trasferimento in un altro carcere. Diciamo che
> qui sono un po' di disturbo e secondo loro infogo le altre alla
> ribellione, si è vero io ci provo, ma qui sono le stesse detenute che
> non vogliono reclamare i loro diritti , anzi vanno subito a denunciarti
> dall'ispettore.
> Comunque, non avrei dovuto vedere quell'ordine di servizio, però siccome
> l'ho visto, hanno cercato di coprirsi con la storia della lettera
> dell'avvocato...
> ....Sappi che però sono di nuovo nel periodo delle sparizioni misteriose.."
>
> santa maria capua vetere 7/02/07
>
> ANTONELLA LAI
> C.C. SANTA MARIA CAPUA VETERE
> VIA APPIA KM.6.500 - 81055 CASERTA(CE)