Assicurazioni, petrolieri, compagnie telefoniche e banche mettono in campo super legali, ricorrono a TAR e consiglio di stato riescono a non pagare o a pagare poco.
Negli ultimi due anni il garante ha emesso sanzioni per oltre 675 milioni di euro contro chi aveva violato le norme sulla concorrenza.
Ne è stato incassato solo il 20% .
La multa record di 361 milioni di euro contro le assicurazioni è stata ridotta a 46 milioni di euro
La maxi sanzione a Tim ed Omnitel di 76 milioni di euro è stata dimezzata
I 248 milioni di euro che dovevano pagare i petrolieri sono stati annullati
Antitrust Cons. Stato
Assicurazioni 361 milioni € 46 milioni €
Tim/Omnitel 76 milioni € dimezzata
Petrolieri 248 milioni € annulla
Dati che mostrano un’autorità disarmata contro i colossi che vuole riportare ad osservare la concorrenza. Intervistato
Rosario Trafiletti della Federconsumatori: “Ci vogliono armi pari tra l’antitrust ed i grandi gruppi e quindi competenze e professionalità come vi sono nei grandi gruppi a cui viene combinata la multa”
Le multe dell’antitrust sono immediatamente esecutive perché i grandi gruppi non sono pagano subito?
“Perché aprono il contenzioso e l’antitrust aspetta i tempi del TAR e del consiglio di stato. No! Ci voglio tempi certi di risposta. Massimo 60 giorni”
Il presidente dell’antitrust dice che l’importante non è far pagare ma bloccare le situazioni che turbano il mercato.
Restano molte.
I soldi delle multe dell’antitrust vanno al tesoro che per legge le deve spendere per tutelare i diritti dei consumatori.
(TG3 del 11 febbraio 2007)
Si continua a dare enorme risalto alle condanne e delle sanzioni contro i grandi gruppi. Titoloni che fanno effetto favorevole sugli elettori senza far sapere che poi con l’enorme potere dei grandi gruppi tutto finisce in una bolla di sapone prendendo in giro l’utente, il cittadino, l’elettore.
Poi dai liberisti si continua a discutere sulla libertà del mercato facendo credere che l’Antitrust sorvegli e riesca a controllare il mercato.
La verità è che negli altri paesi, soprattutto i più liberali, le sanzioni dell’Autorità sono tremende e terrificanti per chi viola le leggi del mercato.
Da noi abbiamo sotto gli occhi cosa conti!
I liberisti nostrano non vogliono il libero mercato ma un mercato della giungla dove la concorrenza non esiste e dove i gruppi possono coalizzarsi e bloccare il mercato.
Un liberismo a senso unico solo nei confronti dei grandi gruppi in modo da instaurare una sorta di dominio dei grandi gruppi su tutta l’economia del paese trasformandolo nell’ennesimo esempio di repubblica sudamericana!
Saluti




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