stavo leggendo sul corriere on line e menzionano anche l'incendio della sede di FN a padova quando parlano di queste fantomatiche nuove Br... chi ne sa qualcosa più di me???
stavo leggendo sul corriere on line e menzionano anche l'incendio della sede di FN a padova quando parlano di queste fantomatiche nuove Br... chi ne sa qualcosa più di me???


Su Questo Domanda Ad Alberico..!!!
si si aspettavo difatti qualche diretto interessato... ps: ma nn mi hai piu mandato la mail... hai risolto per l'adesivo??


Fatto Fatto.. Grazie Mille..
Oggi Lo Vedi In Rete...!!!


Operazione antiterrorismo
(omissis)
«Stavano per colpire»
Mette i brividi l'ordinanza firmata dal gip milanese Guido Salvini. Al di là del fatto che con essa sono stati assicurati alla giustizia quindici presunti terroristi, è evidente che gli inquirenti sono stati costretti ad agire per fermare un attentato. A chi? Dove? Nel mirino - scrive Salvini - ci sono “simboli” (come la sede dell'Eni a San Donato Milanese - forse con «un'autobomba», o la residenza di Silvio Berlusconi in via Rovani a Milano), organi di informazione (Libero, il quotidiano fondato da Vittorio Feltri, Mediaset e Sky) ed «obiettivi umani» (il giuslavorista Pietro Ichino; alcuni dirigenti della fabbrica ex Breda, tra cui Vittorio Schironi, colpevoli di aver causato dei morti da amianto; uno dei leader dell'estrema destra milanese, Pasquale Guaglianone) e anche non meglio precisati «obiettivi israeliani» da colpirsi con esplosivo fabbricato con prodotti di uso comune.
Bisognava fermarli, quindi. Come spiega il Pm Ilda Bocassini durante la conferenza stampa: «Abbiamo deciso di intervenire perchè alcune azioni stavano per entrare nella fase operativa. Tra queste un attentato a un quotidiano con sede nazionale a Milano previsto per Pasqua (...) Si sentivano in guerra contro lo Stato, erano pericolosi, avevano in corso la preparazione di azioni. Erano persone disposte a tutto, persone che credevano nel loro progetto. E' stata un'indagine pericolosissima, un'indagine con delle vite umane in gioco».
La Boccassini, poi, ha molto lodato la Digos milanese.
GLI ARRESTATI
Sono finiti in manette: Alfredo Davanzo, Bruno Ghirardi, Davide Bertolato, Amarilli Caprio, Massimiliano Gaeta, Claudio Latino, Alfredo Mazzamauro, Valentino Rossin, Davide Rotondi, Federico Salotto, Andrea Scantamburlo, Vincenzo Sisi, Alessandro e Massimiliano Toschi, Salvatore Scivoli.
Per tutti, tranne per Salvatore Scivoli, l’accusa è di avere
agito in concorso al fine di commettere “ il delitto di associazione
al terrorismo, ad una banda armata e dall’altro costituito, diretto,
organizzato, finalizzato e partecipato a tale associazione avente
iniziale denominazione Pcp-M , Partito Comunista politico-militare,
che si propone il compimento, anche con l’uso delle armi, (contro
l’ordine pubblico, la vita e l’incolumità delle persone ed altri
obiettivi politici) con finalità terroristiche e di eversione
dell’ordine democratico”.
Associazioni, si spiega nell’ordinanza, “caratterizzate da
rapporti con altri gruppi operanti anche all’estero, in particolare in Svizzera, aventi analoghi obiettivi”. Una struttura avente un
“vertice operante in stato di clandestinità e di un foglio di
propaganda, clandestinamente diffuso, denominato l’Aurora. Una
struttura con associazioni costituite a Milano, tra il 2003 e 2004,
tuttora operanti, aventi loro principale centro operativo e logistico
a Milano ma dotato anche di altre strutture operanti in altre zone
d’Italia tra cui Veneto e Piemonte”.
D'AVANZO: SONO PRIGIONIERO POLITICO
Alfredo D'Avanzo, 49 anni, membro delle Br storiche, è stato l’unico degli arrestati di oggi per terrorismo a dichiararsi prigioniero politico. Davanzo, in Francia dall’82, era recentemente tornato in Italia per la prescrizione dei reati e si nascondeva a Raveo, in provincia di Udine. In un’abitazione che il Pm Ilda Boccassini ha definito un vero e proprio covo.
TRA I CAPI CLAUDIO LATINO, VINCENZO SISI E DAVIDE BERTOLATO
Secondo l’accusa tra i promotori capi dell’organizzazione dell’associazione eversiva, ci sono Claudio Latino, Vincenzo Sisi, Davide Bertolato che avrebbero il compito di dirigere “le cellule rispettivamente operative a Milano, Torino e Padova”. Alfredo Davanzo, invece, dopo il suo rientro clandestino in Italia lo scorso 12 novembre, avrebbe assunto “funzione di collegamento tra le cellule operanti in Italia e analoghe strutture eversive all’estero
nonchè la gestione e redazione del foglio di propaganda l’Aurora”.
Ad occuparsi di predisporre il rifugio a Raveo per Davanzo sarebbe stato Davide Rotondi. Tra gli organizzatori anche Bruno Ghirardi che oltre che di aver reperito armi e munizioni per il gruppo, è accusato “di organizzare l’addestramento di militari all’uso delle armi, di svolgere inchieste nei confronti degli obiettivi da colpire, di curare - si legge nell’ordinanza- l’autofinanziamento del gruppo attraverso furti e rapine”. Il compito di Massimiliano Gaeta, altro
presunto organizzatore della banda, sarebbe stato “di reperire materiale idoneo alle contraffazioni, di mezzi utilizzati anche per le funzioni di autofinanziamento (come il furgone sequestrato a Milano il 12 giugno 2005)”. Oltre alla preparazione “di ordini e apparecchiature idonee a neutralizzare eventuali controlli di polizia”. Di individuare i luoghi più idonei per le esercitazioni paramilitari, come quella effettivamente esvoltasi il 19 novembre scorso, è Valentino Rossin. E’ accusato invece di avere preparato ed attuato l’attentato dinamitardo contro la sede di Forza Nuova di Padova, Massimiliano Toschi. Secondo l’ordinanza sarebbe stato lui, lo scorso 17 novembre, a rivendicare l’attentato, attraverso una lettera inviata al Mattino di Padova cinque giorni più tardi. Massimiliano Toschi avrebbe inoltre avuto il compito di mantenere contatti costanti con la cellula padovana e tra questa e i membri della cellula milanese.
VINCENZO SISI, L'INSOSPETTABILE, E LE ARMI NELL'ORTO
Vincenzo Sisi (ricordiamo, accusato di essere «promotore, costitutore, capo ed organizzatore dell’associazione eversiva finalizzata alla banda armata, con compiti dirigenziali relativamente alla cellula operativa in Torino») è il delegato della Filcem, la categoria dei chimici della Ergom di Borgaro Torinese (ma la Cgil l'ha appena sospeso). Non ha precedenti penali ed è sposato. E' definito dagli inquirenti «insospettabilissimo». E' stato arrestato all’alba nella sua abitazione nell'ambito dell'operazione della Digos di Torino. Gli uomini diretti da da Giuseppe Petronzi hanno scoperto (sotterrati) in un orto di proprietà di Sisi, a 4-5 chilometri dalla sua abitazione, tre grandi contenitori di plastica. In uno c'era un kalashnikov di produzione jugoslava modello M70 con relative munizioni di 150 propiettili e due caricatori; in un altro documenti cartacei sulle BR, pubblicazioni sulla costituzione del pcpm e copie della rivista clandestina di matrice eversiva denominata «Aurora»; nel terzo materiale informatico, come floppy disk e cd-rom, sequestrato e a disposizione delle autorità di Milano.
Secondo gli investigatori, Vincenzo Sisi «può aver rivestito un ruolo strategico perrapportarsi con personaggi di alto livello nazionale e internazionale». Sisi prima di passare alla Ergom ha lavorato come operaio in Fiat e nel 1993 era tra gli «autoconvocati», i cassaintegrati in polemica con i sindacati confederali.
Salvatore Scivoli, già pregiudicato, è indagato «per detenzione e porto illecito di armi da sparo, comuni e da guerra, rivendedole ad altri coindagati, agendo con finalità di terrorismo e di eversione dell’ordine democratico e per aver partecipato con altre persone, in numero superiore a cinque, alla banda armata, fornendo ad essa un consapevole contributo mettendo a disposizione armi e munizionamento».
Dalle indagini Scivoli sarebbe stato avvicinato alla politica mentre era in carcere a Novara. A Torino era già stato arrestato nell’aprile del 1999 per una rapina in banca. Durante quell'arresto gli investitagori trovarono materiale di matrice ideologica. Senza alcuna occupazione stabile, separato, Scivoli è stato arrestato questa mattina alle ore 11.40 nella casa di alcuni famigliari.
Sisi e Scivoli, secondo quanto riferito dalla Digos, non hanno parlato al momento dell’arresto.
12/2/2007
Non nobis Domine, non nobis sed nomine Tuo da gloriam
Che merde...
bene... ma il cesso sociale coinvolto è per caso quello che casualmente ha avuto un paio di disturbi nella notte?
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