Maroni esalta Zanonato
Lega Nord in imbarazzo
Il ministro: un esempio. La Mazzetto: finto sceriffo
Flavio Zanonato, citato ad esempio di politica della sicurezza dal ministro Maroni
PADOVA – Integrazione e sicurezza, il modello vincente è Flavio Zanonato. Parola del ministro dell’Interno, Roberto Maroni. In un’intervista pubblicata ieri sul Corriere della Sera, a proposito dei gravi scontri (un egiziano accoltellato a morte) tra africani e sudamericani capitati sabato sera a Milano, curiosamente proprio in via Padova, il titolare leghista del Viminale, fedelissimo di Umberto Bossi, tesse le lodi del sindaco democratico della città di Sant’Antonio. «Parlo di uno lontano dalla mia parte, che ha fatto bene il suo dovere e, quando si è reso necessario, ha spostato 270 famiglie di stranieri da un quartiere all’altro per rompere una concentrazione di etnie, che rischiava di diventare pericolosa», ha detto Maroni, citando Zanonato e lo sgombero di via Anelli, l’ex rione-ghetto di Padova chiuso e disabitato ormai da oltre due anni e mezzo. Le parole del ministro, accolte ovviamente con piacere dal sindaco padovano, mettono invece in serio imbarazzo gli esponenti locali del Carroccio.
Il ministro In effetti, leggendo l’intervista rilasciata da Maroni al Corriere della Sera, pare di ascoltare Zanonato: «Non serve un’azione di forza – riassumiamo i concetti più forti – qui c’è da gestire un problema sociale, che ci deve spingere a cambiare passo nelle politiche di accoglienza e di integrazione. La soluzione non è lo Stato di polizia. Bisogna gestire, fare politiche di ricomposizione, mantenere insieme la città. Mi piace parlare di ristrutturazione, ma senza interventi repressivi. Non serve incendiare le piazze. Programmare, senza criminalizzare». Commenta a caldo il vicesindaco di Padova, Ivo Rossi: «Le parole di Maroni sono musica per le nostre orecchie. E smentiscono tutte le stupidaggini che, in questi anni, il centrodestra padovano ha propinato alla pancia della gente, solamente agitando le questioni senza mai risolverle. I nostri leghisti, sconfessati in pieno dal loro ministro, dovrebbero rimangiarsi tutte le scemenze dette finora ed andare a scuola da Zanonato».
La Lega Il primo a reagire, avendo forse letto distrattamente l’intervista di Maroni, è il deputato e sindaco di Cittadella, Massimo Bitonci: «A Milano, la rivolta degli immigrati scoppia in via Padova. E, a Padova, le banlieue si chiamano Arcella, via Cairoli, via Anelli, via Manara, Mortise... Tutte zone ad alto rischio, dove la concentrazione di stranieri per lo più irregolari è talmente alta da costituire una vera e propria polveriera, pronta ad esplodere per una minima scintilla». Più «tecnico» l’intervento del consigliere regionale e segretario provinciale, Maurizio Conte: «E’ giusto ricordare che noi della Lega denunciavamo da anni la situazione devastante di Via Anelli, che stava portando alla creazione di un ghetto entro il quale l'attività prevalente era lo spaccio di droga. Già nel 1997, quando Zanonato non trovava di meglio che negare l’esistenza del problema, avevamo organizzato una fiaccolata nella zona e interrogazioni parlamentari. La soluzione – sostiene Conte – non è stata pensata dall’attuale sindaco, ma dalla giunta guidata da Giustina Destro, grazie ad un accordo con la Regione. Una volta subentrato, Zanonato ha avuto semplicemente il dovere di continuare un percorso già cominciato. E’ senz’altro questo il significato che il ministro Maroni voleva portare citando l’esempio di Padova ». Chiude Mariella Mazzetto, capogruppo del Carroccio a Palazzo Moroni: «E’ vero, Zanonato ha svuotato via Anelli, concedendo però agli immigrati le case che spettavano ai padovani. Per questo, la sua stella da sceriffo era, è e resterà di latta...».
Davide D’Attino
16 febbraio 2010
Maroni esalta Zanonato Lega Nord in imbarazzo - Corriere del Veneto




Rispondi Citando
hefico:, ha riconosciuto dei meriti indubbi al collega padovano, non fosse altro perchè è sostanzialmente un pragmatico e un furbo, autentica eccezione alla regola in mezzo al disastro apocalittico della sinistra italiota che vive perennemente in un clima sessantottardo. Ma ne ha anche ovviamente sempre sottolineato i limiti evidenti...

