Una volta, essere giornalisti, significa informare. Ovvero mettere in condizioni i telespettatori (nel caso di giornalisti TV) di conoscere gli tutti aspetti di un'argomento, in modo da potersi fare poi un'opinione personale sull'argomento stesso. E ciò avveniva o illustrando l'argomento stesso o invitando vari ospiti e facendo da mediatori.
Una trasmissione seria sui Dico, poteva, quindi, essere fatta, discutendo sui contenuti e sui vari articoli della Legge proposta dal csx invitando persone in grado di INFORMARE sull'argomento.
In quanto le risse non interessano i cittadini e se le possono fare in privato altrove.
Ieri sera, la Rai lottizzata, ha mostrato una pagina vergognosa nella trasmissione di Santoro sui Dico.
Dapprima una sciorinata sui crimini dei pedofili che la Chiesa coprirebbe, fatta da un tizio come Travaglio che ha fatto carriera solo sull'antiberlusconismo, (cosa cavolo c'entra la pedofilia in Usa con i Dico ?) che serviva sapientemente a preparare psicologicamente il telespettatore e dargli già un corposo antipasto sull'orientamento della trasmissione.
Dopodichè il nostro prode Santoro, ha teso un tranello ad hoc per Mastella, facendolo confrontare con un ragazzetto sprovveduto (che in pratica ha affermato che un giovane gay si è dato fuoco davanti a San Pietro per colpa del Papa), facendo sapientemente scadere il discorso, per poi, uscito Mastella, lanciarsi in un populistico e giullaresco soliloquio sui "politici che non si confrontano con i cittadini".
Dopodichè, sempre il nostro prode giullare Santoro, ormai in pieno delirio narcisista del culto di sè stesso, ha dato via libera alla cavalleria leggera del dileggio da curva da stadio, in cui ha primeggiato Vauro che ha ripetutamente chiamato l' on. Mastella, madre Mastella di Calcutta, con l'evidente intento di gettar fango con modi da osteria sia su Mastella, sia sulla figura di Madre Teresa di Calcutta.
Questo è il giornalismo e la professionalità di uno come Santoro e della Rai che glielo permette. A spese nostre.
Vergogna.




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