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    Predefinito Fmi e Ue: l'Italia cresce. Bersani: «Faremo meglio»

    Fmi e Ue: l'Italia cresce. Bersani: «Faremo meglio»




    Un governo con un piano economico «ambizioso», ma anche con opportunità che non vanno sprecate. L'Italia riuscirà quest'anno a centrare l'obiettivo di riportare il deficit pubblico sotto il 3% del Pil arrestando contestualmente la crescita del rapporto debito/Pil a quota 107%.

    Ma la manovra di aggiustamento legata alla legge finanziaria è pesantemente sbilanciata sulle entrate ed è dunque essenziale agire «con rapidità» per riportare sotto controllo la spesa con delle riforme in tre settori chiave: pubblico impiego, finanza locale e sanità. Non lasciandosi sfuggire le opportunità offerte dalla «ampia ripresa» in corso. A promuovere, con riserva, i conti pubblici dell'Italia è il Consiglio esecutivo del Fondo Monetario Internazionale che giovedì ha pubblicato le sue conclusioni della discussione sul Paese a conclusione dell'esame annuale previsto dall'articolo 4 dello statuto dell'istituzione di Washington. «La crescita in Italia che è stata più forte di quanto ci si aspettava - spiega Masood Ahmed (Fmi) - le nostre stime sono state troppo conservative. Quindi le nostre previsioni saranno riviste».

    Tuttavia, Le pensioni restano una partita cruciale per risanare le dinamiche della spesa pubblica italiana. E il board del Fmi sottolinea che, in questa chiave «è essenziale salvaguardare l'impatto finanziario delle riforme previdenziali già varate» come la Dini e la Maroni. «I direttori esecutivi - si legge nel documento Fmi pubblicato e frutto della riunione dello scorso 7 febbraio - hanno espresso un guidizio positivo sulla ripresa economoica italiana, notando la sua base ampia, i perduranti aumenti dell'occupazione, il tasso d'inflazione stabile e i segnali di ristrutturazione dell'economia. Al contempo un andamento vivace del gettito fiscale sta dando il suo contributo ai conti pubblici mentre sono stati registrati prgressi nell'agenda delle riforme strutturali. I direttori hanno dato anche un giudizio positivo sull'ambizioso piano economico a medio termine delle autorità italiane e hanno sottolineato che l'opportunità offerta dalla ripresa ciclica e dalla prima fase del mandato del nuovo governo non deve essere persa». Perseguendo anche aumenti della produttività e della concorrenza nei mercati dei prodotti e dei servizi per rafforzare la crescita».

    Il ministro dello Sviluppo economico Pier Luigi Bersani - che definisce «accettabile» il giudizio del Fondo monetario internazionale sui conti pubblici italiani - si dice convinto che «con azioni coerenti noi possiamo fare anche qualche "zero virgola" meglio di quanto si dice». A margine di un incontro con il commissario per la Concorrenza Neelie Kroes, il ministro ha spiegato: «Il Fondo riconosce il fatto che stiamo risistemando la situazione finanziaria nei parametri europei e che stiamo ripartendo, stabilizzando il debito e agendo in nuovi campi come le liberalizzazioni». Per Bersani quello dello Fmi è «un giudizio accettabile, che punta sulla crescita per sostenere gli aggiustamenti strutturali dell'economia».

    Sulla stessa linea delle previsioni date dalla Public Information Notice del Consiglio dell'Fmi c'è anche il nuovo parere della Commissione europea, che venerdì ha evidenziato come «l'Italia ha chiuso il 2006 con una nota positiva» come aveva rilevato l'Istat nell'ultimo comunicato. «Con un pil in crescita dell'1,1% nel quarto trimestre - osserva Bruxelles - il tasso di crescita che risulta per il pil dell'intero anno è stimato all'1,9%, il più alto dal 2000 e al di sopra dello 0,2% rispetto a quanto previsto in autunno».

    «La produzione italiana - dice la Commissione - sembra aver tratto maggior beneficio da un aumento della domanda esterna, in particolare degli ordinativi tedeschi». Di più: «L'accelerazione nel quarto trimestre del 2006 implica anche un impatto positivo sulla crescita nel 2007, che è attesa per fine anno a al 2%, ossia 0,6% in più rispetto alle previsioni di autunno

  2. #2
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  3. #3
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    Viceversa, con Tvecconti il PIL si ammosciava sempre a......zero!!!

 

 

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