Chiesta l'archiviazione per Chiara Geronzi e Giuseppe De Mita
Geahiesto giudizio per i Moggi e altri sette
Oltre all'ex dg della Juventus e al figlio rinviati anche Davide Lippi, e Luciano Gaucci per presunti illeciti
ROMA - La procura di Roma ha chiesto il rinvio a giudizio di Luciano e Alessandro Moggi, Francesco Zavaglia, Riccardo Galleri, Davide Lippi, Pasquale Gallo, Francesco Ceravolo e Luciano Gaucci, indagati nell'ambito dell'inchiesta su presunti metodi illeciti della società di procuratori sportivi Gea World. Chiesta l'archiviazione delle posizioni di Chiara Geronzi, Tommaso Cellini e Giuseppe De Mita.
«DECISIONE ANNUNCIATA» - L’avvocato Marcello Melandri, difensore di Luciano Moggi, è sicurO: è una decisione annunciata, e il procedimento a carico del suo assistito potrebbe risolversi già in udienza preliminare, con una sentenza di proscioglimento. Adesso l’importante - ripete il legale - sarà trovare un gup veramente sopra le parti, che sappia leggere gli atti e non si spaventi di far cadere il castello di carte preparato dall’accusa. «Non è vero nel modo più assoluto che abbiamo intenzione di chiedere un rito alternativo - ha detto proprio ieri il penalista - L’assoluzione completa arriverà comunque».
I RUOLI DEGLI IMPUTATI - Luciano Moggi, suo figlio Alessandro e Franco Zavaglia sono indicati come organizzatori della «Gea world Spa», societá creata per acquisire il maggior numero possibile di procure sportive e tramite essa ottenere un potere contrattuale in grado di incidere in maniera determinante sul mercato calcistico per condizionare la gestione dei calciatori e di varie squadre del campionato di calcio.
Per quanto riguarda Riccardo Calleri, Davide Lippi, Pasquale Gallo e Francesco Ceravolo si attribuisce loro, in qualitá di partecipi di aver coadiuvato i Moggi e Zavaglia nell'attivitá di procacciamento delle procure con metodi illeciti. A Luciano Gaucci i magistrati non hanno contestato il reato di associazione per delinquere. All'ex patron del Perugia infatti, entrato nell'inchiesta successivamente, vengono attribuiti soltanto alcuni episodi che, in sostanza, non escludono dall'attivitá le altre persone per le quali è stato chiesto il rinvio a giudizio per associazione per delinquere.
QUESTE LE PRESSIONI SUBITE DAI CALCIATORI - David Trezeguet, Nicola Amoruso, Ruslan Nigmatullin, Ilyas Zeytulaev, Victor Budyanskiy, Davide Baiocco, Fabio Gatti, Giovanni Tedesco, Manuele Blasi, Giorgio Chiellini, Corrado Grabbi, Salvatore Fresi. Questi i calciatori indicati nella richiesta di rinvio a giudizio sulla Gea che sarebbero stati costretti a rilasciare la procura alla società guidata da Alessandro Moggi «a danno degli altri procuratori sportivi operanti nel settore». Per i pm Luca Palamara e Maria Cristina Palaia, i due Moggi avrebbero prospettato all'attaccante francese «la possibilità di ottenere un vantaggioso rinnovo contrattuale con la Juventus, società nella quale militava, laddove avesse conferito la procura sportiva ad Alessandro Moggi e l'impossibilità, in caso di non adesione alla proposta, di ottenere il prolungamento contrattuale, che in effetti fino a quel momento Luciano Moggi continuava a negargli». Avrebbero così tentato di usare «forme di minaccia implicita e indiretta per indurre il giocatore» ad affidarsi a Moggi jr, a discapito del procuratore Antonio Caliendo, ma il progetto non trovò attuazione per il rifiuto di Trezeguet che non ebbe il rinnovo del contratto. Per le vicende Amoruso, Zeytulaev, Budyanskiy e Nigmatullin sono ritenuti responsabili i due Moggi e Francesco Ceravolo. I tre, «una volta ottenuta la rappresentanza di Amoruso, con violenza e minaccia, consistita nell'avvalersi della forza di intimidazione e nella capacità di sopraffazione di Luciano Moggi, costringevano lo stesso ad accettare il trasferimento nel Perugia», prospettandogli «la possibilità di ritornare a giocare nella stagione calcistica 2001-2002 nella più blasonata squadra di calcio della Juventus» e a dare la rappresentanza ad Alessandro Moggi, contestualmente revocando l'incarico conferito al suo precedente procuratore Antonio Caliendo». Il suo passaggio dal Napoli alla Juventus» per il 2001/2002 «si realizzò effettivamente e gli indagati costrinsero Amoruso «ad accettare il trasferimento dalla Juve al Perugia per la stagione 2002/2003, addossando peraltro a quest'ultima squadra l'onere di sostenere l'elevato ingaggio del giocatore». Il caso Baiocco, che abbandonò il suo procuratore Giovanni Allegrini, chiama in causa, oltre ai Moggi, l'ex presidente del Perugia, Luciano Gaucci, che, «al fine di ottenere vantaggi dalla Gea World, in termini di future agevolazioni nell'acquisto dei giocatori, induceva» il giocatore «a farsi rappresentare» dalla società. Come contropartita c'era »il trasferimento dal Perugia alla Juve, il cui dg era Luciano Moggi, che dapprima effettivamente si concretizzava nella stagione 2002/2003, in concomitanza con il rilascio della procura sportiva, avvenuta tra gennaio e febbraio 2002, da parte di Baiocco ad Alessando Moggi, salvo poi dimostrarsi esclusivamente finalizzato al rilascio della procura sportiva, poichè pochi mesi dopo lo stesso Luciano Moggi rappresentava al giocatore che non avrebbe avuto la possibilità di essere impiegato nella Juve e che l'unica soluzione professionale era quella di accettare un ulteriore trasferimento al Piacenza». L'intervento di Gaucci compare anche nel capo d'imputazione relativo alle pressioni su Gatti che lasciò il suo agente Claudio Orlandini per Riccardo Calleri che, assieme a Moggi jr, avrebbe avvisato il calciatore che la Gea era l'unica strada per militare in squadre «di alto livello».
INCHIESTA PM ROMA CONTINUA SU ARBITRI E OPERATO FIGC - Se da un lato l’inchiesta sulla Gea è finita con la prevista richiesta di rinvio a giudizio dei maggiori indagati, intorno agli accertamenti svolti sulla società di intermediazione e procura sportiva si sono sviluppati altri filoni. Almeno due sono quelli noti, di cui si è avuta conferma in ambienti investigativi, anche se ancora non è stato emesso - per queste due indagini - alcun avviso di garanzia: l’uno è legato ad alcune presunte omissioni da parte della Figc, (Federazione italiana giuoco calcio) rispetto alla Commissione agenti di calciatori, e l’altro è su alcuni arbitri facenti parte della famosa «combriccola romana», come la definirono i carabinieri del nucleo operativo nel primo rapporto consegnato agli inquirenti di Napoli.
In particolare si vogliono appurare le eventuali responsabilità dei designatori Bergamo e Pairetto nelle valutazioni arbitrali. Nello stesso fascicolo verranno vagliate le posizioni di Palanca, Gabriele, Farina e De Santis, i cui nomi vennero fatti ai magistrati dall’ex presidente dell’Ancona Ermanno Pieroni. Per il momento ancora non è stata prevista l’ipotesi di frode sportiva, vuoi perché non c’è stato ancora riscontro investigativo ad alcune dichiarazioni fatte ad esempio da Franco Dal Cin e Aldo Spinelli. Dall’altro per una questione legata ai tempi della Procura di Napoli. Se infatti i magistrati partenopei accelerassero la loro richiesta di rinvio a giudizio per i pm romani ci sarebbe spazio per poter andare avanti tranquillamente.
09 febbraio 2007
Con l'ex dg juventino ci sono il figlio Alessandro e altre 6 persone
Nel mirino le procure di Trezeguet e Amoruso, Baiocco e Tedesco
Calcio, Moggi rinviato a giudizio
"La Gea usava metodi illeciti"
Luciano Moggi
ROMA - Rinvio a giudizio per Luciano Moggi. E con lui il figlio Alessandro, Francesco Zavaglia, Riccardo Galleri, Davide Lippi, Pasquale Gallo, Francesco Ceravolo e Luciano Gaucci. Tutti indagati per l'inchiesta su presunti metodi illeciti della società di procuratori sportivi Gea World. Pesante l'accusa: associazione per delinquere finalizzata all'illecita concorrenza tramite minacce e violenza privata. Più lieve l'imputazione per Gaucci: a lui viene contestata solo l'illecita concorrenza.
L'inchiesta della magistratura romana ha riguardato prevalentemente le pressioni esercitate dalla Gea su numerosi calciatori perché tagliassero i ponti con i loro originali procuratori per affidarsi alla società. Tra le procure finite al vaglio dei pm romani quelle di David Trezeguet, Nicola Amoruso, Davide Baiocco e Giovanni Tedesco. A un ex calciatore della Juve, Giorgio Chiellini, sarebbe stata prospettata anche la convocazione in nazionale grazie a Davide Lippi, figlio dell'ex ct campione del mondo.
Secondo i pm Palaia e Palamara, i Moggi e Zavaglia sarebbero stati i promotori del sistema di potere che avrebbe portato la Gea World ad esercitare una funzione dominante nel mondo del calcio. Nel capo di imputazione si afferma che i tre avrebbero creato la Gea per "acquisire il maggior numero di procure sportive e ottenere un potere contrattuale in grado di incidere in maniera determinante sul mercato calcistico, per condizionare la gestione dei calciatori e, di riflesso, quella di svariate squadre del campionato di calcio". Tra queste il Siena, la Reggina, il Messina, il Crotone e l'Avellino.
A capo di tutto c'era, per gli inquirenti, Luciano Moggi il quale poteva sfruttare il "potere e la forza di intimidazione derivategli dai metodi usati nella sua ultratrentennale esperienza nel mondo del calcio e la capacità di sopraffazione che sempre più aveva acquisito".
A Zavaglia, inoltre, la Procura contesta anche il reato di violazione fiscale in relazione alla contraffazione di fatture emesse dalla società "Eugenio Marinella" per l'acquisto fittizio di migliaia di cravatte. Circostanze, per gli inquirenti, adottate per evadere le imposte degli elementi passivi fittizi.
Archiviate, invece, le posizioni di Chiara Geronzi, ex socia Gea, Giuseppe De Mita e Tommaso Cellini, ex dipendenti della società, finiti nel registro degli indagati dopo l'acquisizione della procura di Alessandro Nesta da parte della Gea.
Con la richieste di rinvio di oggi non si sono esauriti gli accertamenti della magistratura romana sul mondo del calcio. Gli altri filoni di indagine riguardano il mondo arbitrale e le presunte omissioni da parte della federcalcio.
(9 febbraio 2007)





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