Visualizzazione Stampabile
-
Citazione:
Originariamente Scritto da
Barsanufio
Non ho capito bene - non ho seguito il thread, quindi mi sono perso probabilmente qualcosa: me ne scuserete - se il problema di MM riguarda solo l'anima sussistente, ovverosia anche la mente, il mentale, come non riducibile a stati fisici. E' evidente che i due problemi sono totalmente separati, e richiedono linguaggi e approcci distinti. Il primo è un problema teologico (anche se compito del teologo sarà quello di mostrare la tenuta filosofica delle dottrine), il secondo è squisitamente filosofico.
Il mio problema e' che non capisco che cosa sia l'anima nell'accezione cristiana del termine, e quali ragioni spingano a postularne l'esistenza.
Dagli esempi che ho portato, non sembra proprio che io sia anima-trascendente.
Piuttosto sembra che si possa dire, con buon margine di sicurezza,
che io sia l'attivita' del mio cervello.
Ma allora l'anima cos'e'?
Perche dice che la mente non e' riconducibile a stati fisici della macchina-cervello?
Citazione:
Nell'attesa di una risposta, vorrei porre a MM una questione. Lui ovviamente sa che con adeguati mezzi tecnologici posso 'leggere' (per esempio con una risonanza magnetica funzionale) l'attivazione o la non attivazione di certi distretti neuronali. Ebbene: se io sottopongo a fMRI una persona in stato di veglia e in stato di sonno, i risultati non sono diversissimi. Specie se la persona in questione sta sognando. Tuttavia una persona rilassata e concentrata - per quanto perfettamente vigile - può consegnare al test dei dati non dissimili da quelli forniti da un dormiente anche non 'sognatore'. Il cervello di un dormiente funziona benissimo, regola incessantemente un'infinità di parametri, produce immagini, pensa...
La mia domanda è: chi dorme, quando si dorme? Perché il cervello, certamente, non dorme: lui resta sveglio.
Non sono sicuro che il cervello funzioni proprio nello stesso modo in una persona sveglia e in un dormiente. Non direi che la risonanza magnetica possa arrivare a dimostrare questo. Ma e' vero che l'attivita' cerebrale, in senso almeno quantitativo, nel dormiente non e' molto diversa.
A cosa punta tutto cio'?
Per rispondere alla sua domanda: per come capisco le cose, quando si dorme, cio' che dorme (o per meglio dire si "riduce") e' proprio lo stato di autocoscienza, dove con autocoscienza intendo la capacita' di percezione del se', la capacita' cioe' di osservare i propri stessi pensieri e di rielaborarli razionalmente.
-
Citazione:
Originariamente Scritto da
Aganto
Esiste? Se esiste, qual'è la sua natura? Quali sono le sue attribuzioni in relazione al senso? Come interagisce con la materia? Guardando la materia, possiamo scorgere la sua "anima"?
Per evitare confusioni , come si sono già viste , ti chiedo una cosa .
Vuoi una risposta bibilica o una risposta della semplice ragione ?
Io ,ad esempio, posso darti la risposta della semplice ragione .
-
Penso che la migilor risposta sarebbe quella che cerca d'essere maggiormente prossima alla verità, no?
-
Citazione:
Originariamente Scritto da
Aganto
Penso che la migilor risposta sarebbe quella che cerca d'essere maggiormente prossima alla verità, no?
è generico quello che dici , uno potrebbe chiederti : ma cos'è la verita ?
invece dobbiamo subito distinguere due tipi di risposte : una della ragione e una della fede , senza fare lunghi minestroni come spesso fanno gli eretici .
-
Citazione:
Originariamente Scritto da
MarcoMusy
Il mio problema e' che non capisco che cosa sia l'anima nell'accezione cristiana del termine, e quali ragioni spingano a postularne l'esistenza.
Rispetto alla sua domanda, credo sia utile precisare che non esiste un'accezione cristiana univoca del termine: e ciò per la ragione che il cristianesimo non ha sposato alcuna antropologia, ma flirta - per così dire - con tutte. Certo: ha delle preferenze. La visione biblica dell'uomo, le differenziatissime interpretazioni patristiche, il quadro solido tommasiano dell'anima forma corporis, il dualismo cullmaniano, la ricomposizione rahneriana...sono tentativi - in realtà - di declinare in termini filosofico-antropologici la promessa scndalosa di Gesù relativa al permanere dell'esistenza umana oltre la morte (la 'vita eterna'). Teologicamente ciò che spinge a mettere a punto modelli antropologici che includano l'anima è la necessità di esprimere in termini ragionevolmente adeguati la rivelazione di Cristo.
Citazione:
Perche dice che la mente non e' riconducibile a stati fisici della macchina-cervello?
Ho detto 'non riducibile', non 'non riconducibile'. E l'ho detto fondandomi sugli argomenti che si oppongono al materialismo eliminativistico, credo al momento sostenuto - fra i grandi - solo dagli adorabili coniugi Churchland. L'esperienza soggettiva non è riducibile a un'informazione fisica - come ben spiega il famoso apologo di Jackson sulla neuroscienziata Mary e sul suo mondo in bianco e nero.
Citazione:
cio' che dorme (o per meglio dire si "riduce") e' proprio lo stato di autocoscienza, dove con autocoscienza intendo la capacita' di percezione del se', la capacita' cioe' di osservare i propri stessi pensieri e di rielaborarli razionalmente.
Ma questo 'stato di autocoscienza' ha dei correlati neurali precisi e univoci? Se li ha, non si vedono bene. Se non li ha, che cos'è?
Grazie, Barsanufio
-
Citazione:
Originariamente Scritto da
apoliticos
è generico quello che dici , uno potrebbe chiederti : ma cos'è la verita ?
invece dobbiamo subito distinguere due tipi di risposte : una della ragione e una della fede , senza fare lunghi minestroni come spesso fanno gli eretici .
La verità, intesa in senso intellettuale, come stiamo facendo ora, penso possa considerarsi come un attributo delle rappresentazioni teoriche, ideali, della realtà, tanto più presente quanto più queste rappresentazioni risultino essere corrispondenti alla realtà che vogliono descrivere.
Non mi pare molto generico...
-
Citazione:
Originariamente Scritto da
Barsanufio
il quadro solido tommasiano dell'anima forma corporis
Parte di questo "quadro" è dottrina definita, quindi sposatissima dalla Chiesa Cattolica.
-
Citazione:
Originariamente Scritto da
Aganto
Parte di questo "quadro" è dottrina definita, quindi sposatissima dalla Chiesa Cattolica.
In un certo senso questo è vero. La nota dichiarazione della costituzione Fidei Catholica del Concilio di Vienne con cui - opponendosi a una visione dell'uomo tendenzialmente tricotomiche sostenute dallo spirituale francescano Pietro di Giovanni Olivi - viene riprovata ogni opinione che ritenesse quod anima rationalis seu intellectiva non sit forma corporis humani per se et essentialiter, pare effettivamente ufficializzare la posizione tommasiana.
D'altra parte Pio IX, in una lettera indirizzata al Rettore dell'Università di Lille, spiega autorevolmente come tale formulazione sia infallibilmente vera solo all'interno del sistema linguistico e filosofico di riferimento. e che l'infallibilità non è estesa a tale sistema. Lo trovo un modo di argomentare funambolico, effettivamente, ma molto carino.
Grazie, Barsanufio
-
Citazione:
Originariamente Scritto da
Barsanufio
D'altra parte Pio IX, in una lettera indirizzata al Rettore dell'Università di Lille, spiega autorevolmente come tale formulazione sia infallibilmente vera solo all'interno del sistema linguistico e filosofico di riferimento. e che l'infallibilità non è estesa a tale sistema. Lo trovo un modo di argomentare funambolico, effettivamente, ma molto carino.
Grazie, Barsanufio
Se hai il testo in digitale, potresti riportarlo oppure fornire un link?
Bisogna vedere, poi, se quella lettera della quale parli possa essere considerata atto di Magistero, infatti, se così non è, allora nulla muta della definizione conciliare di Vienne.
Inoltre, se ho capito bene quello che hai scritto, ci trovo nulla di strano; ogni definizione magisteriale, infatti, non prescinde dal linguaggio e dal sistema di pensiero del tempo nel quale è stata formulata; ciò, però, non implica che nessuna sostanza venga definita, implica solo che per cogliere correttamente la sostanza definita, cioè i concetti, si debba rifarsi proprio al contesto linguistico, teologico, culturale, etc, nel quale tale definizione è stata formulata.
-
Non ho il testo in digitale ma posso darti il riferimento:
AAS (sta per Acta Apostolicae Sedis) 10(1877) 257-59
Non è che il contenuto sia strano, affatto. Mi pare spericolata per il suo tempo (e spericolata nel senso dell'intuizione profonda e modernissima) questo sostenere che tale definizione è infallibilmente vera, solo però all'interno di una cornice filosofica e linguistica invece discutibile...
Grazie, B.