
Originariamente Scritto da
Gianlu
Dal corriere di firenze organo del partito comunista.
Il ring: Notizie dal quadrato dove si combatte la battaglia politica.
Renzi, la Margherita e il "gioco" del rispetto dei ruoli.
I giorni della verità. Ora è chiaro a tutti, quando c'è in ballo il rispetto dei ruoli e delle opinioni altrui il presidente della provincia di firenze matteo renzi non si sente a suo agio. Per lui è diventata pari a una "mission impossible". Come fa a non distinguere il suo attuale ruolo istituzionale da quello più propriamente politico? Volete l'ultima prova? Ce l'ha data con la sua ENews n.166 inviata tramite l'indirizzo e-mail hiperlink "mailto

residente@provincia.fi.it"
presidente@provinvia.fi.it ad alcune migliaia di destinatari.
Intanto una considerazione di ordine generale. Da un utile strumento di informazione Renzi l'ha trasformato in un compendio di personalissime esternazioni. Questa volta poi ha finito per superarsi. L'occasione della settimanale esternazione presidenziale è diventata una opportunità per discutere sui congressi della margherita, sul futuro partito democratico. e perfino sulle primarie per la candidatura ulivista a sindaco di Rignano sull'Arno, salvo poi scusarsi "con chi non è della Margherita" e subito dopo tirare avanti imperterrito. Ribadendo addirittura che "ogni tanto è utile anche parlare del proprio partito". E come se non bastasse, per gli approfondimenti il presidente raccomanda di visitare il proprio sito internet e quello del suo partito.
Con questa duplice e gratuita invasione di campo ha davvero passato il segno.
Però, non è casuale un atteggiamento del genere. Basta fare mente locale e pensare al cambio al vertice dell'apt di Firenze con l'imposizione di un direttore (di area rutelliana) paracadutato da Roma. Oppure, alle modalità della crisi della giunta provinciale che egli ha avviato mettendo alla porta alcuni assessori con posizioni critiche.
Senza dimenticare che il Renzi-pensiero per l'ingresso della Provincia nella Centale del latte di firenze prato e pistoia. E soprattutto il chiedo fisso della competizione con l'eurodeputato Lapo Pistelli e l'idea di condurre in prima persona la pratica congressuale. Su questo fronte il massimo l'ha raggiunto indicando una terna di candidati alla segreteria provinciale del partito composta dai suoi assessori Giorgetti e Saccardi e dal capogruppo in consiglio provinciale Ermini. Candidature (intercambiabili?) di suoi fidelissimi sostenitori che fra l'altro nemmeno la componente rutelliana ha avuto modo di prendere in esame. Secondo Renzi sarebbe stata una discussione superflua visto che "il tema di chi fa il segretario è secondario". E allora perchè ha insistito su certe candidature di parte sapendo di arrivare alla rottura? Per il semplice motivo che Renzi ha una concezione quantomento autoritaria dell'unità. Come pure è sintomatica la sua concezione del partito che deve essere "un partito nel quale si lavora, non si vota soltanto" e anche un "partito western, non un partito fiction". E' il soggetto per un film di Sergio Leone? Incredibile ma vero.
Al punto che la maggioranza della margherita fiorentina ha cominciato a voltargli le spalle e gliel'ha dimostrato nei congressi. Un'altra perla è il suo non gradimento (che vuol dire?) della candidatura a segretario del consigliere regionale Gianluca Parrini. Altro che mettersi di traverso, Renzi avrebbe dovuto interrogarsi sulle motivazioni che hanno spinto parrini a candidarsi. Eppoi dove era scritto che le candidature necessitavano dell'imprimatur renziano? Insomma l'esatto contrario del suo "immaginare una scommessa collettiva di un gruppo". Il gruppo si ma ai suoi ordini. Anche un pò presuntuoso il Presidente. Così come dire "non basta la diversità ci vogliono anche le idee" ha corrisposto ad un attacco a chi ha deciso di negargli fiducia e consenso.
Forse la stagione dei congressi non ha giovato al presidente renzi.
Alla fine di uno scontro al calor bianco innescato pensando di avere già la vittoria in tasca ne esce assai indebolito.
Nonfoss'altro per l'elezione bis di Giacomo Billi.
E' mai possibile che non abbia capito di essere la vera causa delle divisioni che stanno scuotendo la margherita fiorentina? Fatto non certo secondario mentre sta per partire il cantiere del partito democratico. Un elemento che potrebbe pesare parecchio nel processo unitario con i democratici di sinistra fiorentini, fino a oggi dispensatori di molta cautela e fin troppo preoccupati della tenuta della coalizione. Anche quando il presidente li ha considerati alla stregua dello zerbino di casa. In conclusione visto che Renzi sollecita i lettori delle sue Enews a fargli pervenire giudizi e opinioni, noi lo invitiamo a una riflessione sul mandato ricevuto dagli elettori.
Inoltre a questa riflessione ci permettiamo di aggiungere un paio di consigli.
Ai cittadini interessano i risultati e dunque gliene dia conto piuttosto che fare il "duro" (lo scrive Renzi) con il sindaco di San Miniato per un autovelox "non concordato" sulla FI-PI-LI. Infine attenzione: il genio potrebbe rientrare nella lampada e non uscire più.