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Risultati da 41 a 50 di 64
  1. #41
    W BUSH
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    Citazione Originariamente Scritto da rossopietro Visualizza Messaggio
    guido rossa comunista ed iscritto alla cgil non denunciò un iscritto alla cgil ma un suo collega di lavoro e fu ucciso per questo.
    Ti voglio ricordare che le brigate rosse furono sconfitte anche grazie al sindacato cgil in primis.
    Queste sono fandonie di comodo!

    Le br non furono sconfitte affatto dalla cgil; infatti Guido Rossa fu un caso isolatissimo.

    Per anni i komunisti coprirono di fatto le malefatte del partito komunista combattente, o nel migliore dei casi si voltavano d'altra parte facendo finta di niente.

    Le br furono sconfitte e rimandate nelle fogne di provenienza, quando la digos cominciò a porre una formidabile pressione sugli AUTONOMI, i quali fiancheggiavano a livello logistico gli operativi br dell'eversione komunista.

    Insomma l'appartenenza all'area di autonomia era al tempo stesso complementare e propedeutica alla carriera in banda armata, ma ne rappresentava anche l'anello debole.

    Oggi gli autonomi hanno solo cambiato nome: in disobedienti, no global, giro-tontini, pacifinti, etc.

    Un po' come le diverse sigle del terrorismo islamista nascondono sempre in verità gli stessi operativi.
    Oppure i diversi aerei di Mussolini, in realtà erano sempre gli stessi cui cambiavano i numeretti sulle ali.

  2. #42
    Gin Pì... Nun ce lassà...
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    Citazione Originariamente Scritto da Blue Jay Visualizza Messaggio
    Epifani ha commesso degli errori madornali e a mio parere a questo punto dovrebbe assolutamente dimettersi, altrimenti si dimostra peggiore degli uomini politici della vecchia DC per attaccamento alla poltrona.
    Eh... quanta fretta, Blue Jay. Lasci che almeno qualcuno lo candidi a qualche carica politica...

    Vuole stroncargli la carriera (e la pensione) finché è ancora nel fiore degli anni?

    Non si fa...

  3. #43
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    Citazione Originariamente Scritto da FreeFlag Visualizza Messaggio
    Caro C.A. (Coglione Acclarato), il diplomino da ragioniere era carta quasi straccia pure ai miei tempi (nonostante i 52/60) se mi servì per farmi assumere da un notaio...!!! E continuò ad esserla nei 9 anni seguenti di gavetta in altre due aziende. E neppure mi tornò utile quando decisi di avviare un'attività in proprio, Caro Koglione.

    Certo che, però, ho dovuto menarmelo parecchio. Così come sta facendo mio figlio che se ha voluto lavorare, per non delinquere..., ha dovuto cercarselo a Bari, a Genova, addirittura in Romania. E non certo da "padrone" ma da dipendente.

    E allora? Le cose vanno così e ci si deve adattare... Tu e la tua generazione di budini cosa volete? Il posto fisso e sicuro? Fatevelo, costruitevelo, immaginatevelo come hanno fatto quelli prima di voi. Mica è proibito...
    Sudate e sputate, rinunciate alle ferie e alla comodità della famiglia.

    Oppure scegliete la via del vittimismo e aspettate che qualcuno abbia pietà della vostra condizione precaria. Che magari vi insegni come si confeziona una bomba carta o vi istruisca nell'uso di fionde e biglie d'acciaio.
    Insisti col parlare di fatti personali.
    Ti ho già detto che sto facendo un discorso in generale,non parlo di me,dei miei amici o di te e di tuo figlio che mi fa piacere se la sia cavata,ma io mi riferisco ad altro.
    E' un dato di fatto che oggi ci sono meno garanzie e bada che non è un discorso di sinistra,queste cose le ho sentite dire alla signora Polverini,la segretaria dell'UGL,un'ottima organizzazione sindacale che a differenza della triplice mostra una sua autonomia dalla politica.
    Ora,in questo clima,dove c'è gente che ad esempio fa orari pazzeschi nei call-center per prendere una miseria al mese,è chiaro che ci può essere qualcuno attratto da certi discorsi.
    Non mi pare difficile da capire,è come chi vive nell'analfabetismo e nell'ignoranza e finisce nella rete della mafia e non a caso padre Puglisi a Palermo quei ragazzi cercava di farli studiare invece di fare comizietti in tv come i sinistri antimafia.
    Qui bisogna creare nuove leggi che rendano più sicuro il lavoro,s'è fatto troppo per le imprese e troppo poco per i dipendenti,ma certamente non può essere questo governo a farlo,dato che ha come principale sponsor Montezemolo e i capoccioni della confindustria.

  4. #44
    Gin Pì... Nun ce lassà...
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    No, non è difficile da capire. Ma le deviazioni, le scorciatoie e i compromessi c'erano anche anni fa, non sono un "privilegio" o una possibilità dei giovani di oggi.

  5. #45
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    A proposito di precarietà segnalo :

    http://www.fiammatricolore.net/fiamm...olo.asp?id=207

  6. #46
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    Citazione Originariamente Scritto da brunik Visualizza Messaggio
    ma quanti iscritti c'ha sta CGIL ?
    ma sai quanti brigatisti ci sono?

  7. #47
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    Citazione Originariamente Scritto da rossopietro Visualizza Messaggio
    guido rossa comunista ed iscritto alla cgil non denunciò un iscritto alla cgil ma un suo collega di lavoro e fu ucciso per questo.
    Ti voglio ricordare che le brigate rosse furono sconfitte anche grazie al sindacato cgil in primis.
    Infatti il compagno dalla Chiesa era un generale dell'NKDV iscritto alla CGL

  8. #48
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    A me fa specie che chi ha votato e difese Scajola, l'uomo del "quel rompicoglioni di Biagi", dia lezioni di morale...perchè se Cofferati fu un cretino all'epoca, non mi pare che l'esimio ministro dell'Interno sia stato da meno...

    E comunque, a me non sembra per niente ridicolo o foriero di segrete trame che sti 8 fossero della CGIL, anzi mi sarei stupito fossero stati iscritti a qualche altro sindacato: erano lavoratori dipendenti e studenti di estrema sinistra, dovevano iscriversi alla CISL??? Suppongo che nessuno abbia chiesto, negli anni 70, lo scioglimento della CISNAL per finacheggiamento al terrorismo nero, no???

  9. #49
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    Citazione Originariamente Scritto da JohnNozik Visualizza Messaggio



    Quoto. Rieducazione liberale e repubblicana per i comunisti e i socialisti. Per insegargli a vivere nel rispeto altrui. Per insegnargli a vivere e lasciar vivere chi non la pensa come loro.
    Ma basta co ste cavolate, ti pare che De Michelis, Caldarola o Bertinotti aspirino a un regime totalitario??? Ma ti leggi quando scrivi???

  10. #50
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    Premi, poltrone, plausi. Per gli ex terroristi arrivano gli anni d’oro
    di Stefano Zurlo da Il Giornale
    Da Scalzone a Curcio a D’Elia: così i protagonisti della lotta armata sono passati dalla galera o dalla latitanza ai convegni universitari O ai vertici delle istituzioni

    Sfila come un divo, fra abbracci ai tanti ex della lotta armata e applausi. Oreste Scalzone è l’ultimo esempio di quella metamorfosi che ha portato molti ex terroristi dalle galere o dalla latitanza o dalle retrovie della società ai primi posti, sotto i riflettori, a convegni, premi e forum. Un fenomeno inarrestabile. Lui, l’ex leader di Autonomia, era ricercato ancora poche settimane fa dalla giustizia, ma la storia è finita proprio all’italiana: prescrizione del reato, ovvero non si è riusciti in un quarto di secolo ad arrivare ad una sentenza definitiva. E così, fra proclami pararivoluzionari e concertini improvvisati con la sua fisarmonica, Scalzone ha cominciato a girovagare per l’Italia manco fosse una madonna pellegrina. Sabato, a Vicenza, i giovani no global gli chiedevano: «Oreste, quando vieni da noi ad insegnarci all’Università?». E lui, meglio di un professore, ha distillato il suo pensiero: «Chi grida 10, 100, 1000 Nassirya è un frustrato. Ma scusate, le Br hanno mai detto: 10, 100, 1000 Aldo Moro?».
    Un quesito che potrebbe essere girato ad un altro docente d’eccezione: Renato Curcio. Sì, nientemeno lui, il fondatore delle Br, colui che al convegno di Pecorile nell’agosto 1970 diede il via alla lotta armata. Pure lui, poco più di un mese fa, è salito in cattedra, all’Università del Salento di Lecce, e davanti a centocinquanta ragazzi ha tessuto a modo suo la riflessione sugli anni di piombo: «Vengo da una famiglia valdese, l’abiura non è un modo serio per affrontare le questioni e i valdesi l’hanno pagata con diverse gole tagliate». Messo in chiaro il rapporto con il passato, ha regolato anche quello con la propria biografia. «Cattivo maestro io? Non so se sono un maestro, nemmeno se sono buono o cattivo. Sono un’immagine sovradimensionata di una realtà più modesta».
    Naturalmente, ciascuno è libero di rileggere come meglio crede l’album degli anni Settanta e Ottanta. Certo, negli ultimi tempi gli stessi protagonisti di quella stagione di lutti e sciagure hanno dimenticato, alla spicciolata, il carcere, e hanno tracimato nella società occupando cariche e poltrone. Può apparire surreale, ma la conquista del potere, fallita drammaticamente allora, oggi è per alcuni una realtà.
    Sergio D’Elia, negli anni Settanta capo del gruppo toscano di Prima linea, è deputato della Rosa nel Pugno e, addirittura, segretario d’aula alla Camera. Mariella Magi, vedova dell’agente Fausto Dionisi, morto alle Murate di Firenze durante un assalto dei piellini, è scoppiata a piangere quando ha saputo la notizia e ha scagliato il suo anatema contro lo Stato: «Le istituzioni mi hanno abbandonato. E hanno lasciato sola mia figlia che è cresciuta senza conoscere suo padre». Lorenzo Conti, figlio del’ex sindaco di Firenze Lando Conti, ucciso dalle Br nel 1986, ha fatto anche di più, uno sciopero della fame e poi un appello al Presidente della Repubblica per evitare l’ultima umiliazione dopo la polvere mangiata negli anni scorsi: un mondo a rovescio, dove gli ex terroristi ricevono borse di studio e consulenze, i familiari di chi non c’è più si arrangiano ai bordi della società. E quando ottengono un riconoscimento, capita che sia peggio di uno schiaffo, come può documentare la vedova del Procuratore generale di Genova Francesco Coco, eliminato dalle Br a nel 1976: la medaglia d’oro è arrivata a domicilio, come una raccomandata o una multa.
    D’Elia ha scalato la piramide della politica italiana, altri occupano caselle importanti su e giù per il Paese. Susanna Ronconi, addirittura due volte ex - Br e Prima linea - è entrata nella Consulta nazionale per le tossicodipendenze. E a chi ricordava il suo passato, il ministro della solidarietà Paolo Ferrero ha risposto per le rime: «Susanna Ronconi ha titoli scientifici maggiori di altri componenti della Consulta». Punto. Lei ha provato a ribaltare l’indignazione dei parenti di chi è solo una foto ingiallita: «Dico loro di considerare che la vita che conduco oggi è la vittoria della democrazia sulla lotta armata».
    L’elenco dei promossi è lungo, perfino noioso. Qualche accenno può bastare. Roberto Del Bello, una condanna per banda armata, è capo della segreteria del sottosegretario all’Interno Francesco Bonatto (Prc); Silvia Baraldini, nome simbolo di una certa difficoltà di rapporti fra Italia e Usa, era stata condannata negli Stati Uniti a 40 anni, poi venne estradata con la promessa del nostro governo che nulla sarebbe cambiato. Invece, la situazione si modifica e non di poco: nel 2001 gli arresti domiciliari, peraltro dovuti a causa delle gravi condizioni di salute, nel dicembre 2002 addirittura un contratto di consulenza da 12mila euro con il Campidoglio. E subito dopo la richiesta, quasi scontata, di chiarimenti da parte dell’ambasciata di Washington.
    Altri navigano fuori dai circuiti delle istituzioni, ma finiscono lo stesso sui giornali: perché il loro presente è colmo di talenti e di soddisfazioni. Adriana Faranda, la postina del sequestro Moro, ha vinto recentemente con «Il volo della farfalla» (Rizzoli) il premio De Lollis, con il patrocinio della regione Abruzzo. E alle proteste di chi ha sofferto, ha replicato così: «Gli si dia spazio, siano messi in grado di esprimere tutto il loro dolore. Solo però io mi chiedo perché dovrei stare zitta».
    L’ultima notizia dal fronte degli ex arriva da Genova: c’era anche Fabio Fazio all’inaugurazione, affollata, del ristorante di Isabella Ravazzi, femminista storica e compagna di Enrico Fenzi, intellettuale e nome di spicco della colonna ligure delle Br. Il nome del locale è un programma: «Ombre rosse».

 

 
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