CRONACA InviaStampaGli organizzatori vietano i passamontagna e oltraggi alle bandiere
Paura per l'arrivo degli anarco-insurrezionalisti, servizio d'ordine affidato alla Cgil
I no-base avvertono i filo-Br
"Uno slogan e sarete cacciati"
dal nostro inviato ENRICO BONERANDI
VICENZA - Ancora un giorno di attesa, di riunioni e trattative, di diplomazie e di avvertimenti a chi potrebbe "rovinare tutto", mentre al check-point dei comitati, sotto il tendone a un passo dall'area dove dovrebbe sorgere la nuova base Usa di Vicenza, spiegano che tutto va come dovrebbe, la manifestazione sarà grandiosa (previsti almeno in 50mila) e peggio sarà per chi fa il profeta di sventura. "Sono fiduciosa perché il corteo non è un punto di arrivo, ma di partenza - dice Patrizia Balbo, uno delle pasionarie anti-base, lei ex Udc, accanto a tante di sinistra -. Se ci saranno violenze, possiamo anche tornare a casa a cuocere la polenta".
Sembra sprovveduta la signora, ma non lo è: "Certo che abbiamo il servizio d'ordine. La cosa migliore è che ogni spezzone del corteo ne abbia uno al proprio interno. Ci si conosce, e chi non lo conosciamo lo guarderemo a vista". E i padovani del Gramigna? "Abbiamo chi li conosce e li controllerà". Cartelli che inneggiano alla lotta armata? "Se ci saranno, li faremo togliere". Bandiere americane bruciate? "Sarebbe un messaggio sbagliato". Passamontagna sulla faccia? "Qui si sfila a viso scoperto".
Germano Raniero, dipendente ospedaliero dei Cub - che sabato hanno indetto uno sciopero per partecipare alla manifestazione - la mette così: "Garantisco io". Poi spiega: "Nei giorni scorsi io e altri abbiamo fatto una visitina a Torino, Milano, Genova e anche al centro Italia, prendendo contatto con i gruppi diciamo più accesi. Abbiamo parlato chiaro. Nessuna tolleranza, devono stare alle nostre regole. Credo che abbiano capito. I centri sociali come quello di Luca Casarini han promesso che ci daranno una mano".
L'ossatura vera del servizio d'ordine saranno però i sindacalisti della Cgil, presente in forze al contrario di Cisl e Acli. "Avremo occhi ovunque", assicura il segretario vicentino Oscar Mancini. Che ribadisce: niente bandiere bruciate, passamontagna sulla faccia, cartelli di solidarietà con la lotta armata". Ci saranno "compagni riconoscibili" e "compagni in incognito", pronti a piombare come falchi se "i disobbedienti disobbediscono". A quanto par di capire, se ci saranno vistosi strappi alle regole, il sindacato ha giurato pronta vendetta e eterna inimicizia.
Resta il fatto che, con l'arrivo previsto di gruppi di anarco-insurrezionalisti - soprattutto da Torino e da Milano - l'allerta è massima. Dal Viminale sono giunti ordini di "tolleranza zero". Saranno dislocati almeno 1500 uomini, sui 300 normalmente di stanza a Vicenza, lungo il perimetro della manifestazione, che girerà attorno al centro per 6 chilometri e mezzo. Altri 2500 tra vigili urbani, medici, infermieri, volontari della protezione civile. Cinque elicotteri sorveglieranno dall'alto. Quattro i punti di soccorso e un ospedale da campo. Transennato e off limits il centro storico, presidio in forze davanti alla caserma Ederle. Chiuse scuole, musei, teatro Olimpico.
Troppe precauzioni, per i rappresentanti dei comitati. L'indispensabile, per questore e prefetto. Delegati del Social Forum di Genova sorveglieranno che non ci siano abusi da parte della polizia, mentre un gruppo di legali del centro-destra farà "ispezioni" opposte, nel campo dei manifestanti.
I più intimoriti sono i negozianti, che hanno subissato di telefonate le proprie associazioni. Che, però, al contrario di quanto avvenne per la manifestazione di dicembre, non hanno proposto la serrata. Anzi, l'indicazione è di "tenere aperto per non creare allarmismi che nuocciono alla tranquillità dei cittadini". Andrea Gallo, dell'Ascom, precisa: "Raccomandiamo apertura, ma prudenza". Un gruppo dissenziente del centro-storico ha deciso invece di abbassare le serrande, aprendo domenica per recuperare i soldi persi. "E sfidiamo i vigili a farci la multa".
Manuela Dal Lago, presidente leghista della Provincia, tuona sulla porta della Prefettura, dove ieri pomeriggio si è riunito il comitato per la sicurezza e l'ordine pubblico: "Perché si fa una manifestazione, se la si ritiene pericolosa? Si poteva evitare di militarizzare la città, creando pesanti disagi oltre che pericoli ai vicentini". Le fa eco il sindaco Enrico Hullweck, Fi: "Tutto può succedere. Qui non arriveranno solo agnellini. La città è aggredita e la costruzione della base è solo una scusa per una manifestazione contro il governo e gli americani".
Il prefetto ha lanciato un appello: "Confido nel senso di disciplina di tutti". Il questore si dice fiducioso: "Sarà verosimilmente sarà una giornata pacifica. Dalle informazioni di cui siamo in possesso non dovrebbero esserci scontri". Però sui muri della città sono apparse scritte minacciose, su cui sta indagando la Digos, e non sono proprio di buon auspicio.
(16 febbraio 2007) Torna su




Rispondi Citando