Berlusconi: "Il colpo al Sismi
mina la sicurezza del Paese"
di Adalberto Signore - sabato 17 febbraio 2007, 100
Clicca per ingrandire Roma - «Un processo assolutamente da non fare, con il risultato che i nostri servizi non avranno più la collaborazione di nessun’altra intelligence straniera perché saranno considerati inaffidabili. Insomma, un colpo alla sicurezza degli italiani». Rientrato a Palazzo Grazioli dopo una lunga passeggiata insieme a Gianni Letta per gli antiquari di via Giulia, Silvio Berlusconi si sofferma qualche minuto con i cronisti. E nel commentare il rinvio a giudizio dell’ex direttore del Sismi Niccolò Pollari e di 26 agenti della Cia per il sequestro dell’imam Abu Omar usa toni duri, ma ben più cauti di quelli che gli attribuiscono i parlamentari che hanno occasione di sentirlo nel corso della giornata. Non è un caso che il coordinatore azzurro Sandro Bondi arrivi a parlare di «autentico suicidio di Stato». Il Cavaliere, invece, bolla il processo come «assurdo». Avrà come conseguenza, dice, che «non solo l’intelligence americana ma anche tutti i servizi del mondo ci considereranno inaffidabili». Poi difende l’operato di Sisde e Sismi negli ultimi cinque anni, perché «non c’è stato neanche un attentato» e di questo «vanno ringraziati». Il Cavaliere, invece, si trincera dietro un «non commento» quando i cronisti gli chiedono conferma dell’ipotesi che i brigatisti stessero pensando di far esplodere un’autobomba davanti alla sua villa milanese di via Rovani. E pure sulle dichiarazioni del segretario del Pdci Oliviero Diliberto («Berlusconi mi fa schifo») preferisce il silenzio. Anche se è eloquente il suo gesto quando gli si chiede se non sia il caso di abbassare i toni. Ancora silenzio, ma la mimica è tutta un programma: mani sul petto e sguardo interrogativo come a dire «non venitelo a dire a me...».
Se si farà il processo a Pollari, la legge italiana democraticamente emanata sarà rispettata e fatta applicare da giudici democraticamente nominati secondo legge e verrà sottolineato che rapire i nostri cittadini dal nostro territorio da parte di un paese straniero per torturarli senza processo non è DEMOCRATICO. UN VERO PERICOLO PER IL MONDO




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