Le neviere e il commercio della neve
La neviera, Domo de su nie, era una struttura scavata come un pozzo, profonda diversi metri e sovrastata da muretti realizzati in pietre murate a secco e serviva per conservare la neve che in questo punto cadeva abbondante. Le neviere presenti a Funtana Cugnada sono state edificate in periodi diversi e venivano scavate nei canaloni dove la neve si ammassava per effetto del vento, formando le cosiddette bigas.
La neve veniva raccolta dai Niargios che, seguendo il cammino appena percorso, salivano per riempire, per mezzo di secchi e ceste, le domos de su nie, la pressavano con l'ausilio di appositi pali e quindi la ricoprivano di paglia, felci e terra. La neve poi d'estate veniva raccolta sottoforma di blocchi di ghiaccio e trasportata a dorso dei cavalli del castagnaro, viaggiando la notte, fino a Cagliari e a tutto il Campidano,destinandola principalmente alla produzione de "Sa Carapigna", gustosissimo sorbetto al limone antenato dell'attuale gelato.
In un primo periodo, probabilmente prima del 1636, erano i privati ad avere l'esclusiva della commercializzazione della neve, accumulando cospicue ricchezze. Dal 1636 fu il fisco spagnolo ad assumere in prima persona la gestione dell'attività, concedendo una privativa; il primo appaltatore fu un certo Girolamo Pirella.
Tale privativa era ereditaria, ovvero alla morte degli impresari l'attività passava agli eredi. Solo in seguito venne istituito un vero e proprio monopolio statale che concedeva agli appaltatori tale attività. Da sottolineare il fatto che il prodotto di una neviera era destinato esclusivamente al Palazzo Regio spagnolo: questo era un impegno sottoscritto al momento della concessione dell'appalto. Tra gli appaltatori ricordiamo i Devilla e gli Arangino.
Per sottolineare l'importanza che aveva questa attività bisogna dire anche che il pascolo del bestiame era proibito entro una certa distanza (forse 50 passi) dalle neviere, pena salatissime multe.
Il monopolio durò fino alla fine dell'800, ma l'attività dell'incetta della neve durò ancora per diversi decenni, ma alla fine venne soppiantata prima dall'importazione del ghiaccio da parte della Norvegia perché meno costoso, poi con l'apertura intorno al 1920 della prima fabbrica di ghiaccio a Cagliari da parte della Ditta Marchisio - Marzullo cessò definitivamente.
Chi avesse intenzione di approfondire la questione può recarsi a visitare il Museo Etnografico di Aritzo, dove sono custoditi, tra gli altri, gli attrezzi che venivano utilizzati per la preparazione de Sa Carapigna.
http://www.sardiniapoint.it/8446.html
....pure la neve veniva tassata,e qualcuno sostiene che non c'è stato colonialismo!




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