Ola, stavo pensando che si potrebbe organizzare una petizione online a favore dell'approdo al Maggioritario uninominale ad unico turno; poi quando abbiamo raggiunto un numero congruo di firme, la presentiamo al ministro Chiti.![]()
Ola, stavo pensando che si potrebbe organizzare una petizione online a favore dell'approdo al Maggioritario uninominale ad unico turno; poi quando abbiamo raggiunto un numero congruo di firme, la presentiamo al ministro Chiti.![]()


Secondo me dovrebbe bastare il Referendum del 1993... Ma alla casa delle illibertà evidentemente della volontà popolare espressa in un referendum non frega una mazza, dato che ha approvato il merdellum (alias porcellum).


approvo ma io sono per il doppio.
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P R I M O_M I N I S T R O_D I _P O L
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Presidente di Progetto Liberale


Approvo. Nella versione a turno singolo. Senza quote proporzionali. Semplice e chiaro. Rafforza il potere degli individui/elettori a scapito di quello della burocrazia politica.




Quoto, almeno però passa il concetto dell'uninominale, cioè della possibilità per l'elettore di sapere chi manda in parlamento o, vista dall'altra parte, del rischio assunto dalla segreteria del partito proponendo agli elettori un candidato riconoscibile.
Magari i può promuovere una petizione che si limiti a chiedere l'uninominale, lasciando al "buon cuore" del legislatore la scelta tra turno unico o doppio.


La indica il partito, o meglio la sua segreteria, stando alla situazione verticistica che si è creata, ma almeno deve correre il rischio di sottoporre agli elettori un personaggio riconoscibile e che quindi può suscitare un rifiuto o una approvazione non prevista dalla segreteria.
Ad esempio:
1 - la segreteria del partito da un collegio perdente ad un candidato scomodo, ma questo incontra un consenso imprevisto (che i vertici politici abbaino difficoltà a percepire l'orientamento reale dell'elettorato non è un mistero) e quindi viene eletto lo stesso, dando di fatto agli elettori più potere di condizionamento sul parlamento di quanto gradisse il vertice del partito.
2 - Si mette in un collegio blindato un candidato indigeribile per gli elettori, perché questi è comunque funzionale alle strategie del vertice del partito, ma ci si trova davanti alla sorpresa di perdere quel collegio avendo magari vinto nel caso descritto prima.
il numero di deputati di quel partito negli esempi descritti non cambierebbe, ma il condizionamento degli elettori sul vertice del partito sarebbe tale da cambiarne le scelte ancorandole non tanto al programma, quanto alle attese effettive degli elettori, perché gli eletti sarebbero più inclini a soddisfare queste che una segreteria a cui devono poco o nulla.
Col proporzionale, questo condizionamento da parte dell'elettore non è possibile, non parliamo poi del porcellum che è un caso a parte. In questo caso addirittura gli elettori determinano solo il 5% della composizione del parlamento, tutti gli altri eletti sono decisi a tavolino due mesi prima delle elezioni, e di quel 5% che agli elettori è consentito di determinare l'elezione, nessuno è in grado di sapere realmente chi sia stato eletto per il suo voto. In pratica gli elettori sono solo chiamati a ratificare una composizione del parlamento di cui non sanno nulla. I vertici di partito obbligano gli elettori a firmare un cambiale in bianco prima ancora che si tengano le elezioni e non corrono nessun rischio di sputtanarsi. Peggio di così...!


A me va bene anche il turno singolo.




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