Risultati da 1 a 6 di 6

Discussione: L'inchiesta "G8".

  1. #1
    email non funzionante
    Data Registrazione
    06 Mar 2002
    Messaggi
    13,127
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito L'inchiesta "G8".

    di Stefano Zurlo

    Nell’inchiesta sul G8, il primo a gettare la spugna è un magistrato: Achille Toro, procuratore aggiunto a Roma, un pezzo grosso della corporazione dei giudici italiani.
    I Pm di Firenze avevano scritto il suo nome nel registro degli indagati per rivelazione di segreto d’ufficio, poi avevano trasmesso le carte, per competenza, a Perugia.
    Ora, Toro lascia la magistratura.

    Una mossa quasi inevitabile, attesa da giorni alla Procura di Roma dove il clima si era fatto invivibile, perché molti pubblici ministeri non si fidavano più di lui.
    Allo stesso tempo, con questa mossa, Toro evita l’imbarazzo di un procedimento disciplinare che avrebbe potuto incidere sulla sua carriera e chiude almeno su quel versante le pendenze con la giustizia.
    All’età di 68 anni può andare in pensione senza ammaccature.

    Toro se ne va affidando il suo congedo a un comunicato: «Volendo essere libero di difendere l’onorabilità mia e di mio figlio, in ogni sede, e nel contempo desiderando eliminare ogni ragione di imbarazzo per l’ambiente di lavoro, con grande rammarico ma con animo sereno, dichiaro di volermi dimettere dall’ordine giudiziario».

    Toro, nome storico di Unicost, la corrente centrista della magistratura italiana, era finito nei guai per lo stesso reato già quattro anni fa.
    Allora era a capo del pool per i reati contro la pubblica amministrazione e conduceva le indagini sulle scalate Bnl, Rcs, Antonveneta e i colleghi di Perugia avevano avuto il sospetto che proprio lui avesse svelato al presidente del tribunale di sorveglianza di Milano Francesco Castellano l’esistenza di un esposto del Banco di Bilbao nei confronti di Unipol. Castellano, a sua volta, avrebbe passato la soffiata a Giovanni Consorte, ex numero uno di Unipol.
    Una vicenda delicatissima e scabrosa.

    Toro si era dimesso fra le lacrime da presidente di Unicost, di cui rappresentava la vecchia ala conservatrice, quella dei Caliendo e dei Martone.
    Poi il reato era caduto e Perugia aveva archiviato, ma ormai il colpo all’immagine era andato a segno. E aveva provocato frizioni dentro la Procura capitolina e sull’asse Roma-Milano.
    Toro si era defilato e si era riciclato come capo di gabinetto del ministro comunista Alessandro Bianchi nell’ultimo governo di centrosinistra.

    Meno di un anno fa era tornato in piazzale Clodio. Ma non è durata. E ancora una volta per una presunta fuga di notizie.
    Secondo gli investigatori sono lui e il figlio Camillo - che avrebbe avuto un incarico al ministero delle Infrastrutture - le talpe dell’avvocato Edgardo Azzopardi, uno dei tanti indagati di questa storia.

    La svolta arriva nell’estate scorsa.
    Azzopardi è in contatto «con un figlio e un padre». Camillo e Achille Toro.
    Il 16 ottobre Azzopardi chiede a Camillo di poter incontrare per cinque minuti il padre. Camillo non cede: «Papà lascialo perdere... tanto ce la vediamo noi, non ti preoccupare».
    Ma Azzopardi insiste: «Devo parlare con lui».
    E in effetti il 17 dicembre lo chiama per ringraziarlo di un regalo natalizio e gli chiede: «Senti, ma ti riesco a vedere per farti gli auguri di persona?». «Quando vuoi, non c’è problema», risponde serafico Toro che, secondo gli investigatori, avrebbe «rapporti di stretta confidenzialità» con il legale.
    Il 10 gennaio, in una girandola sempre più vorticosa, Azzopardi dice a Camillo: «Assumi notizie. Informazioni su tutti i campi».
    Un invito ripetuto il 26 gennaio.
    Quattro giorni dopo, Azzopardi chiama il suo amico Emanuel Messina e gli fa capire che ci sono guai giudiziari in arrivo: «Piove». «Non mi dire - si preoccupa Messina - pesantemente... piove parecchio?». Azzopardi conclude: «Beato te che stai al sole insomma».

    Il 10 febbraio, l’indagine sui Toro diventa di pubblico dominio con la perquisizione a casa di Camillo: i due sono indagati per rivelazione di segreto d’ufficio,
    Camillo anche per favoreggiamento.
    l colpo di grazia glielo danno due magistrati di Roma che lavoravano con lui: Sergio Colaiocco e Assunta Cocomello.
    A Perugia, fanno intendere che Toro avrebbe cercato di rallentare la loro indagine sugli appalti per i Grandi eventi.
    Nel giorno dell’addio, il presidente dell’Anm Luca Palamara gli rende l’onore delle armi: «La sua scelta merita apprezzamento in un Paese in cui le dimissioni sono merce rara».
    L’inchiesta sui Grandi eventi prosegue a Perugia.

    dal IlGiornale.it - Le ultime notizie, attualità, politica, economia, meteo del 18 02 2010

    saluti

  2. #2
    email non funzionante
    Data Registrazione
    27 Apr 2009
    Messaggi
    8,434
     Likes dati
    760
     Like avuti
    2,525
    Mentioned
    20 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Rif: L'inchiesta "G8".

    ---troppo comodo lasciare la magistratura e sfangarsela.
    Deve essere giudicato ma da una Commissione Senatoriale con una Presidenza concessa al rappresentante della Magistratura perchè sappia che non è sopra la Legge nè sopra il loro Sovrano:NOI.
    Così li mettiamo in riga.
    Naturalmente bisognerebbe rivoltare la Costituzione che è un comodo fortino per i Magistrati.
    Chi saprà mai metterci mano?
    Rivendichiamo anche per loro l'uguaglianza di cui all'art. 3 della Costituzione.
    Si facciano processare dal loro Sovrano. Noi ,il Popolo.
    Ultima modifica di joseph; 18-02-10 alle 21:27

  3. #3
    email non funzionante
    Data Registrazione
    06 Mar 2002
    Messaggi
    13,127
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Rif: L'inchiesta "G8".

    Gli strani legami di un giudice.

    Un giudice della Consulta come consulente giuridico non è una seconda scelta per un ministeriale.
    Ma dalle carte dell’inchiesta sul G8 viene fuori che Antonio Di Nardo, funzionario del ministero delle Infrastrutture, parla al telefono, e qualche volta incontra, Giuseppe Tesauro.
    Tesauro, appunto, è un giurista, già presidente dell’Antitrust e oggi componente della corte Costituzionale, nominato da Ciampi alla Consulta. È uno dei nove giudici che votarono a favore della bocciatura del Lodo Alfano.
    Ma Tesauro è anche socio di Di Nardo, a scorrere gli atti, in una srl immobiliare che si chiama «Il Paese del Sole» e che vanta altri soci eccellenti, tra cui Mario Giulio Cesare Sancetta, presidente di sezione della Cassazione, e Ivo Blasco, direttore generale alle Infrastrutture.
    Società che poco più di un anno fa, a ottobre del 2008, era interessata all’acquisizione di un terreno edificabile a Santa Teresa di Gallura. Operazione alla quale, spiega lo stesso Di Nardo, intercettato, era interessato pure il giudice costituzionale: «Sta signora di Santa Teresa di Gallura ci ha fatto una controfferta ... pure abbiamo parlato con Tesauro ... con il Presidente ... che anche loro sai sono soci in questa cosa ... e quindi dobbiamo formare un altro tipo di società e ci dobbiamo fare una controfferta».

    Ma Tesauro conversa con Di Nardo anche relativamente al contenuto di una lettera sulla «compatibilità»:
    «Ho visto quella lettera che ti hanno fatto ... va benissimo ... no?», spiega il giudice.
    Il problema, per Di Nardo, è conciliare la presenza come socio nell’immobiliare «Soa» con il suo incarico pubblico, dopo che l’autorità di Vigilanza gli ha messo gli occhi addosso.
    Per la stessa questione, a novembre 2008 Di Nardo invita Tesauro, che chiama amichevolemente «Peppe», a mangiare una pizza insieme.
    Si accordano per il lunedì successivo.
    E il giudice sembra aver capito che la margherita è una scusa per parlare di altro:
    «C’è qualche novità?», domanda. «Niente, poi ti spiego», taglia corto Di Nardo.

    la redazione del IlGiornale.it - Le ultime notizie, attualità, politica, economia, meteo 18 02 2010

    saluti

  4. #4
    email non funzionante
    Data Registrazione
    06 Mar 2002
    Messaggi
    13,127
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Rif: L'inchiesta "G8".

    Lo sfogo di Gianni Letta.

    Tutto lo sconforto di Gianni Letta.
    "Tante cose sentite e viste in questi giorni hanno turbato anche me, come tutti quelli che nei giorni del terremoto hanno sentito lacerarsi qualcosa dentro e hanno perso per un bel pezzo la capacità di sorridere e, ancor più, di ridere".
    Lo scrive il sottosegretario alla presidenza del Consiglio in una lettera alla presidente della provincia dell’Aquila Stefania Pezzopane.
    "Nel contempo - ha proseguito Letta rispondendo a una missiva della Pezzopane - non le nascondo la preoccupazione che questa vicenda sia deflagrata proprio nel corso di un periodo particolare, che certamente rischia di appannare la serenità del dibattito che pure è giusto intorno a vicende così drammatiche".

    Trasparenza dell'azione pubblica
    "Con la certezza che non verranno meno in futuro il rigore sin qui seguito, il metodo della totale trasparenza dell’azione pubblica, la determinazione rigorosa nell’uso di procedure perfettamente legali, la facilitazione dei controlli e della collaborazione tra diversi organi pubblici, utilizzati in questa prima fase di interventi - prosegue ancora Letta -, le confermo l’impegno del governo e mio personale di andare avanti sulla via della totale e limpida rinascita dell’Aquila e della sua economia".

    Il terremoto e gli sciacalli
    "Penso anch’io con orrore, come lei disse qualche giorno fa a L’Aquila - scrive il sottosegretario riferendosi alla Pezzopane -, a chi crede che le calamità possano essere un pretesto per fare buoni affari.
    Il terremoto, le vittime, la desolazione che ne consegue meritano ben altri sentimenti e ben altra pietà.
    Altro che affari!
    Ma, se qualcuno ha pensato il contrario, tutti faremo in modo che si ricreda!. Prima di fare le affermazioni che Lei mi contesta nella Sua accorata lettera - prosegue Letta nella lettera a Pezzopane - avevo fatto eseguire dai miei uffici una ricognizione della situazione.
    I risultati li metto adesso, volentieri, a sua disposizione: sono contenuti nel documento che allego alla presente" dice ancora il sottosegretario alla presidenza del Consiglio.

    "La Btp era fuori"
    Letta fece eseguire dai suoi uffici "una ricognizione" sulle imprese che hanno ottenuto lavori all’Aquila.
    Da questa ricognizione risulta che "con riferimento ai sospetti coinvolgimenti di imprese attive per i lavori del G8 alla Maddalena, cui ha dato risalto in questi giorni la stampa, si conferma che nessuna delle imprese che ha avuto incarichi nei predetti lavori è intervenuta per i lavori assegnati a cura del dipartimento della Protezione civile all’Aquila.
    In particolare - prosegue l’appunto - circa l’impresa Baldissini-Tognozzi-Pontello costruzioni generali spa, più brevemente indicata come impresa BTP, citata dalla stampa in questi giorni per il suo coinvolgimento in lavori eseguiti a Firenze, non alla Maddalena, La informo che essa ha partecipato a una sola gara comunitaria, relativa alla progettazione e realizzazione del modulo a uso scolastico provvisorio per la scuola secondaria di primo grado Carducci dell’Aquila, in associazione temporanea d’impresa con la società mandataria Cmp - cstruzioni metalliche prefabbricate srl di Martinsicuro (Teramo) e con l’impresa Vittorini Emidio Costruzioni Srl di L’Aquila.
    La medesima impresa risulta far parte del Consorzio Federico II, che ha inviato una propria lettera di presentazione al dipartimento della Protezione civile in data 18 gennaio 2010, senza ottenere dal medesimo alcun affidamento".

    dalla redazione del IlGiornale.it - Le ultime notizie, attualità, politica, economia, meteo 18 02 2010

    saluti

  5. #5
    ex unalei
    Data Registrazione
    27 Aug 2009
    Località
    Monza, Italy
    Messaggi
    3,386
     Likes dati
    10
     Like avuti
    28
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Rif: L'inchiesta "G8".

    “E’ meglio qualche magistrato in più in lista”
    Dice Antonio Di Pietro alla Repubblica (16 febbraio)


    Così si sfata ‘sta bufala della politicizzazione delle toghe




    “I magistrati suppliscono alla politica”
    Dice Francesco Saverio Borrelli alla Repubblica (15 febbraio)

    Sì, un poco come i carri armati sovietici supplivano alla fragilità politica di Dubcek e i carabineros di Pinochet alle difficoltà politiche del governo Allende


    “Quella strana rete di magistrati amici”
    Dice un titolo del Fatto (18 febbraio)

    No, Travaglio e i suoi non stanno facendo outing ce l’hanno con altri “magistrati amici”

  6. #6
    Forumista
    Data Registrazione
    24 Oct 2009
    Messaggi
    881
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Rif: L'inchiesta "G8".

    Citazione Originariamente Scritto da unalei Visualizza Messaggio
    “E’ meglio qualche magistrato in più in lista”
    Dice Antonio Di Pietro alla Repubblica (16 febbraio)


    Così si sfata ‘sta bufala della politicizzazione delle toghe




    “I magistrati suppliscono alla politica”
    Dice Francesco Saverio Borrelli alla Repubblica (15 febbraio)

    Sì, un poco come i carri armati sovietici supplivano alla fragilità politica di Dubcek e i carabineros di Pinochet alle difficoltà politiche del governo Allende


    “Quella strana rete di magistrati amici”
    Dice un titolo del Fatto (18 febbraio)

    No, Travaglio e i suoi non stanno facendo outing ce l’hanno con altri “magistrati amici”

    Francesco Saveri Borrelli?
    Lasciamo perdere. Stendiamo un velo pietoso.
    « Fama di loro il mondo esser non lassa;misericordia e giustizia li sdegna:
    non ragioniam di lor, ma guarda e passa. »

 

 

Discussioni Simili

  1. Risposte: 19
    Ultimo Messaggio: 17-04-13, 10:31
  2. Risposte: 1
    Ultimo Messaggio: 13-01-11, 22:47
  3. Risposte: 3
    Ultimo Messaggio: 22-09-09, 18:29
  4. Risposte: 33
    Ultimo Messaggio: 07-06-07, 06:52
  5. Società multirazziale, inchiesta del "New York Times": "non sono bianco e..."
    Di Tomás de Torquemada nel forum Destra Radicale
    Risposte: 2
    Ultimo Messaggio: 07-04-02, 02:04

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito