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Risultati da 1 a 8 di 8
  1. #1
    Mé rèste ü bergamàsch
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    Predefinito Chi ha dato patenti di federalismo al commercialista prestato alla politica?

    Giulio Tremonti: "Il vero differenziale negativo italiano è dato due fatti, uno culturale e uno istituzionale. (...) Il secondo fattore spiazzante è la combinazione tra leggi Bassanini e il Titolo V. Siamo l'unico paese europeo che per costituzione prevede che le grandi infrastrutture nazionali di trasporto e di energia siano di competenza concorrente regionale. Un conto è sentire i territori, un conto è dare ai territori il diritto costituzionale di veto. Tra il 1999 e il 2001 l'asse del potere si è spostato in modo irresponsabile dal centro alle periferie causando drammatici effetti di blocco. (...) Un paese serio si impegnerebbe nella riforma della costituzione. Un'occasione forse persa. Ricordo che nel referendum tanto demonizzato le reti nazionali tornavano al centro".

    Sole24Ore, 18 febbraio 2007


    - a me sembra che le reti che servono veramente ai cittadini non si facciano per l'elefantiaca ed eccessiva burocrazia centrale, per l'atteggiamento delinquenziale dell'anas e per una gestione dei flussi delle tasse che penalizzano quei territori che quelle tasse in maggior parte le versano

    - a me sembra che la velocità del potere centrale sia sempre e solo per obbiettivi contrari alle reali esigenze della popolazione, vedi vicenza, e lì i poteri di veto naturali dei territori interessati vanno a farsi benedire

    - la Catalogna ha giurisdizione autonoma delle opere pubbliche e delle infrastrutture insistenti sul territorio catalano, porti, aeroporti, reti ferroviarie e sistema viario - oltre alla rete delle telecomunicazioni - siano statali o regionali; quando hanno la qualifica di interesse generale per legge dello stato, necessitano dell’informazione preventiva alla Generalitat, che partecipa alla gestione o la assume completamente



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  2. #2
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    Giulio Tremonti non è un commercialista: è un avvocato che è socio di due avviatissimi studi a Milano e Roma. E' anche professore universitario a Pavia. Non mi sarei mai aspettato da lui atteggiamenti centralisti di questa portata . Avendo letto i suoi libri pensavo che sapesse cosa sia il federalismo. Mi sono sbagliato, oppure questo nuovo atteggiamento è da mettere in relazione al posto che ricopre in F.I.? Deve aver capito che il paese, per uscire dalla crisi in cui è precipitato, ha bisogno di AUTORITA' che va a nozze con il sistema accentrato. Era tutto prevedibile per chi ha letto Del Principio federativo e si ricorda dell'alternanza dei regimi di Libertà con quelli di Autorità e viceversa. Adesso andiamo verso un regime in cui la gente chiederà sempre più Autorità. Lui lo sa e da buon politico ha scelto la strada più conveniente per se stesso. Niente di nuovo sotto il sole: la politica è solo interesse personale. Paulus.

  3. #3
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    Sulle infrastrutture stradali ed energetiche invece io sono d'accordo con Tremonti, quelle competenze è molto più sensato che siano lasciate allo Stato che non alle regioni, dato che una grande opera stradale di regola attraversa più regioni.
    Allo stesso modo non ha nessun senso che in itaglia la regione puglia per es. possa opporsi alla costruzione sul suo suolo di un rigassificatore essenziale per tutto il paese, mantenendo in compenso l'attuale sistema ipercentralistico di gestione delle entrate...simili competenze dei singoli territori sulle infrastrutture potrebbero avere un senso in uno stato addirittura confederale, più che federale, nel nostro che di federale non ha proprio un piffero è pura follia....l'assetto dello stato nato dal titolo V della Cost. è obiettivamente schizofrenico, questo è quello che ha denunciato Tremonti e non vedo come gli si possa dar torto.
    Quello che va devoluto totalmente alle regioni sono le materie la cui gestione interessa esclusivamente gli abitanti di una singola regione: la sanità, la scuola, il sistema universitario, la polizia locale, il turismo, ecc....
    Comunque Tremonti si è più volte espresso a favore del federalismo, soprattutto del federalismo fiscale.

    In compenso è di pochi giorni fa la notizia che parlamentari dell'attuale maggioranza vogliono togliere alla competenza delle regioni nientemeno che ....il turismo!! Alla faccia del federalismo!!
    Berghem come mai non hai postato nulla su questo fatto attuale?

  4. #4
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    Dimmi chi sei e ti dirò cosa pensi della TAV.

    Si, perchè il problema riguarda i propri "punti di vista", nel senso letterale del termine: gli angoli visuali dai quali le infrastrutture vengono valutate.

    In una prospettiva di localismo ecologista, il punto di vista adottato è quello "municipalista": sono i comuni e i comprensori a dover valutare l'impatto ambientale, ed è chiaro che un'opera di centinaia di chilometri incapperà sempre nell'opposizione di qualche comunità che vede i propri interessi di nicchia compromessi da una TAV che attraversa campi, trafora monti, porta disagi alla popolazione.

    In una prospettiva di "crescita" economica (tendenzialmente ascrivibile alla pianura), o ci si appella allo Stato o alle Regioni. Il problema - in questo caso - è che in italia le Regioni sono macro-province e non soddisfano il bisogno di un'interazione strutturale fra le aree produttive. Di un'interazione, vale a dire, necessaria a imprese di una certa dimensione.
    Se esistesse una regione padana, infatti, è probabile che il ruolo di Roma risultererebbe vanificato.

    Permarrebbe tuttavia il conflitto fra interessi contrapposti: quelli di chi come "mente locale" ha la Val Susa, ad esempio, (quindi contadini, operatori turistici, cittadini semplicemente desiderosi di difendere la propria qualità ambientale) e quelli di chi fa quotidianamente "business" lungo l'intera Valle del Pò (industriali), se non oltre.

    La "querelle", pertanto, verte su un punto: chi siamo innanzitutto. Valsusini, piemontesi o padani. Chi ha diritto di precedenza? Qual'è l'identità fondamentale su cui costruire un progetto di società ed economia? Deve essere il popolo a decidere? Forse. Ma quale "popolo"?

    Si rischia anche un paradosso: l'etno-nazionalismo, tendenzialmente austero e vicino alle teorie di decrescita, potrebbe porre l'accento sull'istituzione superiore, quindi sulla regione o su un'eventuale federazione fra regioni orientata ai "grandi numeri", tirando indirettamente il carro degli industriali.
    Il libertarismo, apparentemente sensibile alle logiche capitaliste, si potrebbe trovare nella condizione di dover riscoprire il valore di un'auto-determinazione individuale e comunitaria contraria allo sviluppo.

  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da Bèrghem Visualizza Messaggio
    Chi ha dato patenti di federalismo al commercialista prestato alla politica?
    Forse questo signore?!

    "Io credo che se vorranno lavorare concretamente, dovranno tornare al mio modello di costituzione, quello ridotto al minimo di Assago, che piace tanto anche all'onorevole Tremonti, e che fu approvato dalla schiacciante maggioranza dei leghisti a quel congresso, al congreso di Assago;"

  6. #6
    Mé rèste ü bergamàsch
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    Citazione Originariamente Scritto da ugolupo Visualizza Messaggio
    Forse questo signore?!

    "Io credo che se vorranno lavorare concretamente, dovranno tornare al mio modello di costituzione, quello ridotto al minimo di Assago, che piace tanto anche all'onorevole Tremonti, e che fu approvato dalla schiacciante maggioranza dei leghisti a quel congresso, al congreso di Assago;"
    Se potesse, direbbe le stesse cose oggi dopo i fatti e non solo dopo le parole di un tempo?

    Citazione Originariamente Scritto da novis
    In compenso è di pochi giorni fa la notizia che parlamentari dell'attuale maggioranza vogliono togliere alla competenza delle regioni nientemeno che ....il turismo!! Alla faccia del federalismo!!
    Berghem come mai non hai postato nulla su questo fatto attuale?
    Non l'ho postata perchè non l'ho letta, non certo - come forse pensi tu, ma sarei molto felice di sbagliarmi - perchè riguarda il csx e non il cdx.

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da Bèrghem Visualizza Messaggio
    Non l'ho postata perchè non l'ho letta, non certo - come forse pensi tu, ma sarei molto felice di sbagliarmi - perchè riguarda il csx e non il cdx.
    Si, è quello che ho pensato e se mi sono sbagliata mi scuso con te....certo che se su questo forum si desse notizia di tanto in tanto di quello che fa questo governo di csx contro le regioni del nord, anzichè solo di quello che ha fatto il precedente governo, non verrebbero certi dubbi...

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da ZENA Visualizza Messaggio
    Dimmi chi sei e ti dirò cosa pensi della TAV.

    Si, perchè il problema riguarda i propri "punti di vista", nel senso letterale del termine: gli angoli visuali dai quali le infrastrutture vengono valutate.

    In una prospettiva di localismo ecologista, il punto di vista adottato è quello "municipalista": sono i comuni e i comprensori a dover valutare l'impatto ambientale, ed è chiaro che un'opera di centinaia di chilometri incapperà sempre nell'opposizione di qualche comunità che vede i propri interessi di nicchia compromessi da una TAV che attraversa campi, trafora monti, porta disagi alla popolazione.

    In una prospettiva di "crescita" economica (tendenzialmente ascrivibile alla pianura), o ci si appella allo Stato o alle Regioni. Il problema - in questo caso - è che in italia le Regioni sono macro-province e non soddisfano il bisogno di un'interazione strutturale fra le aree produttive. Di un'interazione, vale a dire, necessaria a imprese di una certa dimensione.Se esistesse una regione padana, infatti, è probabile che il ruolo di Roma risultererebbe vanificato.

    .
    Senz'altro, la Padania costituisce un'unica macroregione dal punto di vista economico, mentre le singole regioni padane sono troppo piccole per provvedere da sole alle infrastrutture di cui ha bisogno questo territorio...la Tav, il passante ferroviario che dovrebbe unire le Alpi a Genova, sono infrastrutture che interessano l'intera Padania

    Permarrebbe tuttavia il conflitto fra interessi contrapposti: quelli di chi come "mente locale" ha la Val Susa, ad esempio, (quindi contadini, operatori turistici, cittadini semplicemente desiderosi di difendere la propria qualità ambientale) e quelli di chi fa quotidianamente "business" lungo l'intera Valle del Pò (industriali), se non oltre.

    La "querelle", pertanto, verte su un punto: chi siamo innanzitutto. Valsusini, piemontesi o padani. Chi ha diritto di precedenza? Qual'è l'identità fondamentale su cui costruire un progetto di società ed economia? Deve essere il popolo a decidere? Forse. Ma quale "popolo"?

    Si rischia anche un paradosso: l'etno-nazionalismo, tendenzialmente austero e vicino alle teorie di decrescita, potrebbe porre l'accento sull'istituzione superiore, quindi sulla regione o su un'eventuale federazione fra regioni orientata ai "grandi numeri", tirando indirettamente il carro degli industriali.
    Il libertarismo, apparentemente sensibile alle logiche capitaliste, si potrebbe trovare nella condizione di dover riscoprire il valore di un'auto-determinazione individuale e comunitaria contraria allo sviluppo.
    Il fatto è che in un'area così densamente urbanizzata ed economicamente interdipendente come la Padania è impossibile pensare che il diritto di precedenza lo possano avere le singole più piccole comunità locali, quando le stesse comunità locali poi gravitano ogni giorno sui territori circostanti o comunque traggono da quel territorio circostante le loro risorse.
    Faccio solo un esempio, la provincia di Milano è un'unica area urbanizzata, gli abitanti dei piccoli paesini della cintura milanese vengono di regola a lavorare a Milano, usano ogni giorno la tangenziale milanese (che è un vero inferno, nel senso che è ogni giorno bloccata per ore)...per smaltire le lunghe code che si formano per es. all'uscita di Cologno o di Agrate (di cui usufruiscono ovviamente anche gli automobilisti dei paesini limitrofi, non solo gli automobilisti di Cologno e di Agrate), bisognerebbe fare un'altra uscita, per es. a Melzo...ma Melzo non vuole, perchè non desidera del traffico in più alle sue porte...in compenso gli automobilisti di Melzo intasano ogni giorno, per es., l'uscita di Cologno...sbattendosene del traffico di Cologno.
    Questo non è difendere la propria specificità locale, è qualcos'altro...credo che in un'area come quella padana le singole comunità vadano ascoltate tutte, ma alla fine deve esserci un'autorità capace di decidere d'imperio indipendentemente dal fatto se si è favorevoli o no allo sviluppo economico, semplicemente perchè si vive a stretto contatto .

 

 

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