LaneRossi Vicenza – U.S.A. , La Partita del Quorum
Signore e Signori, buonasera dallo stadio “Menti tu ché mento anch’io e andiamo al governo insieme” di Vicenza, dove si stanno per affrontare la squadra locale e una rappresentativa militare d’oltreoceano.
Agli ordini dell’arbitro, il cieco Prody (non cèco, proprio cieco e anche un po’ c******e), coadiuvato dai guardalinee Casiny e Mastellak, ecco scendere in campo il Lanerossi (poca Lana e molti Rossi) con nell’ordine:
Karuso, Kasarini, Agnoletto, Diliberto, Giordano, Ferrero, Vendola, Bianchi, Rossi, Sporchi Rossi, Rossi da fare schifo. Allenatore: Bertinotti.
Rispondono per gli U.S.A.:
Stallone, De Niro, Pacino, Sinatra, Capone, La Motta, Scorsese, Coppola, Zappa, Gotti, Corleone. Allenatore: R. Giuliani (da non confondere con C. Giuliani).
Il ricavato della “Partita del Quorum” sarà devoluto interamente al fondo pensione dei Senatori a Vita in occasione del prossimo voto sul rifinanziamento della missione in Afghanistan.
Fischio d’inizio. In avanti la squadra di casa, che raggiunge prepotentemente la trequarti avversaria dopo aver sganciato un paio di molotov contro i terzini De Niro e Pacino. L’arbitro Prody fischia incredibilmente la massima punizione contro gli americani. Gli ospiti protestano vivacemente, sostenendo che per loro è già una punizione sufficiente quella di dover difendere militarmente degli sciagurati come quelli che hanno di fronte.
Si incarica dell’esecuzione il bomber Rossi, che prima del tiro viene però preso in disparte da Corleone, Gotti e Capone per pochi istanti. Giunto quindi sul dischetto, Rossi spedisce incredibilmente a lato, fra il disappunto delle “Brigate bianco-Rosse” (BR) vicentine, stipate all’inverosimile in curva CGIL.
Adesso è la squadra avversaria a portarsi avanti tra i fischi del pubblico ed un fitto lancio di oggetti contundenti. Ma ecco - accidenti! - un membro delle BR scagliare un estintore contro il terzino De Niro, che però, stufo di ricevere queste attenzioni “speciali”, schiva il colpo e risponde con un preciso colpo di arma da fuoco, freddando l’autore del lancio, un tipo di Genova col volto coperto da un passamontagna.
L’arbitro Prody espelle quindi un incredulo De Niro ed ordina immediatamente esequie di Stato per la povera vittima, la cui madre sconsolata viene tosto candidata in Parlamento. Adesso possiamo dirlo: la violenza negli stadi è colpa degli americani!
La partita riprende con un ennesimo calcio di rigore in favore dei vicentini, ma nessuno si presenta a batterlo. E’ lo stesso arbitro Prody che si presenta quindi sul dischetto, entrando così a far parte del gioco in prima persona e consolidando peraltro una lunga tradizione di intromissioni che va dai campionati amatoriali SME ed Unipol alla Serie A “TIM”.
Il flaccido tiro di Prody si spegne ahimé fra le braccia di Stallone, che inizia così una travolgente “fuga per la vittoria”. Sinatra e Zappa le cantano e le suonano al centrocampo vicentino, mentre la mezzala mezzo-global Vendola rincorre inutilmente quel bel maschione di Jack La Motta, il quale alla fine si gira e lo riempie giustamente di legnate. Al Pacino vendica l’espulsione del compagno De Niro uccidendo il kompagno Giordano, mentre il trio Corleone-Gotti-Capone accompagna negli spogliatoi anzitempo il trio Rossi-Sporchi Rossi-Rossi da Fare Schifo, dei quali si perdono definitivamente le tracce. Coppola e Scorsese intrattengono Bianchi e Ferrero cercando di fargli capire che il comunismo dal volto umano non esiste neppure al cinema, mentre Stallone, coadiuvato da La Motta, supera lo sbarramento anti-TAV di Kasarini, Diliberto e Agnoletto, dirigendosi verso la porta difesa da Karuso al grido di “No pasaràn!”. Lo stesso Karuso cerca di placcare Stallone, ma riesce soltanto a stamparsi comicamente contro il palo, maledicendo il giorno in cui non ha piazzato una carica di T-34 ai lati della porta avversaria.
Stallone segna così il gol del vantaggio americano, ma l’arbitro Prody annulla la rete per “evidente conflitto d’interessi”, dato che non è ammissibile essere al contempo americani e pretendere anche di vincere fuori casa!
A questo punto esplode la rabbia dei giocatori statunitensi, che rincorrono Prody fin negli spogliatoi, dove viene a stento salvato dagi uomini di Abu Omar, sapientemente sostituitisi agli 007 italiani col consenso, pare, dello stesso Prody.
Vivissime anche le reazioni del Segretario di Stato americano Rice e dell’ambasciatore Spogli, presenti in tribuna accanto al Ministro degli Esteri D’Alema, che nondimeno ha il coraggio di ribadire la “piena sintonia” fra Italia ed U.S.A.
E adesso, cari spettatori, sulle immagini della Rice che prende a borsettate D’Alema e di Spogli che lo gonfia come un puch-ball, cioè no... scusate... volevo dire... sulle immagini finali di questa splendida serata di sport, vi restituisco la linea per passarla a “Porta a Porta”, dove si parlerà dell’importanza delle merendine macrobiotiche all’interno di una dieta mediterranea bilanciata, equa e solidale.
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Pietro Aretino.
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