Pro Loco di Simaxis
Comune di Simaxis
Joventudi Simaghesa
presentant:
“SA COJA DE TZIU DAMUS 2007”
Simaxis, 24 friaxiu 2007
oras 11: Bandu pubricu
oras: 11,30: Pratza de su centru sociali "Is traballus de is massaias e de is messaius e is giogus antigus"
oras 15: sedi de sa Pro Loco - Radunu de is partecipantis
oras 16: a Sa Domu 'e su Monti "Sa Coja"
oras 16,30: me in sa bidda "accumpagnamentu a sa sposa (Cortèu de is isposus)"
oras 20,30: In su Centru sociali "Ghena de is isposus"
Simaxis, 24 febbraio 2007
ore 11: Bando pubblico
ore 11Piazza del centro sociale "Is traballus de is massaias e de is messaius e is giogus antigus"
ore 16: Al Montegranatico "Sa Coja"
ore 16nelle vie del paese "Processione"
20Al centro sociale "Cena degli sposi"
Beni tui puru ti seu aspettendi...!
LA LORO STORIA
Un giovane di nome Damus, un povero, disoccupato, a volte sostituiva il banditore per fare i bandi pubblici. Era da tempo fidanzato ufficialmente e voleva sposarsi. Ma le sue condizioni non gli permettevano di far fronte alla spesa per un pranzo ai parenti non poteva neppure offrire un rinfresco agli invitati all’uscita della messa. Nella stessa condizione si trovava la promessa sposa. Gli sposi erano rassegnati a delle nozze prive di invitati con la presenza dei soli genitori. Damus invece ci teneva ad essere accompagnato da amici e parenti per non essere in chiesa da solo. Egli era un giovane allegro e burlone. Decise, allora, con la fidanzata, di invitare lo stesso amici e parenti con un bando in tutte le vie del paese.
SU BANDU
“E... si’etta sa grìda! ..... Damus e sa picciòcca, avvèrtit parèntis e amìgus c’hanti decìdiu de si sposài sàbudu. Totus cussus chi tenit prexèi de partecipài a sa còia insòru, funti pregàusu de si pigài scannus po sèi poita in dom’ ’e issus nò ndi ddu esti. Avvertid’ ancòra, si calincùnu de-is invitàus hessid’ òffiu abarrài a pràndi, e’ necessàriu chi s’arragòlad cos’ ‘pappài e de buffài”.
BANDO:
(Damus e la fidanzata avvertono amici e parenti che sabato prossimo dovranno celebrare le nozze. Chi avesse il piacere di partecipare al loro matrimonio è pregato di portarsi la sedia perchè nella casa degli sposi non ce ne sono. Avvertono inoltre che se i partecipanti volessero restare a pranzo, è necessario che si portino anche da mangiare e da bere)
Alla vigilia delle nozze, numerose famiglie di parenti e amici portavano a casa degli sposi tutto quello che serviva per il pranzo sedie, tavoli, tovaglie, piatti, posate, vivande e bevande sufficienti per banchettare per due settimane.
Joseph.
IL MATRIMONIO RICCO DEL PIU’ POVERO
Nel periodo di carnevale molti automobilisti di passaggio per la via San Simaco di Simaxis, centro agricolo dell’Oristanese e crocevia per raggiungere Marmilla e Mandrolisai dalla S.S. 131, si saranno chiesti cosa fosse quella strana processione di figuranti a bistimenta antiga.
Tutti gli anni, gli abitanti di Simaxis rievocano “sa coja de tziu Damus” che risale ai primi anni dello scorso secolo. Il personaggio principale, tziu Damus, bandidori del paese e povero in canna, convolò a nozze con una corpulenta donna che tanto strideva con il suo fisico mingherlino.
L’annuncio de sa coja viene formalizzato da un altro banditore, il quale già dal mattino gira per le vie del paese suonando il caratteristico corno: “Si ghettara grida a tutta sa popolazione … ca oi si cojara tziu Damus … tottusu funti invitausu …” ma, data la condizione economica dello sposo, il banditore prosegue “…a si ingolli fruchittasa, cuglierasa, cos’e pappai, de buffai e de sei…”.
Diverse centinaia di figuranti ricordano questo storico evento, partecipando al simpatico corteo, caratterizzato da carretti in legno trainati da asini o da cavallini, portandosi dietro cestini carichi di vivande, fiaschi di vino, corbulasa cariche di dolci, carirasa e scannusu, legna da ardere e quant’altro necessario per festeggiare i novelli sposi.
Raggiunta la casa della sposa, il corteo prosegue nelle vie del centro storico del paese fino a raggiungere il luogo della cerimonia nuziale. Segue in serata la cena per festeggiare gli sposi, senz’altro pantagruelica se confrontata con quanto accadde quasi un secolo fa. Si racconta infatti che il povero tziu Damus guadagnasse all’epoca dodici lire al mese, arrotondate successivamente quando gli fu dato anche l’incarico di becchino.
La cosa che più colpisce, se ci si ferma a riflettere su questo evento, è l’assoluta mancanza di vergogna nell’ammissione del proprio stato sociale. Anzi, la cosa veniva resa pubblica a tutto il paese con un orgoglio ed una gioia particolari, forse accentuati dal lungo periodo di celibato del protagonista. Al contrario, oggi i matrimoni “poveri” vengono dignitosamente celati ai compaesani, magari dietro un più moderno rinfresco (o party) che fa tanto chic.
Senz’altro bisogna sottolineare che questo tipo di manifestazioni, motivo di incontro ed aggregazione sociale tra bambini, ragazzi, agricoltori, pastori, impiegati e funzionari, sono fondamentali nella conservazione di un patrimonio storico tramandato oralmente che permette di far conoscere, anche ai bambini più piccoli, un piccolo divertente pezzo di storia del proprio paese.
Federico Giannoni
Qualche foto dell'edizione 2006:
Volti noti agli indipendentisti: Locals Independentist Faces!
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Piazza del centro sociale "Is traballus de is massaias e de is messaius e is giogus antigus"




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e qualcuno si è dimenticato che "vox clamavat in deserto" quando nessuno aveva il coraggio di uscire allo scoperto c'era già davide nulla e pino lampazzu che lo facevano.
