VERSO UNA COSTITUENTE LAICA LIBERALSOCIALISTA
Comunicato del Direttivo dell’Associazione PER la Rosa nel Pugno del 7 febbraio 2007
La nostra associazione è nata quando il processo verso un possibile partito liberalsocialista, avviato a Fiuggi con la costituzione della Rosa nel pugno, stava già registrando le prima difficoltà. La maggior parte dei nostri aderenti non veniva né dalle fila dello Sdi, né da quelle dei Radicali, ma nella nascita della Rnp aveva colto una felice intuizione politica: la possibilità e il valore dell’intreccio tra il pensiero socialista e quello liberal-radicale, aggiornati alla luce dell'esperienza storica, che ne ha evidenziato gli errori senza negarne tuttavia la validità e l’attualità sociale e politica. Abbiamo voluto chiamarci Associazione PER la Rosa nel Pugno al fine di rendere esplicita la volontà di partecipare attivamente al difficile processo costitutivo del nuovo soggetto, in concorso e non in competizione con coloro che l’avevano avviato.
Con tale spirito ci siamo impegnati nelle occasioni che ci sono state date, anche con iniziative autonome, come l’assemblea nazionale di Montecatini, ed altre di carattere più locale, sempre cercando di aggregare attorno al progetto anche donne e uomini al di fuori delle fila dell’Associazione e di quelle di Sdi e Radicali Italiani. Tuttavia, lo stato dei rapporti tra i soggetti fondatori è andato sempre più deteriorandosi, fino a giungere ad una sostanziale rottura nella Direzione nazionale del 9 gennaio, allontanando sine die la possibilità di costituire un nuovo soggetto politico socialista e liberale solo con gli attori Sdi e Ri, che pure l’avevano avviato con tanta enfasi e coraggio a Fiuggi.
E’ dunque necessario aprire un nuovo capitolo, per proporre la costituzione di un più vasto soggetto liberalsocialista del quale dovrebbero naturalmente essere parte attiva anche Sdi e Radicali, in un contesto, tuttavia, che non ripeta i vizi costitutivi della Rosa nel Pugno.
Abbiamo quindi deciso di aggiornare le coordinate della nostra azione e del nostro impegno per rivolgerci a quella più ampia area di forze laiche, liberali e socialiste, molte delle quali non si sono riconosciute nel progetto della Rosa nel Pugno o se ne sono allontanate per l’incapacità dei suoi promotori di dar vita a una nuova formazione politica più inclusiva, democratica e partecipata.
Paradossalmente nel momento in cui entra in crisi in modo irrecuperabile l’ipotesi del partito della Rosa nel Pugno, aumenta la domanda e si accresce lo spazio potenziale per una formazione politica che sappia coniugare i valori laici, liberali e socialisti. Tanto più alla luce delle carenze e delle contraddizioni che caratterizzano la fase di costituzione del Partito Democratico e che evidenziano anche dentro ai Ds la presenza di forze che non intendono rinunciare ad un soggetto politico che si ispiri esplicitamente al socialismo europeo e ai valori della laicità.
Per tutte queste ragioni abbiamo ritenuto di precisare intenzioni e profilo della nostra associazione fissando in un manifesto le opzioni di cultura politica che ci ispirano e che intendiamo proporre a tutti coloro che vorranno insieme a noi dar vita ad un processo costituente di un partito liberalsocialista.
Contemporaneamente abbiamo elaborato un nuovo logo che interpreta graficamente questo obiettivo politico e che intendiamo proporre alle associazioni e ai circoli che si riuniranno il 3 e 4 marzo a Bertinoro per un primo importante appuntamento di questo processo.
MANIFESTO dell'Associazione PER la Rosa nel Pugno
Laici, liberali in economia, radicali per i diritti civili, socialisti nel welfare.
Le ragioni di un socialismo moderno e liberale sono oggi solide ed attuali. Le profonde trasformazioni del mondo contemporaneo segnate dal forte sviluppo dei processi di globalizzazione, impongono il ripensamento delle attuali forme di approccio e governo collettivo dei cambiamenti in atto. A questo è chiamato un socialismo capace di mantenere fermi i propri valori, ma anche di mettere in discussione la natura del proprio progetto, sviluppando il potenziale positivo in essi presente, nella prospettiva di un assetto internazionale più equo, giusto e sicuro. Per questo condividiamo i principi ispiratori del Manifesto di Euston.
Ripensare oggi insieme socialismo e liberalismo, una nuova sintesi fra uguaglianza e libertà, è il modo per superare i limiti di un socialismo tradizionale, conservatore e tendenzialmente autoritario, che identifica la difesa delle nostre conquiste politiche, economiche e sociali con gli strumenti che le hanno garantite nel passato; che è legato ad una logica statalista e dirigista di governo dei processi; che concilia con difficoltà l’affermazione dei diritti individuali e di libertà con quelli sociali e di uguaglianza.
Noi vogliamo percorrere la via di un socialismo d’ispirazione liberale, in grado di comprendere come il mercato e l’impresa siano risorse decisive per lo sviluppo della società, purché in un’ottica di concorrenza, trasparenza e difesa dei diritti sociali ed ambientali; un socialismo laico che veda l’ampliamento dei diritti civili quale primo strumento per assicurare e rafforzare le libertà di tutti e di ciascuno; un socialismo riformatore convinto che il welfare vada fortemente difeso e che, proprio per questo, debba essere riformato, per estenderne i limiti e rinnovarne le forme.
Consideriamo la dottrina federalista non solo pienamente compatibile con una politica liberalsocialista , ma la più adatta e funzionale alla sua realizzazione pratica. La presenza e l’influenza dello Stato ed in generale del settore pubblico deve essere regolata secondo il principio di sussidiarietà, concentrandosi in quegli ambiti ed in quei compiti per i quali l’iniziativa privata non può utilmente garantire la disponibilità di servizi o comunque l’interesse pubblico e adeguati criteri di equità.
La libertà è il fine e il mezzo per l’attuazione dei valori fondamentali su cui il socialismo si è fondato e per i quali si è storicamente battuto. In questa prospettiva il ruolo degli individui deve essere riconosciuto a prescindere dall’appartenenza a classi sociali, gruppi di pressione o corporazioni.
La società alla quale tendiamo punta a includere tutti, consapevoli che gli esclusi di oggi non sono solo i deboli e gli emarginati, ma anche i soggetti potenzialmente forti, in particolare i giovani e le donne, che troppe barriere sociali e culturali privano della possibilità di progettare il proprio futuro e quindi del senso di appartenenza a una comunità politica ed economica.
La nostra visione politica si ispira a pochi, ma importanti criteri di riferimento: laicità, equità, legalità, qualità, innovazione.
Laicità è principio e metodo di uno stato svincolato da ogni approccio moralistico, discriminatorio, confessionale, che sappia garantire la pluralità delle posizioni e il confronto fra le parzialità, farsi pienamente garante di una cultura della democrazia e promuovere istituzioni destinate a governare una società non oppressiva, a favorire il confronto positivo tra culture e religioni diverse, a consentire l’assunzione autonoma di decisioni eticamente responsabili e a fissare vincoli e obblighi basati sui principi della Costituzione e delle Convenzioni internazionali cui l’Italia e l’Unione Europea aderiscono.
L’equità è un principio che si definisce mediante una strategia d’intervento che privilegi il tema della responsabilità sociale ed ambientale e sviluppi forme d’investimento sul capitale umano, attraverso un corretto equilibrio tra incentivi ed obblighi, che porti sia all’affermazione dei diritti, sia al loro reale godimento. A questo fine sono decisive politiche attive del lavoro che rendano compatibili flessibilità e sicurezza e consentano l’accesso al mercato del lavoro ad una più ampia area della popolazione.
L’obiettivo della legalità può essere raggiunto solo mediante l’affermazione di una cultura democratica del confronto e della partecipazione politica, contraddistinta dalla trasparenza delle istituzioni, dall’efficienza della burocrazia amministrativa e dallo snellimento degli apparati e dei costi della politica. L’obiettivo è un rapporto alla pari tra lo stato e i cittadini, a cominciare dalla giustizia.
Il tema della qualità, in un contesto in cui alla centralità delle macchine si è sostituita la centralità dell’intelligenza, è legato all’innalzamento degli standard delle prestazioni e dei servizi pubblici o privati e alle riforme delle strutture che lo rendono possibile; è necessario affermare l’idea di uno stato che sappia favorire il talento, premiare il merito e organizzare a tal fine l’assetto della formazione e della ricerca.
L’innovazione tecnologica apre continuamente nuove strade ed amplia gli orizzonti del sapere e della tecnica, sollevando però, anche dubbi, incertezze e interrogativi che si pongono alla società e alla politica. Noi crediamo che nel cercare le giuste risposte non si debba rinunciare al vaglio dell’indagine critica, rifiutando però pregiudizi ideologici. Inoltre, l’innovazione si coniuga prioritariamente al tema dell’ambiente per il quale si fanno sempre più urgenti i tempi per una profonda riconversione dei sistemi di produzione, consumo e gestione dell’energia.
Per realizzare questi obiettivi, difficili, ma indispensabili, occorre una forza politica della sinistra che in Italia non si è mai affermata compiutamente: quella del socialismo riformista e liberale. Chiediamo a tutte le forze laiche, liberali, radicali e socialiste di mettere all’ordine del giorno del proprio impegno la costruzione di questo soggetto politico.




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