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Originariamente Scritto da
Fenris
Ha la pretesa di far credere che si tratti di storie verosimili, per questo viene bollato. A parte che i nazisti americani sono solo della feccia razzista senza una minima idea di cosa sia il nazionalsocialismo, e vogliono essere presentati come il prototipo del neonazista.
Io non vedo da nessuna parte questa pretesa, il film è teatrale ed esagerato: discorso retorico sull'immigrazione, esecuzione cruenta con resa ancora più plateale alla polizia, protagonista tatuato simbolicamemte e in maniera grossolana, lo spasimante ebreo della madre che guarda caso finisce proprio in casa del leader della banda neonazi.
Poi, se è vero che gli americani neonazisti sono veramente feccia di quel tipo descritto lo stai dicendo tu.
Ad ogni modo il film è completamente contestualizzato nella società americana, seppur stereotipata.Se è vero che nel resto del mondo il neonazismo non segue quegli stereotipi, il movimento non ha da preoccuparsi.
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Originariamente Scritto da
Paolo82
Spettacolare, giocato tutto sulla forza delle immagini e sull'emozione.
Al contrario del solito, Norton fa un ottimo lavoro.Perde sul piano della caratterizzazione, che in effetti è banale.
Per il resto non è un documentario nè ha pretese di raccontare storie vere,fa sorridere che a destra venga bollato cosi' superficialmente.
no, no, non viene bollato come superficiale, il film può anche essere bello...che però si faccia il parallelo (d'obbligo date le continue inquadrature a quadri e poster) agli italiani mussoliniani o fascisti fa un pò girare le palle...soprattutto a chi crede in determinati valori e assolutamente rifiuta ogni genere di possibile, anche se lontana, convergenza con i "valori" dei protagonisti del film
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Originariamente Scritto da
etnia salentina
no, no, non viene bollato come superficiale, il film può anche essere bello...che però si faccia il parallelo (d'obbligo date le continue inquadrature a quadri e poster) agli italiani mussoliniani o fascisti fa un pò girare le palle...soprattutto a chi crede in determinati valori e assolutamente rifiuta ogni genere di possibile, anche se lontana, convergenza con i "valori" dei protagonisti del film
Si capisce, ma ad ogni modo è un film su una realtà neonazista, è normale che certa iconografia sia utilizzata come sfondo.Finchè resta uno sfondo dietro un quadro esasperato della società americana sinceramente non ne farei un dramma neanche se fossi di destra.
Ad ogni modo restano considerazioni tutte vostre, ergo va bene cosi'.
Dal mio punto di vista esterno resta un ottimo lavoro, non un film d'essai certo ma sicuramente valido, sul piano del coinvolgimento.
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Anche a me ha fatto cagare, ma posso ammettere che certe scene sono d'indubbio impatto.
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Originariamente Scritto da
Paolo82
Io non vedo da nessuna parte questa pretesa, il film è teatrale ed esagerato: discorso retorico sull'immigrazione, esecuzione cruenta con resa ancora più plateale alla polizia, protagonista tatuato simbolicamemte e in maniera grossolana, lo spasimante ebreo della madre che guarda caso finisce proprio in casa del leader della banda neonazi.
Poi, se è vero che gli americani neonazisti sono veramente feccia di quel tipo descritto lo stai dicendo tu.
Ad ogni modo il film è completamente contestualizzato nella società americana, seppur stereotipata.Se è vero che nel resto del mondo il neonazismo non segue quegli stereotipi, il movimento non ha da preoccuparsi.
Il problema è che lo spettatore medio in Europa non fa le riflessioni che hai fatto tu, e prende tutto per buono.
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Originariamente Scritto da
Fenris
. A parte che sono solo della feccia razzista .
s01#02
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un film mediocre, mieloso.
l'alternanza b/w e colori vista e rivista.
personaggi e storia prevedibili.
regia da spot pubblicitario.
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Un buon film.
Il fatto che i personaggi appaiano piu' o meno stereotipati non toglie nulla al film in sè in quanto stereotipi stessi sono il pane quotidiano di certa feccia.
La cosa rilevante è vedere come nasce la "guerra tra poveri" in un contesto di ignoranza legata ad una sofferenza sociale e come essa venga "direzionata".
E il "cambiamento di direzione del conflitto", avvenuto nel carcere dà l'esatta dimensione di come tutta la sovrastruttura di cui si era nutrito il protagonista era semplicemente funzionale a scatenare l'aggressività in una certa "posizione", sia essa fintamente politica, sociale o economica.