Risultati da 1 a 6 di 6
  1. #1
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    Predefinito impostazione realista e urgente per un impegno politico di sovranità

    Questo messaggio conciso, vuole essere un appello all unità popolare scevra da identitarismi ideologici sul comune problema terribilmente urgente, nell occasione della mobilitazione di vicenza, dell occupazione militare USA. Oggi, tutti coloro che hanno a cuore la sorte del nostro paese della sua stessa coscienza esistenziale e della sua potenziale nuova forza democraticodiretta e socialista non possono che battere sul chiodo della manifestazione popolare vicentina e impegnarsi attivamente in un instancabile opera di informazione su quella che è la triste e subalterna politica nostrana. Molta gente non vede o non vuole vedere, ma oggi è un momento in cui le carte si stanno scoprendo e noi, comunisti nazionalitari, dobbiamo essere con tutti quei compagni e amici disposti a fare della questione dell occupazione Usa un punto di resistenza condiviso.
    Il punto su cui voglio insistere è che la nostra azione italiana non può che essere europea, ed il movimento deve estendersi ai paesi europei, perchè se la gente oggi non pretende una rinascita della politica in europa e una sovranità intraeuropea fondativa, non aspettiamocelo dai governanti. La pressione deve essere massiccia e multilaterale.
    Il problema, e quindi giungo al fulcro del ragionamento, è che invocare l antimilitarismo tout court non puo servirci a nulla. Vi parla una persona che fa della pace e del dialogo il suo strumento di vita e che aborrisce ogni concezione militare dell esistenza. Ma dobbiamo guardare la realtà e nella via giusta e perseguire obiettivi di medio periodo sempre guardando ad una società diversa che un giorno possa diventare comunità. Questo realismo deve consistere nella richiesta di un apparato di difesa europeo forte, centralizzato e popolare , vi sembrerà, al momento assurdo , ma vi dico popolare. Cosa significa apparato di difesa militare a partecipazione popolare. Significa che il processo di autodifesa preventiva e forza dissuasiva, unica forza in grado di dare l indipendenza politica all europa e alle sue nazioni e alle sue regioni, deve essere altamente democratico, deve passare per il continuo e consapevole controllo di comitati decentrati e riuniti in assemblee centralizzate paneuropee. Un esercito di sola difesa cui partecipano uomini informati, che abbiano la chiara coscienza di non essere arma per offendere o scagnozzi dell imperialismo globale, ma persone coscienti a difesa di qualcosa, di un processo storico indispensabile.
    Se non si chiede un esercito europeo e si invoca l antimilitarismo tout court, non ci toglieremo mai dai piedi l occupazione militare politica e econonomica cui siamo soggetti. Certo il rischio mortale è l europa imperialista, una cui eventuale forza militare sia solo un nuovo imperialismo di un altro colore. Questa è la ragione vera della partecipazione popolare, dove chi difende l ordine e la pace è un uomo del popolo. L esercito venezuelano nel 2002 stretto attorno al presidente socialista Hugo chavez non diede forse prova di quest attaccamento alla patria e al cambiamento sociale ? Il mio è solo un appello alla forma in cui le cose devono essere discusse, contro il facile slogan della smilitarizzazione generale del mondo ( figuriamoci se non sarebbe bello ). Il mio è un tracciato, semplice nelle parole , difficilissimo nella realizzazione, ma importantissimo da tracciare nel suo profilo ideale e nella lotta quotidiana.
    Ditemi che ne pensate .

  2. #2
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    Personalmente sono convinto che a sinistra ed anche nell'area comunista parlamentare (socialdemocratica) che extraparlamentare ed extrasistemica ci sia quasta convinzione o mito (forse implicitamente rassicurante e giustificativo) che l'Italia sia una nazione a sovranità limitata. Personalmente sono convinto che sia assolutamente falso. Non siamo più nella guerra fredda ed oggi l'Italia è compartecipe nè più nè meno dell'imperialismo occidentale che si raccoglie dietro la bandiera statunitense ma che in questa non si esaurisce. L'Italia e l'Europa operano di concerto con gli Stati Uniti tanto quanto con la Russia o il Giappone e si stanno affacciando in questi anni anche Cina ed India. Dobbiamo smetterla con l'affidarci a questo retaggio che oggi non casualmente portano avanti con veemenza i movimenti ed i partiti neofascisti (quelli che "i tedeschi erano alleati fidati" tanto per capirci).
    L'imperialismo italiano è assolutamente presente e vivo e lo si evince dalle decisioni dei governi. Basterebbe pensare alla decisione di Prodi di portare avanti il progetto Dal Molin, o di rifianziare la missione in Afghanistan che ricordiamolo in primavera avrà una svolta pienamente offensiva (così cadranno le ultime foglie di fico).
    Stesso dicasi per la UE che è sostanzialmente la copertura economico-politica per far prosperare principalmente la Germania, la Francia e per inserire (nel gioco dei conflitti interni al Capitale o per meglio dire ai Capitali) il Regno Unito longa mano statunitense.
    Liberiamoci di questi presupposti errati, liberiamocene o continueremo sotto sotto a parlare di "italiani brava gente pacifica". Alcuni tra i politici parlamentari più in vista in Italia hanno (è bene ricordarlo) grosse fette azionarie delle aziende statunitensi (tra cui quelle di Rumsfeld) che hanno "vinto" gli appalti per la "ricostruzione" dell'Iraq. Non siamo servi di nessuno, siamo solo imperialisti esattamente e complici e soci come stato dell'imperialismo statunitense che è solo l'ariete di sfondamento del problema ma non il padre padrone.

    A luta continua

  3. #3
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    forse hai inteso solo a metà il mio messaggio, ma più probablimente sono io che non ho aggiunto una parte fondamentale.
    Nella lotta contro l'imperialismo Usa cui ovviamente l'Italia e la nostra classe politica si appoggiano e sono ben contenti di farlo a scapito degli interessi popolari, va affiancata una lotta senza quartiere al sistema per la costruzione di un nuovo spazio nazionale ed europeo completamente diverso sbarzzandoci gadualmente delle corrottissime e imperialiste ( dici bene tu ) classi politiche attuali che siano di centro sinistra o di centro destra.
    Dico solo che nella transizione al cambiamento politico , intanto bisogna porre il problema del distaccamento dagli Usa, cominciando esattamente con il denunciare l'atteggiamento non solo subalterno della politica nostrana , ma come dici benissimo tu connivente e piacente, nonché attivissimo.

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da terraeamore Visualizza Messaggio
    forse hai inteso solo a metà il mio messaggio, ma più probablimente sono io che non ho aggiunto una parte fondamentale.
    Nella lotta contro l'imperialismo Usa cui ovviamente l'Italia e la nostra classe politica si appoggiano e sono ben contenti di farlo a scapito degli interessi popolari, va affiancata una lotta senza quartiere al sistema per la costruzione di un nuovo spazio nazionale ed europeo completamente diverso sbarzzandoci gadualmente delle corrottissime e imperialiste ( dici bene tu ) classi politiche attuali che siano di centro sinistra o di centro destra.
    Dico solo che nella transizione al cambiamento politico , intanto bisogna porre il problema del distaccamento dagli Usa, cominciando esattamente con il denunciare l'atteggiamento non solo subalterno della politica nostrana , ma come dici benissimo tu connivente e piacente, nonché attivissimo.

    Se ho ben capito quanto dici tu allora direi che siamo in totale accordo sugli intenti e gli obiettivi ma siamo in disaccordo sul metodo. A parer mio infatti (e spero stavolta di aver capito cosa volessi dire visto che su un forum informatico a volte è facile equivocare le parole degli altri purtroppo) per sbarazzarci degli Stati Uniti (detto molto in soldoni e rozzamente) dobbiamo prima liberarci della classe dirigente interna e non fare il contrario. L'ingerenza statunitense in Italia è causata da chi permette che questa ingerenza sia possibile.

    A luta continua

  5. #5
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    Le tre questioni principali sul tappeto oggi sono:
    1) sovranità nazionale;
    2) lotta al declino economico del nostro paese;
    3) trovare un modello socio-economico alternatico all'attuale, alias socialismo.

    Le tre questioni sono tra loro strettamente connesse. Dall'Unione Europea non si può attendere nulla perché è stata pensata apposta da Monet e soci come organismo burocratico privo di controllo democratico tale da tagliare le gambe alle sovranità nazionali, in modo da impedire la nascita di poli nazionali indipendenti rispetto agli USA.

    Allora è necessario pensare una strategia per la sovranità nazionale coerente che sappia intrecciare gli aspetti politici, economici e militari con la trasformazione sociale. Poi bisogna saper creare un'alleanza di classe in Italia interessata a portare avanti questo progetto (oggi non esiste). Infine, visto che il nostro paese da solo è troppo piccolo, ci vogliono alleanze con settori di altri paesi interessati a una recisione radicale dei trattati europei e con eventualmente paesi extreuropei, ecc.
    Una bazzecola....... purtroppo i mezzi sono ancora troppo scarsi e non c'è nessuna alleanza per il momento e non saprei neanche dire su che basi tentare di crearla.
    Per il momento faccio fatica anche solo a pormi il problema, figuriamoci.

  6. #6
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    allora facciamo il punto: sulla tempistica della stretegia più realista e migliore in termini di efficacia ideale ( dove con tale termine intendo l'impatto che ha sullo spirito della gente ), vi possono essere varie strategie. Io credo che pensare di avere oggi una classe politica radicalmente diversa nelle condizioni attuali, sia abbastanza utopistico, perchè lo spirito della gente è lo spirito liberal ( 100 % ), al cui interno cito per comodità: una fetta di individualismo becero leghista o pseudo leghista ( 15 % ) il progressismo republicca laicismo anticlericalismo o margheritismo secondo le circostanze, david grossmanismo ( 35 % ), berlusconismo onirico ( 35 %) , un po' di sinistrorsismo cannaiolo no global ( 15 % ) e un po' di residuo cattolicismo di bandiera o cristianismo liberista ( 15 % ) a parte scherzi e facezie , il problema è che per avere un governo diverso e popolare c' è un lavoro immenso che stiamo facendo e che ci dobbiamo impegnare a fare ( questa è la politica nel senso più profondo ), ma la strada è lunga.
    Invece, a mio parere, e questo era il senso del messaggio, una causa come quella della fuoriuscita delle basi americane dal nostro paese, può avere quattro vantaggi immediati indiscussi:
    1 - può essere qualcosa di immediatamente percepibile anche a chi per oggi del comunismo non vuol sentire parlare nè del comunitarismo o cose strane..
    2- può essere un'azione il cui eventuale risultato può creare un atmosfera nuova di rinascita comunitaria italiana, seppur ancor capitalista e non ammirabile,ma perlomeno piattaforma per un cambiamento di mentalità che preluda a qualcos altro. Il popolo d'altronde non si è mai trovato di fronte a qualcosa di comune trasversale alle ideologie e giusto, profondamente giusto e legittimo come la richiesta di liberazione da basi militari straniere.
    3- resta il fatto semplice e puro che con la presenza di basi usa in casa, ci rendiamo complici di guerre atroci e imperialiste, che gli Usa conducono a nome del mondo. Ora, che l'Italia sia attiva connivente e interessata e fuor fi dubbio, ma un eventuale governo ancorché capitalista , se pressato da un movimento popolare forte e pacifico, può fare scelte coraggiose
    4- il mondo inizierebbe a respirare un'aria nuova, per una questione pura e semplice di equilibri

    il vero rischiohe uno spirito nazionalista borghese di stampo neofascista prevalga su tutto in nome della difesa dei capitali nazionali e del populismo richiamante i lavoratori ( insomma un nuovo potenziale fascismo ) ...ma francamente il rischio lo si può correre se prevarrà il messaggio centrale, cioé la solidarietà comunitaria italiana come motore delle azioni da compiere, e mai la violenza o l'esaltazione di uno spirito nazionale metafisico


 

 

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