LA VERITA' SU ALITALIAE quello che abbiamo capito è che una compagnia aerea funziona in modo un po' diverso rispetto al negozietto sotto casa; se in quest'ultimo l'aumento dei clienti porta direttamente benefici al padrone per l'Alitalia non è cosi'. Prima di tutto Alitalia, essendo ancora un'azienda pubblica, beneficia totalmente di tutti gli aspetti negativi che questo comporta: management figlio della classe politica e quindi instabile ed incapace di formare qualunque piano di gestione a lungo termine; assunzioni figlie del clientelismo politico, quindi totale assenza di meritocrazia e personale spesso incapace a svolgere le proprie funzioni; troppi Dirigenti anche nei posti in cui non ce n'è bisogno con conseguenti sperperi dal punto di vista economico. Basti pensare che l'AD di Alitalia prende quattro volte lo stipendio del suo pari grado della KLM e tre volte quello dell'AD della British Airways. Passando alla gestione prettamente economica la prima cosa che ci salta agli occhi è la totale mancanza di un sistema premiante giusto ed in linea con i risultati dell'azienda: tantum di migliaia di Euro venivano elargite ai Dirigenti anche in periodi di perdita e la crescita dei salari, specialmente quelli dei piloti, è stata esponenziale senza agganci con la produttività ed i risultati dell' azienda. Poi il lancio di Malpensa: nonostante il 70% dei clienti del trasporto aereo viene dal Nord Italia il problema andava analizzato con maggiore attenzione: nessuna compagnia aerea al mondo puo' contare su 2 hub (ossia aeroporti di riferimento) e tale decisione non solo non ha portato maggiori passeggeri, ma ha comportato oltre 5.000 assunzioni. Tecnicamente l'Alitalia usa aerei che sono di diversi costruttori: questa circostanza comporta maggiori costi in termini di formazione dei piloti, di manutenzione, e più in generale di gestione della flotta. Il management della compagnia ha deciso di affidare l'Handling della stessa in Outsourcing, cioè ad aziende esterne: errore tremendo, questo ha portato uno scadimento del servizio e vista l'importanza che le operazioni di Handling hanno nella scelta di una compagnia rispetto ad un'altra, Alitalia ha collezionato l'ennesimo insuccesso dal punto di vista gestionale. L'outsourcing andava fatto (come fanno tutte le altre compagnie di bandiera) per tutte le operazioni di manutenzione o che comunque non rientrano nel core dell'azienda. Cosi' si sarebbero tagliate molte spese ed usufruito di un servizio migliore. Ancora possiamo parlare della vendita On- line dei bilgietti: Alitalia ha completamente ignorato questa soluzione, tant'è che la percentuale è ancorata al 3% mentre la British Airways è al 51%. Ultimo e non meno importante, troppo potere è stato dato ai Sindacati fino quasi a farli diventare organo decisionale dell'azienda: in un anno ci sono stati piu' scioperi del settore aereo in Italia che in tutti i paese Europei messi insieme. La legge del mercato è questa: se l'azienda non va bene, il personale va tagliato. Quando la BA inglese ebbe il suo periodo di crisi, vi fu un drastico taglio del personale compreso il management che fu completamente decapitato e rifondato. Nessuno protestò piu' di tanto e soprattutto non vennero fatti scioperi selvaggi che colpiscono solo i cittadini cosiddetti normali. Il nuovo management si rimboccò le mancihe e oggi la BA è una società sana, in attivo e caratterizzata da continue assunzioni di personale. L'ALITALIA LO SARA MAI?
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