TRE GLI INCERTI - Mercoledì di paura per la maggioranza. Giovanni Russo Spena, capogruppo Prc a Palazzo Madama, è comunque ottimista e ritiene possibile anche convincere i senatori irriducibili della sinistra: «Su una buona relazione di D'Alema credo che il convincimento sarà compatto». Già gli irriducibili. La pattuglia degli incerti al Senato resta ferma a tre nomi: Franco Turigliatto (Prc), Fernando Rossi (già del Pdci e ora indipendente nell'Unione) e il verde Mauro Bulgarelli. «Ascolterò D'Alema e deciderò. Spero che la notte gli porti consiglio» spiega Turigliatto. «Se D'Alema glissa sulla base di Vicenza, non appoggia quantomeno l'idea del referendum, o evita di precostituire un'autonoma strategia di uscita italiana dall'Afghanistan di fronte al prevedibile sabotaggio da parte americana della conferenza di pace, il mio no è assicurato» gli fa eco Rossi.
Voterà sicuramente «no» Francesco Cossiga, che ha già informato della sua decisione D'Alema «per motivi di correttezza e di amicizia». Un problema in più per l'Unione è l'attacco influenzale che ha colpito Scalfaro e che rende difficile la sua presenza: il suo voto favorevole era dato per certo.
Al Senato, intanto, è pronta la mozione unitaria di tutti i gruppi di centrosinistra per l'approvazione delle comunicazioni del governo in materia di politica estera.
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3d ironico (spero) che però fa capire come sia difficile andare avanti con una maggioranza che si regge su 1 senatore... ecco che una influenza di Scalfaro o la tachicardia della Montalcini possono far cadere il governo...
grazie Silvio per questa legge elettorale che ti permette ancora di esistere...




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