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    Predefinito [III PL] Secessione e Liberta' Individuale

    [center]AMICI VI POSTO qui uno scritto di rottura di una personalita' del forum che sicuramente conoscete ma che non si era mai espresso in questi termini. A me pare rilevante per la dinamica di discussioni qui dentro in PADANIA. Si prega di commentare a tema, e lasciare perdere il vizio "italiota" di menare il can per l'aia.
    FEDERALISMO - NUOVI PARAGRAFI DEL PROGRAMMA
    ....


    PL in odio al conformismo intende riferirlo agli INDIVIDUI.


    Cominciamo dal titolo del paragrafo di Programma nuovo:
    - Secessione Individuale e Libertà di movimento

    Si tratta dello sviluppo concettuale di due diritti fondamentali derivanti dalla proprietà di se stessi e dei propri beni: quella di recedere dal contratto o rifiutare di sottoscriverne uno e quella di difendere dall’ingresso di altri le proprie pertinenze.

    Andando al testo del nuovo punto

    Progetto Liberale è un partito secessionista, appoggia, sostiene e condivide la pretesa al riconoscimento del pieno diritto degli individui alla secessione – individuale, organizzata e se necessario armata –

    Non c’è alcun riferimento in ciò a tendenze politiche che prevedano “l’imposizione a qualcuno di secedere da qualche suo contratto”, conseguentemente non v’è alcun richiamo di quelle correnti politiche che sostengano il diritto di “Stati” a separarsi da altri Stati. Ci si riferisce solamente a:
    delle loro persone e proprietà dalle autorità Istituzionali costituite e mantenute senza il loro consenso e a loro detrimento;

    Si parla di persone e proprietà, con ciò intendendo il diritto di ognuno a dire: Casa mia è mia e basta, non intendo mantenere alcun legame di soggezione con fondi adiacenti che mi sia imposto da autorità costituite né concedere a ufficiali di imporre leggi che io non riconosca all’interno della mia proprietà e sulla mia persona. Quell’ “armata” significa che io ho diritto di sparare ad un ufficiale Giudiziario di questa Repubblica se mi viene a dire che casa mia deve stare a norma con le leggi x e y dopo che io ho proclamato la mia secessione e reciso i contatti con lo Stato e mi fa sparare dalla polizia ove io non obbedisca.

    Non mi sfugge la necessaria estensione alla politica del concetto “logicamente esatto” su espresso, dunque la affronto per evitare che altri mi mettano in bocca cose che non chiedo.
    propone una rifondazione integrale su base consensuale del modello nazionale, che salvaguardi assieme la possibilità di individuare sempre meglio una comunità di valori, tradizioni e costumi, così come i diritti di ogni cittadino a dichiararsi sciolto da tali comunanze in qualunque momento nel nome dei suoi diritti naturali;

    Esistono nel mondo di oggi entità considerate impropriamente come frutto di contratti chiamate “Stati”, per Progetto Liberale non “deve” esistere alcuna entità plurisoggettiva che non nasca da un contratto, ed essendo logicamente inaccettabile immaginare un contratto che preveda la cessione della propria volontà e dunque della facoltà di rescissione [Dogma dell’Inalienabilità della Volontà] tale contratto deve prevedere la possibilità di rescindere. Se esistono entità plurisoggettive su base contrattuale, come le imprese, le società allora i liberali rivendicano il diritto di chiunque a uscirne. Ciò deve a maggiore ragione valere per lo Stato.

    Per noi lo Stato che decidesse di imporre al cittadino “Liberal_” di abbandonare la sua proprietà nel caso decidesse di abbandonare il paese, o peggio più direttamente di vietargli l’abbandono del paese o il rifiuto di prestare servizio nelle FF.AA. , sarebbe uno Stato liberticida, autoritario e criminale. E’ diritto degli individui quello di possedere, non concessione dello Stato, e se tale assunto è vero dovrebbe semmai essere naturale il diritto del Cittadino che decidesse di “rescindere” dal contratto presunto esistente e fondativo dello Stato ad avere restituito il suo credito verso lo Stato per la quota parte di debito pubblico a lui spettante. Se gli Stati intendono esistere devono poter fallire, e dunque i loro debiti devono essere anche “crediti”, e se non sono esigibili devono condurli al fallimento. La rescissione con le proprie pertinenze di diritto è dunque un diritto negato nell’attuale ordinamento che pure “dice di fondarsi” su un contratto.

    Siccome un liberale non considera esistenti contratti senza clausola di rescissione e soprattutto reputa inesistente il diritto sui figli dei “padri firmatari” ancestrali di vincolarli a tali obblighi si deve concludere quel che i liberali non possano accettare:
    condanna ogni tentativo di secessione compiuto tramite impiego della violenza su individui innocenti che a tale secessione non si oppongano in armi ed ogni pretesa di costituzione di ulteriori autorità Istituzionali ove lesive dei diritti di chi a tale secessione non intenda prendere parte con se stesso e le sue proprietà

    Insomma così come è illegittimo “fondare uno Stato” su un territorio, dando per scontato che chi ci sta dentro aderisca e considerando illegittimo dire “io non aderisco”, altrettanto è illegittimo “scindere due Stati”, dando per scontate le medesime cose, senza che tutti quelli che rescindono il contratto preteso tale siano d’accordo. Insomma se Voghera secede da Italia non c’è alcun diritto per quelli che dicono “io secedo” (anche fossero il 99%) di imporre al signor “liberal_” residente a Voghera di secedere anch’egli. Più precisamente secedono individui e proprietà, non certo porzioni di crosta terrestre arbitrariamente definite dall’alto. E ciò dovrebbe essere considerato quando si parla di Israel e Palestina, per chiarire come non esista affatto un “diritto al confine regolare” e viceversa esiste il diritto di ognuno al “proprio confine”. Dei coloni Israeliani nelle loro terre comprate così come dei Palestinesi nelle loro terre comprate, quanto incrociate siano non importa. Nulla giustifica lo spararsi tra vicini di casa, men che meno il fatto che l’una casa sia biancazzurra e l’altra nera rossa e verde

    Se due società produttrici di bulloni in concorrenza lavorano nella stessa città e hanno ognuna la sua fabbrica e il suo palazzo di uffici non mi si dica che due Stati non possono vivere nella medesima città, perché non esiste una motivazione logica per questo. Anche l’individuo è in sé uno Stato, se consideriamo lo Stato come “ente Sovrano”. Mi si dica che “due Stati interessati al dominio dei loro sudditi” non possono convivere e dirò: certamente, si faranno la guerra, per questo dobbiamo abolire gli Stati!

    Va da sé che Progetto Liberale è individualista e non tollera chi con l’accetta pretenda di dire che in Italia –così come in tutti gli Stati- c’è un solo Stato, composto da un solo Popolo, da un solo Governo, da un solo Territorio. Per noi ci sono 56 milioni di Stati indipendenti e sovrani, e quella parte di essi che intende “essere Italiana”, io sono in essa e con orgoglio, puo’ benissimo essere Italiana anche se qualcuno intende non esserlo. Il diritto di Giorgio Gaber a non sentirsi Italiano non lede nessuno, dunque nessuno puo’ pretendere che Gaber sia Italiano. E dico Gaber per non dire Bossi.

    Conseguenza della proprietà di ognuno su se stesso e del pieno diritto di tutti su tutte le loro proprietà è il diritto di dire “no” se qualcuno intenda passarci attraverso.
    Progetto Liberale considera doveroso il rispetto più completo della Libertà di movimento degli individui sulle loro proprietà e in quelle di chi consenta loro, per liberalità o per contratto, la migrazione, così come il diritto dei proprietari ad impedire l’ingresso e la permanenza nelle loro private proprietà di individui non graditi.

    E con questo il problema dell’immigrazione è risolto, non esiste un diritto per lo Zingaro di entrare dalla mia finestra e uscire dalla mia porta. Esiste il mio diritto di dirgli “tu non entri”. E dunque la Nuova Nazione Italiana per Consenso, intesa come una Società di persone e se del caso di capitali che decida di assumere comportamenti “coerenti” puo’ dire “accetto o no” muhammad abu khad in Italia sulle nostre proprietà, così come l’associazione “Voghera Bianca” che possegga due palazzi nel centro puo’ dire “foera il neger” e non fare entrare nessuno. Nei suoi due palazzi e non oltre, perché essere razzisti è lecito e ledere i diritti altrui no.

    E’ mia convinzione che il problema c.d. dell’Immigrazione sorga solamente dalla maladefinizione dei diritti di proprietà in Italia e dall’esistenza di uno Stato criminale come quello odierno. Detto questo io sono e rimango Italiano, con il sangue tricolore e perfino monarchico, ma è questione ETICA e MORALE il riconoscere che IO non ho diritto di imporre la fedeltà al Duca Amedeo a uno che non intenda essere fedele al Duca, e che farlo sarebbe moralmente malvagio oltre che illegittimo eticamente. Posso al massimo dirgli “bene, allora non entri nelle proprietà di gente fedele al Duca perché così abbiamo deciso all’atto di fondare la nostra Nazione per Consenso chiamata “Regno di Italia”. E così per i Mori, gli Islamici, gli Extracomunitari, come diavolo vogliate chiamarli è affar vostro, basta che non ci sia imposto di tenerli nelle nostre proprietà.

    E dunque, sanciti i principi validi per gli individui andiamo alla realtà odierna globale con un paragrafo più specifico:
    - Federalismo e confederalismo

    Progetto Liberale nell’ottica di rifondazione delle Nazioni sul consenso sostiene il modello confederale di aggregazione

    Esistono due modelli di aggregazione, quello che prevede il diritto di uscire e quello che non lo prevede, PL sostiene ovviamente, sulla base di quanto scritto, quello che prevede il diritto di uscire: la Confederazione.
    propone un assetto interno sul modello di espansione federale degli Stati Uniti d’America a cavallo dei secoli decimo ottavo e decimo nono;

    Salvo il diritto di uscirne io credo che gli USA siano un modello ottimale di divisione dei poteri etc. e penso che dovremmo ricalcarli, com’erano prima dell’assurda espansione del potere federale.
    sostiene il processo spontaneo di Unificazione Europea come grande opportunità di dissoluzione delle Istituzioni autoritarie degli Stati Nazione Europei in una sola Confederazione degli Stati Uniti d’Europa, organizzata in comuni, contee, distretti e ogni tipo di aggregazione locale, che sappia essere insieme regionale e mondiale, per costruire con una politica di sano isolazionismo e difesa armata dei propri confini la cornice migliore per lo sviluppo della Società. Combatte in questo contesto l’Europa delle Istituzioni uniche e onnipotenti e sostiene lo spirito di apertura dei mercati rigettando ogni tentativo di costruzione di Istituzioni Europee fondate sul monopolio della forza.

    Io credo all’Europa perché ci permette nel nome di cose come:
    - Libera circolazione delle persone, dei capitali, delle idee.
    - Pace e cooperazione alla difesa
    Di evitare di scannarci di nuovo tra vent’anni “io Italiano contro tu Francese”. Voglio che si parli di gentes italiae e gentes germanicae, non di “soldati italiani e soldati tedeschi”. Voglio che l’Europa non sia quella che è dipinta oggi dai socialisti, ma sia una grande confederazione di privati cittadini e private società che nel tenere tutti insieme –se vogliono- un coordinamento dei loro armamenti, possano garantire sicurezza dal resto del mondo ancora preda della follia Statalista e Militarista, penso alla Cina, alla Russia, e purtroppo anche all’America, oltre che ovviamente al mondo arabo, e con ciò la nostra indipendenza. Sano isolazionismo come espansione meramente pacifica, semplicemente parlando piano e tenendo un grosso bastone in tasca nel caso sia necessario difenderci. Pax et Commercium.

    Voglio che l’Europa sia il grimaldello della Libertà dagli Stati-Nazione per ribadire il diritto delle Nazioni ad esistere senza essere Stati. Se non vogliono. Altrimenti firmino un contratto e formino uno Stato per Consenso, niente lo vieta. In ciò per me l’Europa della Commissione è quasi “satanica”, mentre ad esempio l’Europa del Parlamento lo è molto meno. Io voglio l’Europa confederazione di microentità sempre disposte a scindersi ove ci siano problemi, fino ai singoli individui. Insomma la mia Europa è una Nazione per Consenso e non una Costituzione Socialista Europea. Noi liberali dobbiamo sottrarre l’Europeismo dalle grinfie sinistre dei socialisti, e sostenere un diverso europeismo che sia veramente giusto per tutti.

    Sulle Nazioni per Consenso e sull’Europa che vogliamo, sull’altro modello ho da consigliare.

    Murray N. Rothbard.
    Nations By Consent: Decomposing the Nation-State

    Carlo Lottieri
    European Unification as the New Frontier of Collectivist Redistribution
    The case for Competitive Federalism and a Free-market Economy

    Il Grande Rothbard e l’ottimo Lottieri hanno colto bene la mia idea. Molto meglio di Umberto Bossi e degli Statalisti d’accatto. Per intenderci –perché so che mi accuseranno di fare il leghista- questo Programma NON è rivolto al leghismo statalista ma al leghismo alla Pagliarini. Nel quale non c’è proprio niente di male, finchè non si nega il mio diritto a dire “io rimango Italiano e voglio fondare la mia nazione per consenso”. Liberamente appunto.




    (omissis... )

    ipse dixit, Ronnie

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  2. #2
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    capisco.. in pieno stile di ronnie e' un po' lungo da leggere, ma ci sono diverse cose interessanti.. non vi va di commentarlo?

  3. #3
    Blut und Boden
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    "Voglio che l’Europa non sia quella che è dipinta oggi dai socialisti, ma sia una grande confederazione di privati cittadini e private società ".

    Niente di identitario.
    Puzza di yankee.
    Vedo solo valori economici e niente valori etno-culturali.
    Non mi piace.

  4. #4
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    bè lo scopo dello scritto non è parlare di valori etno-culturali.. ma la giustificazione della libertà di azione Secessionista in ottica liberista.. credo sia un passo in avanti per tutti...

    non per niente richiama Pagliarini.

  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da *-RUDY-* Visualizza Messaggio
    bè lo scopo dello scritto non è parlare di valori etno-culturali.. ma la giustificazione della libertà di azione Secessionista in ottica liberista.. credo sia un passo in avanti per tutti...

    non per niente richiama Pagliarini.
    La secessione è un mezzo, un atto; l'indipendenza è una condizione, è il punto di arrivo.

  6. #6
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    certo l'atto però deriva da il principio di individualismo.. che esteso per agglomerati porta all'indipendenza... si parte dal piccolo, in parole povere.. IO SECEDO .. te?

  7. #7
    Blut und Boden
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    Citazione Originariamente Scritto da *-RUDY-* Visualizza Messaggio
    certo l'atto però deriva da il principio di individualismo.. che esteso per agglomerati porta all'indipendenza... si parte dal piccolo, in parole povere.. IO SECEDO .. te?
    Se parti da un'ottica individualista libertaria, sì; se ti riferisci a on'ottica identitaria che ha come riferimento la comunità naturale, no.

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da Eridano Visualizza Messaggio
    La secessione è un mezzo, un atto; l'indipendenza è una condizione, è il punto di arrivo.
    Quoto.

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da Eridano Visualizza Messaggio
    Se parti da un'ottica individualista libertaria, sì; se ti riferisci a on'ottica identitaria che ha come riferimento la comunità naturale, no.

    questo è il punto.. quindi premesso che vogliamo entrambi lo stesso punto di arrivo.. come si può procedere insieme? sto parlando di un dialogo che già era presente nell'età d'oro della lega di metà anni 90.... vi ricordate la campagna elettorale del 96? si può ancora tornare indietro secondo voi?

  10. #10
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    Concordo sulla parte secessionista, ma forse il resto è troppo estremista per i miei gusti e non credo che applicato alla lettera funzionerebbe, come tutte le teorie pure, ma avvicinarci a questo modello con tutte le dovute cautele e con i giusti e massicci compromessi è sicuramente meglio che restare alla situazione attuale.
    ciao.

 

 
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