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  1. #1
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    Cool Crisi, e' arrivata la bufera....

    http://www.corriere.it/economia/09_a...4f02aabc.shtml

    Notte in fabbrica per i manager rapiti
    Sarko: «Difenderò operai Caterpillar»
    Hanno dormito sulla moquette i 4 dirigenti bloccati dai dipendenti, che protestano contro i licenziamenti

    GRENOBLE (Francia) - Sono ancora nelle mani dei lavoratori i quattro dirigenti di Caterpillar Francia, sequestrati martedì mattina da un gruppo di dipendenti dell’azienda. I manager hanno trascorso la notte nello stabilimento di Grenoble, dormendo sulla moquette, in vista della ripresa del negoziato in programma mercoledì mattina. I lavoratori chiedono che venga rimessa mano al piano di ristrutturazione della filiale francese del gruppo statunitense, che prevede il licenziamento di 733 persone su un totale di 2.800. Questione sulla quale è intervenuto Nicolas Sarkozy: il presidente ha promesso che «salverà lo stabilimento» di Caterpillar in Francia e si è detto disponibile ad incontrare la delegazione sindacale dell’azienda, come gli è stato chiesto.

    APPELLO AL PRESIDENTE - Le sigle sindacali CGT-FO-CFTC-CFDT di Caterpillar Francia hanno lanciato proprio mercoledì mattina un appello al presidente e ai parlamentari perché sia sbloccato il «fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione» per tutelare i posti i lavori nelle due filiali francesi del gruppo americano, situate a Grenoble e a Echirolles.


    01 aprile 2009
    LOMBARDIA LIBERA IN LIBERA EUROPA

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  2. #2
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    Predefinito Riferimento: Crisi, e' arrivata la bufera....

    http://www.corriere.it/economia/09_m...4f02aabc.shtml

    Francia: gli operai sequestrano i dirigenti , in ostaggio per un'ora anche Pinault
    Il proprietario della Ppr (Gucci, Saint Laurent, ecc...) bloccato mentre era in taxi dai suoi dipendenti


    PARIGI (FRANCIA) - Una risposta estrema agli effetti della crisi. Diventano sempre più frequenti in Francia i casi di dipendenti che prendono in ostaggio i propri datori di lavoro. L'ultimo clamoroso caso è quello del patron di Ppr, multinazionale del lusso, Francois Henri Pinault, bloccato mentre era in un taxi da un gruppo di lavoratori delle sue aziende. Due delle sue imprese, Fnac e Conforama hanno infatti annunciato il licenziamento di 1200 lavoratori e proprio a queste due aziende apparterrebbero il centinaio di lavoratori che hanno preso in ostaggio per oltre un'ora il magnate. La polizia francese è arrivata infatti rapidamente sul posto e dopo poco ha deciso di intervenire liberando Pinault.

    ULTIMO PRIGIONIERO - Pinault, noto alle cronache anche per essere il marito dell'attrice americana Salma Hayek, controlla con la sua Ppr, una serie di marchi del lusso, da Gucci, che a sua volta possiede Yves Saint Laurent, a Sergio Rossi, da Bottega a Balenciaga a molti altri. Il patron della Ppr, è l'ultima vittima della reazione dei lavoratori colpiti dalla crisi economica, ed è uno degli uomini più ricchi di Francia con patrimonio stimato nel 2007 a 14,5 miliardi di euro. Pinault, come detto, è proprietario di un vasto gruppo che va dalla Puma alla casa d'aste Christie's. In Italia possiede tra l'altro Palazzo Grassi a Venezia.
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  3. #3
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    Predefinito Riferimento: Crisi, e' arrivata la bufera....

    Friuli: azione esemplare del governo Berlusconi

    I soldi per la Caffaro dirottati al ponte sullo Stretto
    Messaggero Veneto — 31 marzo 2009 pagina 14 sezione: UDINE

    TORVISCOSA. Spariscono i fondi nazionali per le bonifiche delle zone industriali inquinate, fra cui la Caffaro di Torviscosa. Il Cipe, infatti, ha trasferito gli oltre tre miliardi di euro previsti per il risanamento delle aree degradate al piano per le grandi opere, varato dal governo Berlusconi. Fra queste il ponte sullo Stretto di Messina, inserito come priorità. Un cambio di destinazione, in contrasto con gli annunci di qualche giorno fa del ministro per lo sviluppo economico Claudio Scajola, che sembra mettere la parola fine all’ipotesi di un finanziamento statale per affrontare l’emergenza Caffaro in Friuli. La conferma da Roma arriva all’indomani di un vertice con i sindacati della chimica tenuto proprio al ministero di via Veneto. Ed è subito allarme tra le parti sociali: «A questo punto per l’azienda si profila l’amministrazione controllata o il fallimento». Il Comitato interministeriale per la programmazione economica il 9 marzo scorso ha infatti inglobato al “Fondo strategico per il Paese” a disposizione del presidente del Consiglio dei ministri, “con voce di utilizzo diverso e diversificato”, i soldi per le bonifiche dei 26 siti individuati come priorità (tra i quali c’erano appunto Trieste e la laguna di Grado e Marano). Restano soltanto 50 milioni di euro per l’intero Paese, che però andranno ai tre siti ritenuti “immediatamente operativi”: Fidenza, considerato di interesse nazionale, Ravenna e Massa Martorana (di interesse regionale). Il Friuli dunque resta escluso. A lanciare l’allarme è stata ieri la segreteria nazionale Filcem-Cgil ai colleghi udinesi, dopo aver partecipato a un incontro, il 27 marzo, al ministero. Un vertice, al quale erano anche presenti le altre segreterie nazionali sindacali del settore chimico, nel corso del quale è stato presentato l’elenco dei siti individuati per “oggettiva priorità ” sulla base dei 166 che avevano fatto richiesta: tra questi cui era stato inserita anche Torviscosa, primo passo verso l’assegnazione del fondo speciale. Fondo che, però, non esiste più. «La Regione che ha individuato il sito - afferma Roberto di Lenardo (Filcem-Cgil di Udine) - a questo punto deve farsi sentire: non può oggi lasciarsi portare via questi soldi da Torviscosa, in quanto è chiaro che ormai, senza tagli e risorse, non si faranno accordo di programma e bonifiche, con tutto ciò che questo comporterà. Danno ambientale e bonifiche a questo punto non verranno eseguiti, e pertanto si profila per la Caffaro di Torviscosa o l’amministrazione controllata o il fallimento, che a questo punto fanno capire che ci sono precise responsabilità non soltanto dell’azienda ma anche di altri soggetti. È inutile che il ministro Scajola venga a dire in regione che l’azienda non ha colpa per 70 anni di inquinamento, quando poi il suo Ministero si lascia portare via i soldi dalla Presidenza del consiglio: un po’ di coerenza ci vuole. A questo punto Ministero all’ambiente e Ministero per lo sviluppo economico vengono esautorati da ogni possibile decisione». Francesca Artico

    http://ricerca.gelocal.it/messaggero...14_PROC10.html

  4. #4
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    Predefinito Riferimento: Crisi, e' arrivata la bufera....

    Citazione Originariamente Scritto da furlan Visualizza Messaggio
    friuli: Azione esemplare del governo berlusconi

    i soldi per la caffaro dirottati al ponte sullo stretto
    messaggero veneto — 31 marzo 2009 pagina 14 sezione: Udine

    torviscosa. Spariscono i fondi nazionali per le bonifiche delle zone industriali inquinate, fra cui la caffaro di torviscosa. Il cipe, infatti, ha trasferito gli oltre tre miliardi di euro previsti per il risanamento delle aree degradate al piano per le grandi opere, varato dal governo berlusconi. Fra queste il ponte sullo stretto di messina, inserito come priorità. Un cambio di destinazione, in contrasto con gli annunci di qualche giorno fa del ministro per lo sviluppo economico claudio scajola, che sembra mettere la parola fine all’ipotesi di un finanziamento statale per affrontare l’emergenza caffaro in friuli. La conferma da roma arriva all’indomani di un vertice con i sindacati della chimica tenuto proprio al ministero di via veneto. Ed è subito allarme tra le parti sociali: «a questo punto per l’azienda si profila l’amministrazione controllata o il fallimento». Il comitato interministeriale per la programmazione economica il 9 marzo scorso ha infatti inglobato al “fondo strategico per il paese” a disposizione del presidente del consiglio dei ministri, “con voce di utilizzo diverso e diversificato”, i soldi per le bonifiche dei 26 siti individuati come priorità (tra i quali c’erano appunto trieste e la laguna di grado e marano). Restano soltanto 50 milioni di euro per l’intero paese, che però andranno ai tre siti ritenuti “immediatamente operativi”: Fidenza, considerato di interesse nazionale, ravenna e massa martorana (di interesse regionale). Il friuli dunque resta escluso. A lanciare l’allarme è stata ieri la segreteria nazionale filcem-cgil ai colleghi udinesi, dopo aver partecipato a un incontro, il 27 marzo, al ministero. Un vertice, al quale erano anche presenti le altre segreterie nazionali sindacali del settore chimico, nel corso del quale è stato presentato l’elenco dei siti individuati per “oggettiva priorità ” sulla base dei 166 che avevano fatto richiesta: Tra questi cui era stato inserita anche torviscosa, primo passo verso l’assegnazione del fondo speciale. Fondo che, però, non esiste più. «la regione che ha individuato il sito - afferma roberto di lenardo (filcem-cgil di udine) - a questo punto deve farsi sentire: Non può oggi lasciarsi portare via questi soldi da torviscosa, in quanto è chiaro che ormai, senza tagli e risorse, non si faranno accordo di programma e bonifiche, con tutto ciò che questo comporterà. Danno ambientale e bonifiche a questo punto non verranno eseguiti, e pertanto si profila per la caffaro di torviscosa o l’amministrazione controllata o il fallimento, che a questo punto fanno capire che ci sono precise responsabilità non soltanto dell’azienda ma anche di altri soggetti. È inutile che il ministro scajola venga a dire in regione che l’azienda non ha colpa per 70 anni di inquinamento, quando poi il suo ministero si lascia portare via i soldi dalla presidenza del consiglio: Un po’ di coerenza ci vuole. A questo punto ministero all’ambiente e ministero per lo sviluppo economico vengono esautorati da ogni possibile decisione». Francesca artico

    http://ricerca.gelocal.it/messaggero...14_proc10.html

    bingooo!!!
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  5. #5
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    Predefinito Riferimento: Crisi, e' arrivata la bufera....

    Anche in Euskal Herria i sindacati BASCHI si muovono....
    il 21 maggio sciopero generale contro la distruzione dell'impiego


    http://www.gara.net/azkenak/04/13019...ruccion-empleo

    CRISIS ECONÓMICA
    La mayoría sindical convoca una huelga general el 21 de mayo para denunciar la destrucción de empleo

    La mayoría sindical vasca ha convocado huelga general para el día 21 de mayo. Denuncia la "elevada destrucción" de empleo y el "permanente chantaje" de la patronal. Exige instrumentos para abordar la crisis en Euskal Herria.



    01/04/2009 9:01:00

    BILBO-. En el Estado francés se han realizado dos huelgas generales, otra en Italia y una más en Grecia y, sin embargo, en el Estado español, que es donde la crisis está azotando con más virulencia a la clase trabajadora, no se considera necesaria una respuesta social de estas características, mientras el Gobierno de José Luis Rodríguez Zapatero se ocupa directamente de inyectar dinero de las arcas públicas a la élite económica y financiera.

    La pérdida de empleo aumenta, según explicaron ayer los convocantes de la huelga general, ya que entre febrero de 2008 a febrero de 2009, han desaparecido 45.121 ocupados en Hego Euskal Herria, un 42% más que doce meses antes. Los expedientes de regulación se suceden: entre enero y febrero son 20.596 los trabajadores afectados, casi los mismos que durante todo el año pasado, que alcanzaron a los 23.835 trabajadores. El paro sigue creciendo, ya son 153.032 inscritos en Araba, Bizkaia, Gipuzkoa y Nafarroa, lo que representa un 11,13% de la población activa, que se encuentra entre las tres zonas con más paro de la Unión Europea. A todo esto se le une un claro deterioro de las condiciones laborales en las empresas.
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  6. #6
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    Predefinito Riferimento: Crisi, e' arrivata la bufera....

    http://milano.corriere.it/milano/not...41042813.shtml


    Poco meno di 28 mila imprese hanno già abbassato la saracinesca
    Crisi, 70 mila aziende a rischio chiusura
    Camera di commercio: da anni mai tante difficoltà. Ma il Cosmit: hotel troppo cari per il Salone del mobile

    MILANO - Depressi. Col portafogli chiu*so a doppia mandata. E preoccu*pati per il futuro. Così un son*daggio della Camera di commer*cio di Milano tra le imprese atti*ve in provincia racconta lo stato d’animo e le abitudini degli im*prenditori alle prese con la crisi. Il dato più preoccupante: cir*ca 70 mila delle 280 mila impre*se del territorio, secondo le sti*me della Camera, ha seri dubbi ri*guardo al proprio futuro. Inoltre po*co meno di 28 mi*la attività hanno già abbassato la saracinesca. «Quest’ultimo è il dato che ci sor*prende di meno — fanno notare in via Meravigli —. È fisiologica la chiusura di 25 mila imprese l’anno. Mentre non succedeva da anni che oltre il 27 per cento delle aziende fos*se in difficoltà». «Questa situazione, tra alti e bassi, è destinata a durare anco*ra. Anche se, per fortuna, ci so*no settori che stanno tenendo — riflette il presidente della Ca*mera di Commercio, Carlo San*galli —. È importante in questa fase sostenere il sistema delle piccole e medie imprese nell’ac*cesso al credito. Per questo la Ca*mera di commercio di Milano, in via straordinaria, ha avviato un Fondo di riassicurazione di 10 milioni a favore dei Confidi che potrà attivare finanziamenti bancari per circa 700 milioni di euro».

    L’ufficio studi della Camera, in collaborazione con le associa*zioni di categoria, monitorerà su base mensile l’andamento della crisi. Intanto gli imprendi*tori intervistati si raccontano de*pressi (uno su cinque). E alle prese con cali del fatturato supe*riori al 30 per cento in un caso su tre. In questi mesi la crisi sta col*pendo anche il settore alberghie*ro. Che stima tagli al fatturato dal 18 al 35 per cento, a seconda delle zone. Nonostante ciò, il Co*smit, ente organizzatore del Sa*lone del mobile, a Milano dal 22 al 27 aprile, denuncia politiche di prezzo spropositate. «Tra i ca*si concreti segnalati dagli esposi*tori c’è quello di un hotel che per la stessa stanza durante il Sa*lone dell’anno scorso chiedeva 250 euro mentre oggi è arrivato a quota 468 — denuncia Manlio Armellini, amministratore dele*gato di Cosmit —. Questi sono comportamenti inaccettabili per una città a cui il Salone ha dona*to prestigio, business e turismo d’affari».

    Di fronte a questa segnalazio*ne il presidente degli albergato*ri dell’Unione del Commercio, Alberto Sangregorio, si mostra sorpreso: «I colleghi che pratica*no politiche del genere non pos*sono che essere eccezioni. Sem*plicemente perché in un mo*mento come questo aumentare i prezzi non conviene a nessuno. Ci risulta, invece, che la maggio*ranza dei nostri associati stia ri*vedendo al ribasso le convenzio*ni stipulate con le aziende». Dal canto loro le associazioni dei consumatori danno un con*siglio ai turisti, d’affari e non: «Se qualcuno propone prezzi troppo alti non resta che armar*si di pazienza e rivolgersi ai con*correnti — suggerisce Michele Cavuoti di Altroconsumo —. In una fase come questa non do*vrebbe essere difficile trovare qualcuno interessato a conqui*stare clienti».


    01 aprile 2009
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  7. #7
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    Predefinito Riferimento: Crisi, e' arrivata la bufera....

    Citazione Originariamente Scritto da Lancelot Visualizza Messaggio
    http://www.corriere.it/economia/09_a...4f02aabc.shtml

    Notte in fabbrica per i manager rapiti
    Sarko: «Difenderò operai Caterpillar»
    Hanno dormito sulla moquette i 4 dirigenti bloccati dai dipendenti, che protestano contro i licenziamenti

    GRENOBLE (Francia) - Sono ancora nelle mani dei lavoratori i quattro dirigenti di Caterpillar Francia, sequestrati martedì mattina da un gruppo di dipendenti dell’azienda. I manager hanno trascorso la notte nello stabilimento di Grenoble, dormendo sulla moquette, in vista della ripresa del negoziato in programma mercoledì mattina. I lavoratori chiedono che venga rimessa mano al piano di ristrutturazione della filiale francese del gruppo statunitense, che prevede il licenziamento di 733 persone su un totale di 2.800. Questione sulla quale è intervenuto Nicolas Sarkozy: il presidente ha promesso che «salverà lo stabilimento» di Caterpillar in Francia e si è detto disponibile ad incontrare la delegazione sindacale dell’azienda, come gli è stato chiesto.

    APPELLO AL PRESIDENTE - Le sigle sindacali CGT-FO-CFTC-CFDT di Caterpillar Francia hanno lanciato proprio mercoledì mattina un appello al presidente e ai parlamentari perché sia sbloccato il «fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione» per tutelare i posti i lavori nelle due filiali francesi del gruppo americano, situate a Grenoble e a Echirolles.


    01 aprile 2009

    Da una parte c'è da dire che questi "manager" locali non sono quasi mai i responsabili delle situazioni disastrose che portano alle chiusure delle aziende. Comunque non si può non provare un po' di solidarietà verso i lavoratori. Bisognerebbe prendere in ostaggio i palazzi del governo...
    Io giuro che riuscirò a motivarti, Palla di Lardo, a costo di andare ad accorciare il cazzo a tutti i cannibali del Congo!

  8. #8
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    Unhappy Riferimento: Crisi, e' arrivata la bufera....

    Citazione Originariamente Scritto da Lancelot Visualizza Messaggio
    http://www.corriere.it/economia/09_a...4f02aabc.shtml

    Notte in fabbrica per i manager rapiti
    Sarko: «Difenderò operai Caterpillar»
    Hanno dormito sulla moquette i 4 dirigenti bloccati dai dipendenti, che protestano contro i licenziamenti

    GRENOBLE (Francia) - Sono ancora nelle mani dei lavoratori i quattro dirigenti di Caterpillar Francia, sequestrati martedì mattina da un gruppo di dipendenti dell’azienda. I manager hanno trascorso la notte nello stabilimento di Grenoble, dormendo sulla moquette, in vista della ripresa del negoziato in programma mercoledì mattina. I lavoratori chiedono che venga rimessa mano al piano di ristrutturazione della filiale francese del gruppo statunitense, che prevede il licenziamento di 733 persone su un totale di 2.800. Questione sulla quale è intervenuto Nicolas Sarkozy: il presidente ha promesso che «salverà lo stabilimento» di Caterpillar in Francia e si è detto disponibile ad incontrare la delegazione sindacale dell’azienda, come gli è stato chiesto.

    APPELLO AL PRESIDENTE - Le sigle sindacali CGT-FO-CFTC-CFDT di Caterpillar Francia hanno lanciato proprio mercoledì mattina un appello al presidente e ai parlamentari perché sia sbloccato il «fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione» per tutelare i posti i lavori nelle due filiali francesi del gruppo americano, situate a Grenoble e a Echirolles.


    01 aprile 2009
    Si dovrebbe fare anche quì così non capisco cosa ci si aspetti

  9. #9
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    Predefinito Riferimento: Crisi, e' arrivata la bufera....

    Citazione Originariamente Scritto da Spartaco Visualizza Messaggio
    Si dovrebbe fare anche quì così non capisco cosa ci si aspetti
    Eccoti accontentato:

    http://milano.corriere.it/notizie-ul...00013335.shtml

    Milano: dipendenti call center bloccano per un'ora Ad dell'azienda

    01 Aprile 2009 20:20 CRONACHE

    MILANO - Gli echi della protesta francese arrivano a Milano. Cinquanta dipendenti del call center Omnia di Milano hanno bloccato per un'ora l'amministratore delegato dell'azienda. L'obiettivo era ottenere spiegazioni sugli stipendi di febbraio che non sono ancora stati pagati. L'episodio e' stato reso noto dall'associazione Bios. Secondo quanto riferisce l'associazione, questa mattina i lavoratori hanno deciso di lasciare le loro postazioni nella sede di via Breda e si sono riuniti in cortile. Quando l'amministratore delegato e' sceso dal suo ufficio per convincerli a rientrare questi dopo essersi rifiutati l'avrebbero accerchiato per un'ora chiedendogli certezze sui pagamenti degli stipendi. I dipendenti hanno poi fatto sapere di aver aderito allo sciopero nazionale del gruppo fissato per venerdi' 3 aprile. (Agr)
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  10. #10
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    Ora comprenderemo a cosa serve l' esercito nelle città

 

 
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